Coronavirus: cosa cambia alle mense per i bisognosi

 

pubblicato il 16 Marzo 2020, 17:58
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A seguito delle diposizioni governative ha registrato dei cambiamenti l’attività della mensa per i poveri gestita dall’arciconfraternita del Carmine, al piano pedaneo del centro di accoglienza per i senza fissa dimora, in Città vecchia. I circa quarantacinque utenti abituali all’ora di pranzo da qualche giorno non si accomodano più ai tavoli ma ritirano i cestini con le vivande a consumare all’esterno. Le medesime modalità riguardano anche il servizio di mensa serale della parrocchia San Pio X, in via Puglie, i cui circa trenta ospiti dalle ore 16 alle 17 ritirano il cestino con pietanze fredde (focacce, panini, frutta ecc.), anche queste da consumare all’esterno.

Anche gli ospiti del medesim centro di accoglienza hanno accettato di sottostare alle misure precauzionali, trascorrendo l’intera giornata all’interno della struttura. Perciò dopo il riassetto e la pulizia delle stanze, essi vengono impegnati in diverse attività, leggendo, facendo giochi di società o guardando la televisione; le donne, invece, si perlopiù dedicano ai lavori a maglia. A breve, i responsabili del centro daranno vita a ulteriori iniziative per rendere più lieta la lunga permanenza.

Tutto ciò si accompagna alle altre misure adottate precedentemente, come la misurazione quotidiana della temperatura corporea per verificare la presenza di febbre. Ancor più insistente, da parte degli operatori, è il controllo della pulizia personale attraverso le docce attive nel centro, a seguito della quale vengono consegnati gli indumenti puliti; a tutti i presenti è inoltre raccomandato l’uso frequente di amuchina. Nelle camere, si provvede al frequente intervento di igienizzazione e di sanificazione, con il quotidiano cambio delle lenzuola; fra i letti, inoltre, le distanze prudenziali sono state ulteriormente incrementate a oltre un metro.

Sono stati infine sospesi i momenti di aggregazione (feste, concerti, catechesi, adorazioni eucaristiche ecc.), così come tutte le attività accessorie del centro che richiedono contatti ravvicinati.

Continua infine, con le opportune misure cautelative, da parte delle Caritas parrocchiali la periodica attività di distribuzione di generi alimentari alle famiglie bisognose.

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