Covid-19, malati ex esposti amianto più a rischio

 

L'associazione CONTRAMIANTO lancia l’allarme sui maggiori rischi per la salute degli ammalati ex esposti amianto
pubblicato il 27 Marzo 2020, 13:52
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L’associazione CONTRAMIANTO lancia l’allarme sui maggiori rischi per la salute degli ammalati ex esposti amianto soggetti indifesi agli effetti del Coronavirus. “Una strage annunciata quella degli esposti amianto che oggi potrebbe essere aggravata dalle conseguenze del COVID-19 . Si tratta di migliaia di lavoratori di cui la gran parte con problemi respiratori o con carenze immunitarie dei quali una parte consistente di sesso maschile con età avanzata oltre settant’anni dato che le maggiori esposizioni all’amianto killer si sono verificate nelle attività riferibili sino alla metà degli anni 90” si legge nel comunicato dell’associazione.

“Ancora non disponibili gli elenchi degli ammalati per patologie asbesto-correlate, asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti, broncopatie, neoplasie, ex esposti amianto che ora rischiano per condizioni di maggiore vulnerabilità più della popolazione in genere gli effetti del Coronavirus. Non arrivano dalla sanità pubblica indicazioni riguardanti questi soggetti a rischio ne risultano particolari tutele od indicazioni sanitarie che affrontino la problematica degli ammalati ex esposti amianto. Riteniamo indispensabile che vengano diffuse specifiche raccomandazioni sanitarie per gli ammalati ex esposti amianto soggetti sicuramente fragili e quindi maggiormente attaccabili dal Coronavirus” affermano da Contramianto.

I dati in Rete CONTRAMIANTO “confermano una situazione di grande attenzione per i numerosi casi di patologie asbesto-correlate. Tanti gli ammalati a causa dell’amianto in Puglia con Taranto capofila con migliaia di patologie polmonari e tumorali con gravi rischi respiratori e carenze immunitarie in soggetti che in questi mesi vengono esposti all’ulteriore possibile rischio da COVID-19 e per i quali dovrebbero essere garantite maggiori tutele ed adeguate misure di controllo e protezione”.

I cofondatori CONTRAMIANTO Luciano Carleo e Ignazio Barbuto ribadiscono che “esistono condizioni di vulnerabilità che rendono alcune persone più attaccabili dal Coronavirus e tra questi gli ex-esposti ad amianto già ammalati e con danni all’apparato respiratorio o all’apparato immunitario. Ad oggi i dati sanitari ed epidemiologici non sono disponibili e non arrivano risposte adeguate dalle istituzioni sanitarie nazionali e territoriali. Ci chiediamo in considerazione di questa emergenza sanitaria come mai nessuno si sia preoccupato di tutti coloro che sono portatori di patologie amianto correlate, lasciati soli con la loro malattia, con la loro sofferenza, con le loro paure di fronte ad un nemico invisibile che al pari dell’amianto può colpire improvvisamente senza via di scampo. Quanti in Italia, in Europa e nel Mondo, gli esposti amianto con patologie asbesto correlate sono stati colpiti dal Coronavirus e quanti quelli che il Coronavirus ha condotto a morte. Stime al momento oscure di cui nessuno parla neanche le Istituzioni che dovrebbero tutelare la salute di tutti” concludono.

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