ArcelorMittal, video incontro tra prefetto e sindacati

 

Per discutere del decreto prefettizio e della possibilità di ridurre la presenza dei lavoratori nello stabilimento
pubblicato il 27 Marzo 2020, 21:12
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Questo pomeriggio il Prefetto Demetrio Martino ha incontrato in collegamento audio/video i rappresentanti sindacali delle sigle Fiom/Cgil, Fim /Cisl, Uilm e in collegamento audio il Rappresentante della sigla sindacale Usb che ne avevano inoltrato a fine mattinata apposita richiesta.

Insieme al Prefetto hanno partecipato il Comandante Provinciale dei VVF e il Direttore dello Spesal dell’A.S.L. di Taranto.

Nel corso della riunione il Prefetto “ha richiamato l’attenzione su alcuni passaggi del decreto prefettizio, n. 15392/27/Gab  dello scorso 26 marzo, ed in particolare si è soffermato, in primo luogo, sulla sospensione della attività produttiva a fini commerciali che impedisce all’azienda, durante il periodo di vigenza, di poter aumentare la forza lavoro all’interno dello stabilimento proprio al fine di  limitare il rischio di contagio” si legge in una nota della Prefettura.

Ulteriore precisazione è stata fornita “circa l’assetto organizzativo dell’azienda che limita nel massimo la presenza giornaliera di maestranze ma lascia alla valutazione dell’impresa e dei sindacati la possibilità di concordare numeri minori ferma restando l’imprescindibile garanzia della salvaguardia degli impianti produttivi e del rischio di incidente” prosegue la nota.

E’ stata poi evidenziata “la rilevante efficacia in termini di tutela della sicurezza dei lavoratori dell’obbligo imposto alla impresa AMI di potenziare il servizio interno di prevenzione e protezione (RSPP), secondo le indicazioni fornite dal Direttore del servizio prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (SPESAL) della A.S.L., a sua volta, incaricato della vigilanza sull’applicazione della normativa vigente sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e della esecuzione del  provvedimento” conclude la Prefettura.

I sindacati metalmeccanici al termine dell’incontro hanno diffuso una nota conngiunta nella quale confermano lo loro posizione, ovvero che 5500 lavoratori su tre turni continuano ad essere troppi e che ciò potrebbe mettere a serio rischio la salute dei lavoratori. Infine, in relazione alla questione delle comandate hanno preso l’impegno di inviare al prefetto gli accordi in essere.

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