Taranto FC 1927: ecco quanti erano i debiti all’inizio dell’era Giove

 

Per capire dove si sta andando, bisogna analizzare da dove si è venuti...
pubblicato il 11 Marzo 2020, 18:53
4 mins

8In questi giorni di stop forzato – causa Coronovirus – dell’attività agonistica attorno al Taranto FC 1927 si sono aggirate puntuali le voci riguardanti ipotetiche cordate interessate a rilevare il club dall’attuale proprietario, Massimo Giove, che però ha pubblicamente dichiarato che recentemente non ha incontrato nessuno e che non è interessato a cedere se non di fronte a proposte formulate da società in grado di far fare un salto di qualità al club rossoblù.

In realtà un incontro ricognitivo ci sarebbe stato, una decina di giorni fa, tra il gruppo romano capeggiato dall’Avv. Tillia (già a Martina Franca e Casertana nel recente passato) ed un rappresentante, non ufficiale, del Taranto FC 1927.

Ma con questo articolo non vogliamo fare gossip, parlare di aria fritta ma intendiamo, dati alla mano, fare chiarezza su alcuni aspetti economici legati al Taranto calcio. O meglio vogliamo andare all’origine, ossia a quando, il 27 ottobre 2017, Massimo Giove diventò ufficialmente proprietario del Taranto FC 1927 srl, comprando le quote dai cessionari Antonio Bongiovanni ed Elisabetta Zelatore (proprietari del Taranto dal luglio 2015 all’ottobre 2017) al costo simbolico di un euro (valore nominale quote 273.352 euro).

Nell’atto di cessione le parti dichiaravano che il prezzo era stato concordemente determinato a seguito della comune analisi delle scritture contabili della società, facendo espresso riferimento ai prospetti – dalle stesse predisposti – relativi ai debiti ed ai crediti della Società, aggiornati al 27.10.2017. Con la sottoscrizione di quell’atto la parte acquirente dichiarava di ben conoscere la situazione economica, finanziaria, patrimoniale e gestionale della società, che la medesima parte acquirente dichiarava di accettare senza riserve.

A quella data c’era la seguente situazione debitoria, per un totale di 837.829 euro di cui:

413.691 euro di debiti verso l’Agenzia delle Entrate (tutti  rateizzati e tra questi 183.231 euro provenienti dalla gestioni precedenti a quella Zelatore-Bongiovanni)

93.562 euro verso l’inps

25.675 euro verso Equitalia

86.490 euro per Iva secondo trimestre 2017

30.000 euro per Iva terzo trimestre 2017

33.835 euro verso l’Inail

A questi vi sono da aggiungere i debiti verso fornitori stagione 2017/2018 per un ammontare di 49.973 euro ( di cui 20 mila per consulenze affidate a procuratori sportivi), 61.940 euro per debiti verso fornitori rinvenienti da precedenti gestioni, 42.663 euro di contenziosi in essere verso tesserati (tra cui il trio delle “meraviglie” Stendardo, Maurantonio e Altobello).

Alla somma di 837.829 andrebbero aggiunti circa 130 mila euro di residuo mutuo contratto per il ripescaggio in Lega Pro ed il monte ingaggi atleti stagione 2017/2018 (la rosa fu però rivoluzionata nel mercato invernale da Giove, ndc) più o meno per altri 250 mila euro.

La vecchia proprietà lasciò a Giove crediti totali derivanti da sponsorizzazioni per circa 350 mila euro di cui 45 mila oggetto di contenzioso legale e quindi non si sa quanto esigibili. A questi da aggiungere, scarsi 100 mila euro per premio valorizzazione giovani (quelli in prestito da altri club di categoria superiore) in Lega Pro stagione 2016/2017.

Fatti due rapidi conti l’attuale proprietario del Taranto FC 1927 srl decise di rilevare il club rossoblù partendo con una situazione debitoria, al netto dei crediti, intorno agli 800 mila euro (in questa stima potremmo esserci sbagliati di qualche decina di migliaia di euro, ndc).

Da questa cifra, di cui quasi una metà pare abbia goduto della rottamazione fiscale, si può partire per fare un ragionamento sull’attuale massa debitoria, tenuto conto che l’unico in questo momento a conoscere le reali cifre è il solo Massimo Giove, padrone attuale del Taranto FC 1927 SRL.

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Un Commento a: Taranto FC 1927: ecco quanti erano i debiti all’inizio dell’era Giove

  1. Umberto

    21 Marzo, 2020

    mi piacerebbe leggere qualcosa di piu’ interessante. meglio nn scrivere niente a questo punto. soprattutto perche’ nn si capisce bene dove voglia”andare a parare” questo articolo, che senza offesa per quanto ne posso capire, di giornalistico non ha granche’. nessuno, ma proprio nessuno, riesce a fare un po’ di bene a questa sventurata maglietta rossoblu’.

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