Il mondo scientifico difende la Corbelli dalla ‘politica’

 

L'Università di Bari e il CNR scrivono ai ministri dell'Ambiente e dell'Università e della Ricerca per difendere l'operato del Commissario dai continui attacchi ricevuti
pubblicato il 29 Marzo 2020, 17:33
15 mins

Gli appetiti politici sulla gestione delle bonifiche del SIN di Taranto, com’era prevedibile che fosse, sono cresciuti nel corso degli ultimi anni. A finire nel mirino, come denunciamo da diversi anni in totale solitudine, il Commissario Straordinario Vera Corbelli, che gestisce una parte importante delle operazioni di bonifica previste dal protocollo del 26 luglio 2012.

Ovvero quello di “predisporre un Programma di misure, a medio e lungo termine, per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell’intera area di Taranto, dichiarata ad elevato rischio di crisi ambientale, volto a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e per l’ambiente e mitigare le relative criticità riguardanti la competitività delle imprese del territorio tarantino. Tra cui in particolar modo il risanamento del bacino del I seno del Mar Piccolo.

L’asse politico pugliese-romano che ‘minaccia’ il ruolo della Corbelli

Da almeno due anni infatti, la Corbelli viene aspramente criticata per la sua presunta lentezza nel portare avanti gli interventi di sua competenza e la spesa per realizzarli (parte delle risorse di cui dispone il Commissario sono di provenienza regionale). I primi attacchi sono arrivati dalla Regione Puglia, in particolar modo dal direttore del Dipartimento , nonché custode giudiziario degli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto, Barbara Valenzano. A cui nel 2016, il governatore Emiliano ha affidato la supervisione di tutti gli aspetti di natura ambientale della regione. Oltre che carta bianca sul fare e disfare tutto ciò che venisse ritenuto superfuo o sbagliato o non in linea con il loro credo: su tutti basta andare a guardare la fine del progetto Odortel sulle emissioni odorigene nella città di Taranto.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/07/bonifiche-la-corbelli-illumina-la-regione/)

Poco dopo si è allineato sulla stessa linea, seppur con cadenza temporale alternata, il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che deve molto politicamente allo stesso Emiliano. Il primo cittadino della Città dei Due Mari, tranne che per un breve periodo nel 2018 (quando appoggiò platealmente l’accordo sindacale del 2018 con ArcelorMittal, diventando un alleato dell’ex ministro Calenda, definendo chi fosse per la chiusura del siderurgico portavoce di strampalate teorie e di strumentalità politica), sull’ambiente segue pedissequamente le indicazioni provenienti da Bari. Su tutti basta rileggersi le ultime polemiche sul progetto ‘Verde Amico‘.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/20/2stop-progetto-verde-amico-di-chi-le-colpe/)

Il problema è sempre stato uno e non di poco conto: l’altissima credibilità di cui ha sempre goduto la Corbelli sia a livello locale ma soprattutto a livello romano. Bisognava dunque aspettare il momento giusto. E soprattutto la persona giusta, sul territorio, che potesse portare a termine un progetto politico sin troppo chiaro da tempo: sottrarre il ruolo di Commissario alla dott.ssa Corbelli. Il cui rinnovo annuale avviene nel mese di luglio.

Le pedine politiche del governo Conte bis

Il momento giusto è arrivato con il governo Conte 2. Con la nomina a ministro per gli Affari regionali e le Autonomie di Francesco Boccia, esponente del Partito Democratico pugliese e di fatto uomo di Emiliano all’interno del governo.

Pochi giorni dopo, il 13 settembre, arriva la nomina dei nuovi sottosegretari, tra cui quella del senatore tarantino del Movimento 5 Stelle, Mario Turco, nominato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica e investimenti (CIPE). L’asse politico è dunque delineato.

Mario Turco, commercialista molto noto e conosciuto a Taranto (è commercialista anche di diverse aziende dell’indotto ex Ilva), si è sin da subito mostrato un battitore libero all’interno del Movimento 5 Stelle: basti notare come poco dopo l’elezione, non è più comparso nelle iniziative dei senatori e parlamentari ionici eletti nel 2018 tra le fila del M5S. Indubbiamente si è saputo giocare molto bene le sue carte.

