Coronavirus, Taranto all’indomani dell’ultimo decreto

 

Code fuori ai supermercati, mascherine e amuchina pronta. Il Comune istituisce il 'servizio a domicilio'
pubblicato il 10 Marzo 2020, 16:17
5 mins

No, non è stato certo un bello spettacolo quello che si è presentato stamane in città. Poca gente per strada, traffico scarso (almeno fino a quando stiliamo questa nota), molti passanti con le mascherine e qualcuno a strofinarsi le mani con l’amuchina. Stupisce il fatto che di prima mattina, contrariamente al solito, alle 7 siano pochi i panifici aperti: probabilmente per contrattempi con le forniture? Ma presto la situazione si è normalizzata e gli acquirenti hanno potuto acquistare rosette e sfilatini belli caldi. Davanti ai supermercati non sono mancate, chi più e chi meno, le code degli acquirenti, ma non per mancanza di merce: anzi, riferiscono alcuni titolari da noi interpellati, ce n’è e pure in abbondanza. Sono solo cambiate, a seguito degli ultimi provvedimenti governativi, le modalità di accesso: solo pochi clienti per volta, dipendentemente dagli spazi dell’esercizio. È logico, dunque, che si debbano formare le file sui marciapiedi. Ma con un po’ di pazienza tutti vengono serviti, soprattutto se una volta entrati, si riempie lestamente il carrello senza attardarsi. Salsa, pasta e frutta, i generi alimentari “base” più richiesti. Generalmente i commessi e gli addetti alle casse sono muniti di guanti e di mascherine. Le boccette di disinfettante, quando ci sono, vengono date dalle cassiere una per ogni acquirente, onde evitare dannose incette.

Diversi ipermercati hanno previsto la consegna della spesa a domicilio, magari privilegiando i più anziani; su facebook, a proposito, alcuni utenti si sono meritoriamente resi disponibili per tale servizio di volontariato. Lo stesso servizio lo offrono molte farmacie. Anche in tali attività si entra a piccoli gruppi e spesso si invita a far uso dei disinfettante per le mani attraverso dispenser sistemati sui banchi. Poca clientela nei bar, anche in quelli più noti e solitamente superaffollati. Al banco gli addetti hanno tutti le mascherine mentre a terra davanti al bancone spesso fanno la loro comparsa gli spazi contrassegnati per ciascun cliente, gli altri attendono oltre. Abbiamo visto cappuccini, caffè e cornetti sorvolare pericolosamente la prima fila per “approdare” tra le mani di coloro che sono dietro. In attesa di ulteriori disposizioni, i tavolini sono vuoti: solo perché non consentirebbero di rispettare gli spazi previsti?

In strada, casalinghe con la rosa della spesa, nonni che sono andati a prendere da casa i nipotini per alleggerire il carico di lavoro dei figli e anziani che, in cerca di passare il tempo, si riuniscono a gruppetti. Forse sarebbe il caso, per questi ultimi, starsene comodamente davanti alla televisione o fare le parole incrociate: è seccante, lo sappiamo, ma così almeno non corrono pericoli. Un po’ di pazienza non fa male. E a proposito di speranzosa attesa, porgiamo ai nostri lettori il fantasioso cartello apparso sulla saracinesca di una nota agenzia di viaggi del Borgo: “Per far ripartire l’Italia, io non faccio partire! 15 giorni non fallisce nessuno, più mesi sì! Io sto a casa”. D’altronde, come diceva Edoardo, “Addà passà a nuttate”.

In aiuto a chi non può uscire

Per aiutare quanti sono impossibilitati a uscire di casa, il Comune sta provvedendo a pubblicare una nuova sezione sul proprio sito denominata “Gestione emergenze coronavirus” dove verranno indicati tutti i numeri utili per gestire appunto le emergenze. Gli esercizi commerciali sono invitati a fornire i propri recapiti per effettuare il “servizio a domicilio” inviando una email a [email protected] con oggetto “Servizio a domicilio” indicando il nome dell’attività, categoria merceologica, indirizzo, recapito telefonico, modalità di consegna domiciliare e modalità di prenotazione.

Sempre a proposito di tali servizi di supporto ai cittadini in difficoltà, è attivo il sito www.solidarietadigitale. agid.gov.it, a cura del Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitazione, con aggiornamenti su www.innovazione.gov.it.

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