Il prefetto non ferma l’ex Ilva di Taranto

 

La decisione del prefetto Martino conferma quanto avevamo anticipato in questi giorni
pubblicato il 26 Marzo 2020, 22:06
8 mins

L’ex Ilva di Taranto sospenderà sino al prossimo 3 aprile la produzione a fini commerciali, ma proseguirà a produrre al minimo per salvaguardare gli impianti del siderurgico. E’ questa la decisione finale del prefetto di Taranto, Demetrio Martino, comunicata questo pomeriggio ai sindacati. Come avevamo ampiamente anticipato e spiegato in questi giorni.

Scontenti i sindacati che ritenevano possibile diminuire ulteriolmente le unità lavorative presenti in azienda (ne parliamo qui). In particolar modo colpisce il fatto che le organizzazioni sindacali, in costante trattativa con l’azienda, erano riuscite ad arrivare ad un’intesa di massima che prevedeva non più di 3200 diretti all’interno del siderurgico, con la speranza di ridurre ulteriormente le presenze. Mentre il decreto prefettizio stabilisce che 3500 diretti è il numero al di sotto del quale non si può scendere.

Risulta invece francamente ambigua la dicitura di non aumentare il personale sino al 3 aprile per produrre a fini commerciali: in realtà anche ciò che sarà prodotto sino al 3 aprile, di fatto, diventerà comunque commerciabile una volta che verranno meno le restrizioni.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/25/ex-ilva-domani-la-decisione-del-prefetto/)

Nel provvedimento emesso in serata, viene spiegato il perché di tale decisione. Partendo dalla riunione di ieri mattina in Prefettura, alla quale hanno partecipato il Comandante Prov.le VVF di Taranto e il Dirigente dello SPESAL dell’Asl di Taranto e in video/audio collegamento l’ad. di ArcelorMittal Italia spa, il Direttore dello stabilimento di Taranto, unitamente allo staff tecnico, di Arcelor Mittal Italia spa, il presidente di Confindustria Taranto, il presidente della Camera di Commercio di Taranto, e del Commissario Straordinario ex ILVA.

Nel testo del Decreto Prefettizio, si legge che l’azienda già lunedì aveva informato il Prefettodell’impossibilità di interrompere la funzionalità degli impianti produttivi sia sul piano tecnico che per il mantenimento degli attuali livelli di rischio da incidente“. Ciò detto, come risaputo, la società ArcelorMittal “ha ridotto nella fase attuale, la produzione, già da due settimane, al minimo indispensabile per garantire la tenuta degli impianti e mantenere sotto controllo sia il livello di rischio di incidenti sia la continuità nella realizzazione delle misure di tutela ambientale prescritte dall’AlA”.

La stessa azienda, “attraverso l’intervento del personale tecnico in collegamento, ha precisato che l’attuale assetto è identico a quello imposto dai Ministeri competenti a novembre dello scorso anno, quale misura di salvaguardia per l’ipotesi di dismissione degli impianti da parte della stessa azienda”. Nell’attuale assetto, l’impiego ridotto delle maestranze riguarda 3.500 dipendenti diretti (articolati su tre turni: 1° 2.100 unità; 2° 900 unità; 3° 500 unità) e 2000 dipendenti delle imprese dell’indotto, anch’essi articolati in turni. Ha inoltre precisato di aver ridotto il numero dei fornitori aventi accesso allo stabilimento da n.391 a n.275“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/24/ex-ilva-gli-impianti-produrranno-al-minimo/)

Il parere dei Vigili del Fuoco

Nel testo del decreto si legge inoltre che il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto “ha evidenziato l’assoluta necessità che sia garantita la salvaguardia degli impianti, con misure adeguate, in considerazione dell’elevata pericolosità di molti elementi della produzione in termini di rischio di incidenti“. Sul punto ha inoltre affermato che “la così detta comandata, termine che individua le misure di emergenza per gestire e portare avanti gli impianti in sicurezza, in presenza di scenari di particolare criticità, con l’impiego di minime unità di personale specializzato (circa 1200 complessivamente) i cui turni posso protrarsi per 12 ore continuative, non può essere utilizzata nel caso in argomento. Tale assetto, ha precisato, può essere mantenuto solo per pochi giorni prima che si producano danni irreversibili agli impianti come risulta, peraltro dal verbale del 3 aprile 2013 di analisi di sicurezza per lo stabilimento siderurgico, curato dal CTR della Direzione Regionale dei VVF di Bari“.

Il parere dello SPESAL

il Direttore dello SPESAL dell’Asl di Taranto, intervenuto per i profili di competenza in materia di protezione dei lavoratori, ha attestato che “sono stati effettuati controlli e verifiche sul campo, nel corso delle quali sono state valutate le azioni già adottate ed individuate altre ancora da adottare per coniugare l’esigenza di sicurezza degli impianti con quella della tutela della salute lavoratori”. Lo stesso Direttore, al riguardo ha fatto riferimento al protocollo adottato dall’azienda in data 17 marzo per il contrasto ed il contenimento del rischio di diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro ponendo in evidenza come “le misure adottate siano più stringenti del protocollo sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali”. Ha, poi, sottolineato la “necessità che l’azienda adotti un efficace sistema di vigilanza potenziando il servizio interno di RSPP che dovrà operare in collegamento con lo stesso Spesal affinché sia garantita la costante vigilanza sull’effettivo rispetto delle misure di protezione adottate dall’azienda”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/23/ex-ilva-dopo-afo-2-si-ferma-lacciaeria-2/)

E’ stato sentito anche il Custode Giudiziario l’ing. Barbara Valenzano che ha illustrato i contenuti dei verbali di accesso presso l’Azienda del 13 marzo e del 20 marzo trasmettendone copia ed ha appoggiato la posizione dei Vigili del Fuoco e dello SPESAL.

Dopo aver sentito tutti gli enti e le istituzioni coinvolte, si è arrivati alla conclusione che “l’attività produttiva nell’assetto attuale presenta livelli di presenza di unità lavorative non ulteriormente comprimibili, in relazione alla necessità di garantire la salvaguardia degli impianti e la sicurezza degli stessi da più elevati livelli di rischio di incidenti” e che al contempo “al fine di contenere il pericolo di diffusione del virus Covid-19 dev’essere sospesa fino al 3 aprile 2020 la possibilità di incrementi della forza lavoro da impiegare per la produzione a fini commerciali“.

Fino al 3 aprile “è mantenuto l’assetto attuale dell’attività dello stabilimento, con l’impiego giornaliero massimo, suddiviso in turni, di 3.500 dipendenti diretti e di 2000 dipendenti delle imprese dell’indotto che operano all’interno dell’area ex ILVA”.

Inoltre, in tale contesto organizzativo “deve essere rafforzata la protezione dei lavoratori mediante il potenziamento del servizio interno di RSPP e la costante e totale applicazione delle misure di prevenzione da rischio sanitario, contenute nel protocollo operativo adottato dall’azienda”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/16/ex-ilva-si-rischia-la-fermata-totale-del-siderurgico/)

Prefettura di Ta Prot. 172 2020.pdf.pdf.pdf
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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Il prefetto non ferma l’ex Ilva di Taranto

  1. Marzo 27th, 2020

    Siamo condannati da questa classe di dirigenti senza scrupoli…..poveri noi….l’alternativa è lo sciopero ad oltranza…

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