Poi, lo scorso 27 febbraio, il cerchio si chiude. La presidenza del Consiglio dei Ministri, con decreto promulgato il 3 febbraio 2020, comunica che è stato ricostituito il Tavolo istituzionale permanente per l’Area di Taranto, il CIS, con il compito di “di coordinare e concertare tutte le azioni in essere, nonché di definire strategie comuni utili per la definizione e l‘attuazione di un programma strategico per la valorizzazione e lo sviluppo per l’area di Taranto, individuando ed attuando le opportune misure di accelerazione“. Con segreteria tecnica affidata al Dipartimento per la programmazione economica che fa capo al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Mario Turco.

Della struttura del CIS, ovviamente, fa parte anche il Commissario straordinario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, Vera Corbelli. E, ‘casualmente‘, sin dal suo insediamento, il segretario Turco ha messo nel mirino l’operato del commissario (pare che nella prima riunione romana dello scorso 5 marzo, in piena emergenza Coronavirus, sia intervenuto il premier Conte in persona, ‘rimproverando‘ la Corbelli di non aver piantato alberi nel rione Tamburi, forse dimentico che la forestazione urbana del rione non è di competenza del commissario), dando seguito al mantra seguito da tempo dalla Regione: un ‘ingiustificabile‘ ritardo sulla spesa e sugli interventi previsti per le bonifiche del SIN.

(leggi tutti gli articoli sul CIS https://www.corriereditaranto.it/?s=cis&submit=Go)

La difesa e l’appoggio dell’Università di Bari e del CNR

Certamente la dott.ssa Corbelli non ha bisogno di difese di alcun tipo. Visto che negli anni, insieme al suo gruppo di lavoro, ha risposto punto per punto, in maniera profondamente dettagliata, a qualsivoglia critica ricevuta a livello politico. Ma non pochi hanno notato che qualcosa nell’ultimo periodo è cambiato.

E se certamente è importante la difesa della Confcommercio Taranto, assume sicuramente un peso diverso quella della comunità scientifica. Venerdì scorso infatti, il Responsabile Scientifico per Università di Bari Angelo Tursi e il Responsabile Scientifico per CNR-DSSTTA Felice Uricchio, hanno scritto al ministro dell’Ambiente Sergio Costa e al ministro dell’Università e della Ricerca Gaetano Manfredi, per difendere e sottolineare l’importanza del lavoro sin qui svolto dalla dott.ssa Corbelli.

La discesa in campo dell’Università di Bari e del CNR non sono certo casuali o campati in aria, visto che nel gennaio del 2015 tra la struttura commissariale e i due enti venne stipulato un “Accordo di Collaborazione – “Attività Tecnico – Scientifiche di approfondimento su aspetti ambientali rilevanti riferiti al SIN di Taranto“.

(leggi tutti gli articoli sulle bonifiche https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifiche&submit=Go)

La lettera ufficiale inviata ai ministri dell’Ambiente e dell’Università e della Ricerca

Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera, che non merita qualsivoglia altro commento.

“Ill.mo sig. Ministro, prof. G. Manfredi,

apprendiamo con profondo rammarico delle critiche, riportate anche dalla stampa, nei riguardi delle attività del Commissario Straordinario per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto, dott.ssa Vera Corbelli, nel SIN di Taranto e nell’area di crisi ambientale connessa al fine di procedere all’attivazione delle conseguenti opere di bonifica.

Nel ribadire ancora una volta il pieno apprezzamento del lavoro svolto dalla dott.ssa Vera Corbelli, sottolineiamo che la comunità scientifica pugliese, avente competenza nei diversi aspetti dell’ampia ed oltremodo complessa problematica ambientale del SIN di Taranto, ed in particolar modo del Mar Piccolo di Taranto, ha effettuato una completa diagnosi dello stato di degrado e di pericolosità del sito, unica e scientificamente robusta strada per poter effettuare corrette scelte di intervento.

Si ribadisce che il Commissario Corbelli è riuscita a far convergere ed a rendere sinergico l’impegno scientifico che ricercatori di campi differenti, dalla chimica, alla biologia, alla geologia, all’ingegneria idraulica, geotecnica, delle tecnologie ambientali, hanno profuso per rispondere ad un bisogno di tutela dell’ambiente e della società civile e, al contempo, per misurarsi con una sfida di alto tenore scientifico.

Alla luce di quanto sino ad oggi realizzato, è importante evidenziare che le citate attività hanno richiesto poderosi investimenti in termini di risorse umane interne alle strutture, attrezzature scientifiche di rilievo e mezzi per la logistica che sono stati messi a disposizione gratuitamente dalle stesse Istituzioni scientifiche del territorio, ottenendo esclusivamente rimborsi di costi operativi.

