Celebrazioni di Pasqua a porte chiuse. Forse a settembre le processioni

 

Le liturgie saranno celebrate senza fedeli. Per le processioni, invece, possibile slittamento a settembre. Ma l’ultima parola resta al Vescovo.
pubblicato il 25 Marzo 2020, 14:53
3 mins

Sarà, ormai ci siamo abituati all’idea, una Pasqua a porte chiuse. Per i credenti, nessuna celebrazione pubblica in quello che è il cuore dell’anno liturgico. Per loro e anche per i semplici curiosi, nessuna delle tanto amate processioni. Che, però, potrebbero essere “recuperate” quando l’emergenza Covid sarà finita. Tutto questo in un decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, il dicastero vaticano che, in nome e per conto del Papa, si occupa di regolamentare la vita liturgica della Chiesa Cattolica.

La data della Pasqua non può essere trasferita

Il card. Sarah, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino
(Foto di François-Régis Salefran, licenza CC BY-SA 4.0)

«La data della Pasqua non può essere trasferita». Parte da questo presupposto il decreto del Culto Divino pubblicato questa mattina, a integrazione e sostituzione di quello dello scorso 19 marzo. Per tale ragione, scrive il Prefetto card. Sarah, «dove sono previste restrizioni circa gli assembramenti e i movimenti delle persone, i Vescovi e i Presbiteri celebrino i riti della Settimana Santa senza concorso di popolo». Dunque, celebrazioni a porte chiuse per quanto riguarda le liturgie delle Palme e del Triduo. Solo la Messa Crismale (quella in cui, la mattina del Giovedì Santo, il Vescovo consacra gli oli per l’amministrazione dei sacramenti) potrà essere spostata a data da destinarsi. «I fedeli – si raccomanda la Santa Sede – siano avvisati dell’ora d’inizio delle celebrazioni in modo che possano unirsi in preghiera nelle proprie abitazioni. Potranno essere di aiuto i mezzi di comunicazione telematica in diretta, non registrata». È probabile, per quanto riguarda Taranto, che la diretta streaming sia ancora una volta la via scelta anche dall’Arcivescovo Santoro, come già in occasione delle ultime due domeniche.

Rinvio delle processioni, decide il Vescovo

Dopo aver stabilito disposizioni per la liturgia, il decreto del card. Sarah si dedica anche alle «espressioni della pietà popolare e le processioni che arricchiscono i giorni della Settimana Santa e del Triduo Pasquale». Esse, suggerisce la Santa Sede, «potranno essere trasferite in altri giorni convenienti, ad esempio il 14 e 15 settembre». Non si tratta di date casuali, ma di un tentativo di ricondurre tradizioni che rischierebbero di “andare per la tangente” (passateci l’espressione) allo svolgimento del calendario liturgico. Il 14 settembre, infatti, la Chiesa Cattolica celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, mentre il 15 ricorre la memoria della Beata Vergine Maria Addolorata. La decisione finale, però, chiarisce il decreto del Culto Divino, spetta sempre e comunque al Vescovo diocesano.

Qui il testo del decreto.

 

[In foto, l’Ultima Cena conservata nella Cattedrale di San Cataldo, sull’altare del Santissimo Sacramento]

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