Vittima del Coronavirus il missionario tarantino padre Stefano Coronese

 

pubblicato il 22 Marzo 2020, 17:02
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Sabato pomeriggio è deceduto all’ospedale di Parma un sacerdote tarantino che fino allo scorso anno ha operato nella comunità dei padri saveriani di Lama. Si tratta di padre Stefano Coronese, 88 anni, vittima del Coronavirus, che nei giorni scorsi ha mietuto numerose vittime nella casa madre di Parma, nella zona riservata agli ammalati e agli anziani.
Padre Stefano entrò nei saveriani a 21 anni. Così raccontava:*“Nello scoutismo, dov’ero entrato ancor fanciullo, mi è piaciuto lo spirito che lo anima: la fraternità. Baden Powell, fondatore degli scout, aveva questo respiro di universalità. E io vivendo di questo spirito – di cui è ripieno il vangelo – ho deciso di essere un fratello universale. E mi son fatto missionario”.
Ordinato sacerdote il 28 ottobre del 1962, prestò il suo servizio dapprima a Parma (1963-1966) poi a Taranto (1966-1968). Poi salutò la città dei due mari per l’Indonesia, alla cui popolazione fu particolarmente legato, rimanendovi fino al febbraio 1971. Rientrato in Italia, ricoprì diversi incarichi. Dopo gli studi di specializzazione in Missiologia, venne destinato nuovamente all’Indonesia, dove giunse il 21 gennaio del 1979.
Daccapo in Italia nel 1988, prestò servizio soprattutto nel campo dell’animazione missionaria in diverse città. Tornò alla casa di Lama nel 2016, restandovi fino al 2019. Il 15 febbraio di quell’anno partì per Parma, dove continuò a svolgere il suo ministero fino al decesso.
Così lo ricorda padre Claudio Mantovani, negli anni della sua permanenza a Lama: “Era un sacerdote molto benvoluto e particolarmente apprezzato per le omelie, nelle parrocchie che ne chiedevano la collaborazione. Era infine molto attivo fra gli scout adulti del Masci, il cui consiglio risultava sempre prezioso”.

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