L’applauso più lungo è tutto per chi ora è in prima linea

 

Ore 12, tutti alle finestre per ringraziare coloro che stanno lavorando per noi negli ospedali. Un infermiere domiciliare del "Moscati" di Taranto posta su facebook un accorato messaggio ai colleghi.
pubblicato il 14 Marzo 2020, 16:25
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Un lungo ed quasi interminabile applauso congiunto ha accompagnato i rintocchi delle campane di mezzogiorno, questa mattina a Taranto e provincia, così come in tutta Italia, nel flashmob organizzato in rete dal gruppo facebook “Applaudiamo l’Italia,” per ringraziare medici, infermieri e tutto il personale sanitario e parasanitario per quanto stanno facendo in queste dure settimane, con grande senso di responsabilità, abnegazione e sacrificio, nell’assistere le persone contagiate dal Coronavirus.

L’invito recitava: “Tutti alle finestre per un lungo APPLAUSO di ringraziamento a tutti coloro che stanno lavorando per noi negli Ospedali e di incoraggiamento a noi. Un gesto semplice per unire le nostre mani”..

E dalle finestre e dai balconi di tutte le case l’applauso avrà raggiunto sicuramente il cuore di queste professionalità che stanno stringendo i denti, sia pur stremate dal punto di vista psico-fisico, per svolgere nel migliore dei modi il loro prezioso lavoro.

A Taranto prima dell’applauso odierno c’era stato, qualche ora prima, il ringraziamento, con uno striscione apparso per strada, degli ultras del Taranto calcio, tutto dedicato a questi eroi dei nostri tempi (un po’ come i pompieri per gli attentati alle Torri Gemelle del 2001 a New York). Eroi, questi, che nella nostra città combattono già quotidianamente, da anni, accanto ai cittadini che lottano duramente  contro il Male per eccellenza: il cancro.

E dalla pagina facebook di Giovanni Marasciulli, per anni infermiere domiciliare per l’Ant ed ora in forza all’Ospedale Moscati di Taranto, nonché apprezzato allenatore di volley nel tempo libero nella sua Grottaglie, il pensiero è andato ai colleghi che girano la città per alleviare le sofferenze degli ammalati in assistenza domiciliare integrata:

“Voglio raccontarvi la storia di tanti infermieri che lavorano in prima fila senza avere la trincea del reparto a difenderli: gli infermieri domiciliari. Macinano chilometri, entrano in case senza sapere in questo periodo da chi sono frequentate, fanno la loro complicata prestazione (dal cambio catetere, alla lesione da pressione, alla medicazione del picc o cvc o dell’ucs o della somministrazione della terapia ev) facendo attenzione a non toccare troppo lo spazio non protetto; a volte lo spazio è determinato dall’ ambiente in cui è entrato, non può dipendere da lui. Spesso in casa ci sono anziani soli, spaventati e ti chiedono come va fuori e tu li guardi e sorridi. Loro ti trattengono e ti chiedono se vuoi il caffe’ o la ciambella fatta in casa…Tu hai fretta, devi vedere un altro ed un altro paziente ancora e cortesemente ringrazi. Ma loro dicono di aspettare, che in casa non entra mai nessuno, si sentono soli e la tua presenza  dà loro sicurezza. Allora sorridi di più, ti siedi e bevi quel caffè!!!!!! I miei colleghi in ospedale sono sfiniti……. farò qualcosa anche per voi……..vedrò i miei pazienti con la stessa ed identica vostra instancabilità ……..ed in più con un rinnovato sorriso!!!!!!!!!”

*foto principale (www.mondorossoblu.it)

*foto 1 (fonte ansa)

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