Zona rossa, cosa si può fare e cosa no

 

Vademecum per un comportamento responsabile (e legale) ai tempi del coronavirus
pubblicato il 10 Marzo 2020, 10:48
5 mins

Ce lo stiamo chiedendo tutti da quando, ieri sera, la sigla dell’edizione straordinaria è entrata di prepotenza nelle nostre orecchie al posto di quella familiare del Commissario Montalbano: cosa possiamo fare e cosa no? La risposta, come sempre, arriva dalla lettura dei testi ufficiali.

Estese a tutta l’Italia le misure della zona rossa

Il testo del nuovo decreto firmato in serata dal Presidente Conte (e che abbiamo pubblicato ieri) è in realtà piuttosto stringato e, al di là di alcune specifiche nuove disposizioni per lo sport, si limita a due sole affermazioni:

  • Sono vietati gli assembramenti in luoghi pubblici in tutto il Paese
  • Sono estese a tutto il Paese le misure già previste dal DPCM dell’8 marzo per la cosiddetta “zona rossa”.

Già, ma cosa prevedeva il DPCM per la zona rossa?

Limiti e divieti

La risposta si trova nell’articolo 1 del decreto stesso (puoi trovarlo qui). Esso prevede che:

  • Sono vietati gli spostamenti se non per
    • Comprovate esigenze lavorative
    • Situazioni di necessità
    • Motivi di salute
    • Rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza
  • Chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre dai 37,5° in su deve restare al proprio domicilio e contattare il medico curante
  • I soggetti in quarantena o risultati positivi al virus hanno divieto assoluto di mobilità
  • Sono sospesi tutti gli eventi sportivi. È consentito l’allenamento a porte chiuse per gli atleti riconosciuti “di interesse nazionale” dal CONI. Le competizioni internazionali sono consentite a porte chiuse.
  • Si raccomanda ai datori di lavoro di consentire la fruizione anticipata di ferie e congedi
  • Sono chiusi gli impianti sciistici
  • Sono sospese tutte le manifestazioni organizzate
  • Sono sospesi i servizi educativi per l’infanzia e le attività didattiche in presenza in tutte le scuole, università e istituzioni di formazione, come anche le riunioni di tutti gli organi collegiali. Fanno eccezione i corsi per i medici in formazione specialistica e i tirocini per le professioni sanitarie
  • I luoghi di culto possono restare aperti solo se si può garantire il rispetto della distanza minima di sicurezza. Tutte le celebrazioni sono sospese.
  • I musei e i luoghi di cultura sono chiusi.
  • Sono sospese tutte le procedure concorsuali, ad eccezione di quelle per il personale sanitario
  • Ristoranti e bar possono restare aperti dalle 6.00 alle 18.00 purché si rispetti la distanza minima di un metro.
  • Altre attività commerciali sono consentite purché si rispetti la distanza minima di un metro.
  • Sono sospesi i congedi ordinari per il personale medico e di supporto alla gestione dell’emergenza.
  • Le riunioni delle strutture organizzative si svolgono in videoconferenza, ove possibile.
  • Nei festivi e prefestivi sono chiusi i centri commerciali. Restano aperti negozi di generi alimentari, farmacie e parafarmacie
  • Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi e culturali di qualsiasi genere.
  • Sono sospesi gli esami presso la Motorizzazione

In attuazione delle indicazioni operative diramate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, inoltre, sarà attivato in prefettura il Centro di coordinamento soccorsi, che sarà composto, fanno sapere dalla prefettura «dai responsabili di tutte le strutture che operano sul territorio e avrà la funzione di raccordo con i Centri operativi comunali che saranno tempestivamente istituiti su tutto il territorio» (leggi qui per approfondire).

Le misure della Regione Puglia

Intanto, sebbene in Puglia la situazione non sia ancora allarmante dal punto di vista dei crudi numeri, la Regione si sta adoperando per gestire un’eventuale emergenza. Come abbiamo già riferito ieri sera, la sanità pugliese si sta attrezzando con 209 posti in terapia intensiva e 680 di degenza ordinaria dedicati esclusivamente all’emergenza Covid, che saranno operativi entro la fine della settimana. Si tratta, spiegano dalla Regione, di un numero tale da poter fronteggiare, secondo le statistiche rilevate in Lombardia, uno scenario di 2000 contagi senza impattare sulla normale rete operativa di emergenza. Resta ferma la possibilità che questo numero possa essere ulteriormente incrementato attraverso l’utilizzo di altri posti di rianimazione disponibili nella rete pubblica.

Intanto, intervenendo in collegamento alla trasmissione Uno Mattina, il Presidente Emiliano ha fatto sapere che sono 12.000 i pugliesi di rientro dalle regioni del nord che si sono segnalati alla ASL attraverso l’apposito modulo, aggiungendo, però, che si stima che altrettanti si siano sottratti al censimento. E forse sarebbe il caso che questi nostri corregionali, in queste ore difficili, facessero ricorso ad una maggiore responsabilità

 

[Foto governo.it, licenza CC-BY 3.0]

Condividi:
Share

Commenta

  • (non verrà pubblicata)