Emergenza Covid-19, nuovo vertice tra prefetto e sindacati

 

Al centro la situazione del siderurgico in attesa del nuovo decreto prefettizio
pubblicato il 02 Aprile 2020, 19:47
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Quest’oggi è tornata a riunirsi, convocata dal prefetto di Taranto, Demetrio Martino, alla presenza delle organizzazioni sindacali confederali CGIL CISL UIL e delle Federazioni di Categoria dei lavoratori Metalmeccanici, Terziario e Multiservizi, Edili, Elettrici, Somministrati e Trasporti, la “cabina di regia sull’emergenza epidemiologica” per valutare gli effetti, in ambito provinciale, delle norme contenute nel DPCM del 22 marzo scorso, che ha dettato le misure urgenti in materia di contenimento del contagio per le attività produttive industriali e commerciali.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/31/ex-ilva-crisi-generale-indotto-in-difficolta/)

In apertura di seduta, il Prefetto ha illustrato la situazione che riguarda lo stato dei provvedimenti che attengono alle attività esperite dalle aziende. 766 le comunicazione effettuate ai sensi dell’art.1 – comma 1 – lett.d, di cui 479 sono tutt’ora in fase istruttoria, con 30 aziende sospese, una riguarda quelle a “ciclo continuo” – di cui alla lett.g, 8 quelle che si riferiscono a “Aerospazio e Difesa”, di cui 5 sono state autorizzate e 3 rigettate. Si è riservato di fornire, nelle immediatezze, la puntuale esplicitazione da riferirsi sia alla regione sociale che ai settori merceologici.

A seguire, il confronto è proseguito con la rappresentazione delle criticità emerse nell’area industriale, con specifico riferimento a ArcelorMittal, a partire dal periodo di vigenza delle limitazioni imposte dal provvedimento governativo.

E’ emerso come sussista una sostanziale inosservanza delle norme specifiche in materia di distanze di sicurezza, di dotazione dei DPI ai lavoratori e di sanificazione degli ambienti. La situazione registra punte di maggiore preoccupazione nella parte relativa alle aziende dell’indotto, ove le carenze sono ancora più evidenti, i dispositivi forniti non sono omologati. Refettori, spogliatoi, trasporti e portinerie aziendali sono stati descritti come i luoghi in cui tali elementi si rilevano in maniera conclamata. Fatti questi che sono stati oggetti di puntuali segnalazione da parte di RSU e RLS Aziendali agli Organi ispettivi, oltreché alle parti datoriali.

Le Organizzazioni Sindacali hanno ribadito come la situazione attuale possa essere convenientemente affrontata esclusivamente attivando le dotazioni di personale minime che garantiscano la salvaguardia degli impianti, la cui consistenza è di gran lunga inferiore a quella autorizzata.

Una situazione estremamente complessa, quella determinatasi, che non registra attenzioni significative da parte di ArcelorMittal che, in queste ultime ore ha strumentalmente, ulteriormente, diluito il pagamento dei crediti vantati dalle aziende dell’indotto, generando l’acuirsi di quei fenomeni di sofferenza già manifestatisi sin dal mese di novembre. Inoltre, sono stati differiti gli incontri per la discussione sul ricorso alla cassa integrazione, la cui richiesta coinvolge la quasi totalità dei dipendenti (8.173). Segnali questi valutati alla stregua di una chiusura piuttosto netta rispetto alle richieste prospettate. Nonostante tutto, le organizzazioni sindacali si sono dichiarate disponibili a riprendere un confronto fattivo con ArcelorMittal teso ad approfondire le criticità denunciate nei vari ambiti

Oltre le questioni più specificamente aziendali, si è sottolineato come la situazione debba essere valutata, e di questo si è fatta specifica richiesta al Prefetto, anche in relazione alla condizione in cui versano le strutture sanitarie di cui dispone il territorio che, proprio, nella giornata di ieri ha assunto una dimensione precisa, anche in una prospettiva futura. Desta molta apprensione la bassissima ricettività dei presidi sanitari e le scarne dotazioni strumentali di cui si continua a disporre.

In considerazione delle valutazioni offerte, le organizzazioni sindacali si sono dette fiduciose nella possibilità di una riconsiderazione dei limiti numerici inseriti nella precedente autorizzazione prefettizia del 26 marzo scorso.

Il Prefetto, nell’assicurare la massima attenzione nella valutazione delle argomentazioni prodotte, si è riservato ogni decisione anche all’esito delle attività in corso di svolgimento da parte degli organi ispettivi (Custode giudiziario, Spesal). Ha, altresì, garantito l’intensificazione dei controlli sulle inosservanze fatte rilevare.

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