Covid 19: le parole di un infermiere domiciliare

 

“A Taranto si continua a morire di tumore. I numeri sono impietosi ,di gran lunga superiori al Coronavirus”, afferma Giovanni Marasciulli, infermiere ADI del distretto 6 della ASL di Taranto, il quale non vuole negare l'evidenza ma sottolinea quanto già sopporta una città martoriata da anni
pubblicato il 21 Marzo 2020, 15:23
6 mins

“La mia giornata tipo da infermiere domiciliare comincia con la sveglia del mattino (ore 6:50): apro gli occhi e guardo mio figlio di due anni che dorme col ciuccio fluorescente nel lettone. Lo guardo per un minuto ma vorrei tenerlo tra le braccia almeno quattro mesi. Mi alzo e passo nella cameretta di mia figlia di nove anni, la luce avvolge lo spazio, i capelli le incorniciano il viso. Amore mio ti accarezzerei il viso cullandoti per cinque mesi. Sospiro, mi lavo, mi vesto ed esco per andare al distretto conscio dei rischi che il mio mestiere comporta. Davanti alla macchinetta del caffè organizziamo con i colleghi la giornata. In questo periodo ho dimenticato il loro viso completo, le mascherine nascondono i lineamenti dei loro volti. Prendo l’auto e mi dirigo verso il primo paziente. Mi accoglie con lo sguardo preoccupato, disorientato, la televisione sempre accesa che continuamente bombarda di notizie sul Coronavirus e tu ancora con un sorriso da orecchio ad orecchio tenti di rassicurare i pazienti, ricordandomi che dietro ogni situazione patologica c’è una persona, non un numero. Noi infermieri ci siamo sempre occupati prima della persona e poi della patologia, questo voglio sottolinearlo. Al telefono mi chiamano un altro paio di pazienti, mi dicono: quando vieni? ho fatto la torta, la ciambella, la pasta fresca, la focaccia.  Adoro i miei pazienti, mi vedono magro e sciupato evidentemente…. (ahahah), io che sono uno di stazza ampia……Con quello che mi fanno trovare quando vado da loro, potrei star bene per altre dieci emergenze sanitarie.  In questo momento particolare per caricarmi, nel tragitto da un paziente all’altro, più che mai in auto metto la musica, ascolto le mie canzoni preferite e le canto. C’è poco traffico in giro, nessuno mi sente e quindi canto a squarciagola una canzone (Atlantide) di De Gregori che fotografa la situazione attuale, il cui testo fa così: nasconde sotto al letto barattoli di birra disperata e a volte ritiene di essere un eroe…….conoscete per caso una ragazza di Roma la cui faccia ricorda il crollo di una diga. ……..?”

Questo è il racconto di inizio  giornata lavorativa di Giovanni Marasciulli, 51 anni, infermiere domiciliare molto conosciuto a Grottaglie, un omone sempre con il sorriso sulle labbra ed una buona parola per tutti, apprezzato per la sua lunga (17 anni) esperienza all’Ant (si occupava di somministrare cure palliative ai malati terminali di tumore) ma anche per i suoi hobby ,da sempre condivisi con la comunità grottagliese: la musica (si diletta a fare il dee-jay, quasi da sempre) e la pallavolo che più che un hobby è una passione (allena la locale squadra che milita in serie C).

Dal 2016 al 2018 ha lavorato presso l’ambulatorio di oncoematologia dell’Ospedale Moscati di Taranto mentre attualmente si occupa di Assistenza Domiciliare Integrata al distretto socio sanitario Taranto 6 (Carosino, Faggiano, Grottaglie, Pulsano, Leporano, Faggiano, Monteiasi, Montemesola, San Giorgio Jonico, San Marzano, Roccaforzata)

“Quella degli infermieri domiciliari è la storia di chi lavora in prima fila senza avere la trincea del reparto a difenderli” – prosegue Giovanni Marasciulli – Maciniamo chilometri ogni giorno, entriamo nelle case senza sapere in questo periodo da chi sono frequentate, facciamo la nostra complicata prestazione ponendo attenzione a non occupare troppo lo spazio non protetto. Spesso in casa troviamo anziani soli, spaventati che hanno bisogno di un’attenzione e soprattutto di essere rassicurati”.

Le sue parole, poi, si soffermano sul bombardamento mediatico che tutti stiamo subendo: “ Consiglio di attenersi ai canali ufficiali perché altrimenti si rischia di perdere il senso dell’orientamento. E’ assurdo sentire pareri di soubrette, calciatori, vip e opinionisti a vario titolo che nulla sanno di virologia ed epidemiologia. Purtroppo oggi fare informazione significa arrivare prima sulle notizie, non darle corrette. La fuga di notizie sui decreti, ad esempio, ha provocato gravi danni…..”.

A livello mediatico il Covid 19 ha diminuito l’attenzione verso malattie ben più difficili da affrontare. Il pensiero di Giovanni Marasiulli, con oltre venti anni di assistenza domiciliare ai malati terminali alle spalle, è chiaro: “A Taranto si continua a morire di tumore. I numeri sono impietosi e le patologie oncoematologiche sono in aumento esponenziale così come i decessi, di gran lunga superiori al Coronavirus”.

Infine, giunge l’appello che un po’ tutte le persone dotate di senso di responsabilità fanno in questi giorni: “Insieme ne usciremo ma intanto state a casa. Rispettiamo le ordinanze.”

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Un Commento a: Covid 19: le parole di un infermiere domiciliare

  1. Piero

    Marzo 21st, 2020

    Aspetta 20 giorni e vedrai…

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