Ex Ilva, domani la decisione del Prefetto

 

Si ipotizzano tre giorni di comandata per poi proseguire con l'attività produttiva ridotta al minimo come avviene da diversi giorni oramai
pubblicato il 25 Marzo 2020, 21:19
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Arriverà quasi certamente domani la decisione del Prefetto di Taranto, Demetrio Martino, sulle modalità con cui dovrà proseguire l’attività produttiva dell’ex Ilva. Al di là delle formalità di rito, e delle dichiarazioni ufficiali, appare pressoché infattibile che l’attività del siderurgico sia fermata del tutto. Come scriviamo da giorni infatti, quasi certamente si procederà a ritmo ridotto, ovvero al minimo, come tra l’altro si sta facendo già da diversi giorni producendo 8,5mila tonnellate di ghisa giornaliere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/24/ex-ilva-gli-impianti-produrranno-al-minimo/)

Questa mattina il Prefetto, dopo aver incontrato ieri Cgil, Cisl e Uil e in un secondo momento Fiom, Fim, Uilm e Usb, ha voluto sentire attraverso una conference call i vertici di ArcelorMittal Italia con l’ad Morselli, i commissari straordinari dell’Ilva in As, il custode giudiziario Barbara Valenzano, l’amministrazione comunale, Confindustria, Camera di Commercio, Spesal, Asl Taranto e Vigili del Fuoco.

L’azienda e i commissari straordinari hanno fatto presente che al massimo si potrà procedere con tre giorni di comandate, ma non di più, onde provocare agli impianti danni irreparabili. Confermando la tesi che la tenuta impiantistica del siderurgico non può prescindere da un livello minimo di produzione.

Dopo la fermata dell’altoforno 2, dell’acciaieria 1, del treno nastri 2, si è anche ipotizzata la fermata di una delle due linee dell’agglomerato o l’utilizzo alternato delle stesse. Ma appare francamente difficile ipotizzare una fermata produttiva totale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/23/ex-ilva-dopo-afo-2-si-ferma-lacciaeria-2/)

Infine i sindacati, che oggi alle 16 avrebbero dovuto incontrare l’azienda con l’incontro che è stato rinviato di 24 ore, oggi hanno ricevuto dall’azienda la comunicazione della revoca della procedura di cassa integrazione guadagni ordinaria (CIGO) e il conseguente passaggio alla normativa speciale dettata dal decreto legge del 18 marzo 2020. In pratica si passerà alla cassa integrazione per coronavirus coinvolgendo 5mila addetti, più della metà della forza organica dello stabilimento.  

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/03/16/ex-ilva-si-rischia-la-fermata-totale-del-siderurgico/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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