#iorestoacasa… fallo anche tu!

 

Il piccolo sacrificio di ognuno di noi vuol dire la salvezza di tutti: come non capirlo ancora?
pubblicato il 21 Marzo 2020, 12:25
3 mins

«E’ un mondo difficile», canzonettava Tonino Carotone qualche anno fa. Perchè così è la vita: «Felicità a momenti e futuro incerto». Uno scherzo oppure una malinconica verità. Difficile spiegarlo oggi, quando il pianeta è colpito da una pandemia e non sa ancora come uscirne.
Sì, è un mondo difficile. Specie perchè la rete ci ha abituati a non aver frontiere, voliamo laddove vogliamo. E’ la libertà che ci spinge. Falsa o vera, fate voi.
E’ un mondo difficile perchè ancora oggi non riusciamo a comprendere quanto la libertà abbia un valore tanto alto, forse in assoluto l’unico per cui vivere, non sappiamo annusarla, goderne del profumo. Difficile perchè travalichiamo i confini della libertà personale, dimenticando che finisce laddove comincia quella del nostro prossimo.
E allora, ecco che in tanti in troppi non sopportano restrizioni che oggi significano salvezza. Agiscono da furbetti per sfidare la paura. E mettono in pericolo essi stessi, e i loro affetti, prim’ancora degli altri.
Non seguiamo le polemiche del tipo “runner sì, runner no”, “passeggiate sì, passeggiate no”, “orari corti, orari lunghi”, “esercito in strada, esercito no”. Sono diatribe che distolgono da una semplice verità: il piccolo sacrificio di ognuno di noi, la piccola rinuncia a qualcosa può aiutare noi stessi e conseguentemente gli altri. Quindi, può salvare tutti.
Perchè non può sopportarsi il falso runner, così come il ciclista improvvisato, il nuovo passeggiatore, la borsa della spesa inutilmente quotidiana, il fantomatico parente da aiutare, la tradizione di un falò che non ha ragione di rinnovarsi. Furbesche ribellioni agli appelli che non hanno senso e sono del tutto pericolose. Per certi versi, da punire con severità.
Al runner di sempre può chiedersi di accorciare tempi e percorrenza, così come allo sportivo all’aria aperta: sappiate che ci sono decine di migliaia di atleti che soffrono per le palestre chiuse, i campi da tennis e di calcio e di rugby e di baseball ammanettati, le piscine sbarrate. Il loro sacrificio non è un esempio?
E che dire dei più giovani, gli adolescenti e i più piccoli: abituati a restar fuori di casa – per la scuola, gli asili o per svago – oggi smanettano e studiano a distanza rintanati. Il loro sacrificio non è un esempio?
E’ un mondo difficile. Non c’è dubbio. Perchè le volpi umane non sopportano il letargo sanitario. Eppure basta poco. Restate a casa: è meglio per voi, è meglio per tutti.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

Un Commento a: #iorestoacasa… fallo anche tu!

  1. Piero

    21 Marzo, 2020

    Tutto ciò allora non ha senso: se non si può correre all’aria aperta (in grandi spazi distanziati beninteso) allora vuol dire che il virus è estremamente infettivo e si trova nell’aria, e quindi non ha senso neanche la distanza di 1 metro che ci viene consigliata e che tutto questo inutile in quanto (come previsto dagli scienziati nordeuropei) la metà della,popolazione comunque si infetterà e che non c’è nulla da fare (i numeri della cina lasciano il tempo che trovano in quanto non affidabili)

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