Ex Ilva, si rischia la fermata totale del siderurgico

 

Emergenza Covid-19: oltre il 50% del personale a casa, più di mille certificati di malattia, 8,5mila tonnellate di ghisa al giorno. Azienda ferma diversi impianti
pubblicato il 16 Marzo 2020, 20:44
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Due importanti incontri tra la direzione di ArcerloMittal Italia spa e le segreterie provinciali e le Rsu di Fiom, Fim, Uilm, Usb ed Ugl, si sono svolti oggi (il primo di mattina, il secondo nel pomeriggio), in merito alla situazione sanitario del siderurgico per l’emergenza Covid-19.

Dopo quanto previsto nei giorni scorsi, azienda e sindacati hanno convenuto di perseguire la strada della riduzione dei volumi produttivi, che comporteranno una presenza della forza lavoro necessaria pari a circa 3.800 lavoratori, dunque meno del 50% dei diretti attualmente in forza.

Prima di scendere nel dettaglio delle decisioni prese, riportiamo due dati importanti: oltre mille sono i certificati di malattia (tra i 5 e i 10 giorni) presentati dai lavoratori. Mentre la produzione giornaliera di ghisa giornaliera è quasi ai minimi storici: appena 8,5 mila tonnellate.

Non è stata esclusa la possibilità, a fronte di un peggioramento della situazione ovvero a fronte di contagi all’interno dello stabilimento, di una fermata totale del siderurgico.

Gli impianti che si fermeranno. Le inziative per contenere l’eventuale contagio

In settimana avverrà la fermata dell’altoforno 2 e contestualmente si fermerà l’acciaieria 1. Il Treno Nastri 1 non ripartirà e i forni saranno spenti a partire da domani. In queste ore invece si sta procedendo alla fermata del Treno Lamiere. Per quanto attiene il reparto Finitura Nastri ci sarà una riduzione dei turni da 15 a 10, mentre sempre da domani ci sarà la fermata totale del Laminatoio a freddo (LAF).

Le attività di Officina hanno previsto l’applicazione della cassa integrazione del 30% del personale, mentre il restante è stato suddiviso in squadre che si alterneranno in turni avvicendati in base alle esigenze impiantistiche. Confemata la riduzione del 25% del personale nell’area Manutenzioni. Saranno invece 300 gli addetti impiegati attraverso attività di smart working.

Sempre per quanto attiene le azioni previste per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19, è stato deciso quanto segue: incremento del parco pullman sin dal 2° turno del 13 marzo, con il rientro odierno di altri due mezzi dalla manutenzione e di altri due che rientreranno in settimana, il tutto per dimezzare il numero dei passeggeri. Un ampliamento dei contratti di appalto finalizzati all’implementazione e al rafforzamento delle attività di pulizia e sanificazione degli spogliatoi. Previsto l’arrivo di 2.500 mascherine ABEK ffp3 entro la fine di marzo, mentre ne sono previste 13000 ffp1 e altre 3000 ABEK fffp3 entro metà aprile. Inoltre ad ogni varco/gate è previsto per il personale e terzi la rilevazione della temperatura corporea: qualora risulterà superiore ai 37,5 non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro.

ArcelorMittal invierà a tutte le aziende di appalto/subappalto un comunicato attraverso il quale chiede il rispetto dei protocolli con previsione di inibizione all’ingresso in caso di violazioni dello stesso. Le parti monitoreranno i contenuti dell’Accordo nei prossimi giornial fine di fornire – conclude il verbale d’incontro – ulteriori chiarimenti sull’applicazione di quanto concordato, prevedendo sin da ora una discussione sugli strumenti applicabili per il personale assente, dichiarando la propria disponibilità ad applicare la Cigo specifica per l’emergenza Covid-l9, messa a disposizione dal legislatore, se esigibile, o in alternativa la Cigo (Cassa integrazione ordinaria)“.

Azienda e sindacati si incontreranno nuovamente per discutere sull’argomento mercoledì 18 marzo alle ore 11.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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