I primi studi realizzati da una parte delle Istituzioni coinvolte, successivamente estese ad un’ampia platea nazionale ed internazionale, avevano sin da subito dimostrato la complessità della situazione ambientale che richiedeva approcci non semplicemente riconducibili alle metodiche usualmente applicabili nelle discipline di caratterizzazione ambientale.

Viceversa, l’approccio olistico, messo in piedi dal Commissario, ha fatto sì che si comprendessero TUTTE le interrelazioni ambientali esistenti tra le varie componenti ed i vari fattori ecologici che sono presenti nel sistema ambientale, garantendo in tal modo, una bonifica funzionale ed esaustiva del SIN di Taranto. Prova ne sia che a livello nazionale si parla di MODELLO TARANTO per lo studio di altre aree inquinate da bonificare italiane e che nel prossimo Convegno REMTECH che si terrà a Napoli, questo approccio scientifico e metodologico verrà discusso ed illustrato dagli stessi operatori scientifici del progetto.

Ritenere, ad esempio, che fosse sufficiente dragarefondali del Mar Piccolo per risolvere il problema (tentativo già provato anni addietro e bloccato proprio dalla dott.ssa Corbelli al momento del suo insediamento) significa soltanto non avere competenza sul funzionamento ecologico del bacino, sulla sua idrogeologia e, soprattutto, sul patrimonio di biodiversità esistente (presenza di specie protette a livello comunitario, quali Pinna nobilis e Ippocampus spp.) nonché sui numerosi servizi ecosistemici presenti (es. mitilicoltura).

Si evidenzia che ad oggi sono già state eliminate varie tonnellate di autovetture ed altri rifiuti grossolani operando con una idonea metodologia operativa, concordata con gli esperti scientifici interessati, senza alcun PROBLEMA di degrado per la vicina mitilicoltura grazie anche ad un monitoraggio costante biorario e ad un sistema di trasmissione dati in tempo reale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/ambiente-svenduto-le-verita-taciute-sul-mar-piccolo/)

Quelli che vengono considerati ritardi forse vanno cercati altrove, probabilmente nelle complesse procedure amministrative che impongono tempistiche e modalità (gare d’appalto, ricorsi al TAR, affidamento incarichi ecc.) che possono sembrare lunghe ma che invece sono presenti a garanzia della legittimità degli interventi.

Inoltre, si ritiene che sia opportuno conoscere, in maniera esaustiva, tutto il lavoro fino ad ora svolto, attingendo alle fonti ufficiali, per poter avere prontezza di quanto sino ad oggi realizzato dal Commissario. Ciò eviterebbe l’insorgenza di equivoci e di forti criticità che non servono a mantenere la serenità indispensabile per affrontare queste difficili e complesse problematiche”.

(leggi tutti gli articoli sul Mar Piccolo https://www.corriereditaranto.it/?s=mar+piccolo&submit=Go)

Conclusioni

Come scriviamo da tantissimi anni oramai, e abbiamo avuto modo di ripetere negli ultimi articoli dedicati alla questione delle bonifiche del SIN di Taranto, questa città e questo territorio hanno un disperato bisogno di competenza, conoscenza, serietà, impegno disinteressato, per ambiere ad un futuro diverso, migliore.

Soltanto pensare di sostituire il commissario Corbelli dopo sei lunghi anni di lavoro, dopo tutti gli interventi messi in campo, dopo il fondamentale e continuo apporto e supporto del mondo scientifico alla risoluzione di problemi ambientali ultradecennali, per meri interessi politici (personali o di gruppi di potere), è un’azione che si commenta da sola.

Tutto quello che sta avvenendo dovrebbe interessare enormemente la politica locale (ma quale?!?), così come la società civile impegnata e il variegato mondo ambientalista. Ma, come sempre, sono pochissimi quelli che seguono realmente l’andamento delle vicende locali. Ancora meno quelli che leggono e approfondiscono.

L’unico interesse risiede nelle vicende dell’ex Ilva. Perché è l’unico tema che concede visibilità anche all’ultimo arrivato. E poi vuoi mettere l’eccitazione massima provocata dall’ennesima (probabilmente inutile) ordinanza sindacale del sindaco Melucci? Tutto il resto è noia. Auguri.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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