Calcio: una seria organizzazione societaria alla base del futuro

 

Stop alla confusione di ruoli, un club sportivo che si rispetti ha bisogno di figure competenti
pubblicato il 07 Marzo 2020, 15:43
6 mins

Il presente appartiene già al passato, lo ripetiamo da qualche settimana. La sospensione del campionato di serie D, causa Coronavirus, rappresenta un ulteriore ostacolo verso l’agognata fine di una stagione che in molti vogliono mettersi alle spalle e dimenticare quanto prima.

La programmazione del futuro in questo momento assume un’importanza strategica in vista di quella che sarà la prossima stagione, che sia condotta da questa società (probabilissimo vista l’intenzione del presidente del Taranto FC 1927, Massimo Giove, di proseguire la sua avventura nel calcio) o da un’altra compagine societaria (al momento improbabile anche se qualcuno ha cominciato ad informarsi sullo stato di salute del club jonico….).

Indipendentemente da chiunque sia a condurre il calcio a Taranto  abbiamo provato ad individuare quelle che debbano essere i ruoli chiave all’interno di un club che ambisca ad una seria programmazione.

Una società sportiva per funzionare bene ha bisogno di figure all’interno della sua organizzazione le cui competenze siano chiare, definite e certificate. La confusione dei ruoli non giova a nessuno perché alla fine tutti fanno tutto e finiscono con il farlo male e l’area tecnica arriva a non avere punti di riferimento certi. Un’ assegnazione di compiti e ruoli, di aree di competenza è alla base di una seria organizzazione societaria.

Il presidente deve scegliersi collaboratori in grado di aiutarlo nella gestione societaria, gente con personalità ed in grado di prendersi delle responsabilità, non dei signor sì, non dei dopolavoristi. 

La struttura portante di un club sportivo non può prescindere dalle seguenti figure operative:

DIRETTORE GENERALE :dovrebbe essere una persona che gode di grande fiducia da parte del presidente o da parte della proprietà, non certo uno qualunque, messo a caso, a ricoprire un incarico che è delicato ed importante a livello organizzativo. Il dg dovrebbe essere una sorta di supervisore delle varie aree di un club, una figura che conosca norme e regolamenti e che abbia le spalle talmente larghe da far fronte ad ogni tipo di problematica inerente la vita societaria; uno che, tra l’atro, funga da filtro fra l’area tecnica e la proprietà.

DIRETTORE SPORTIVO: deve conoscere i giocatori di tutte le categorie e per far ciò deve essere uno che ha tanti kilometri alle spalle, ossia uno che abbia visto tante partite e visionato tanti calciatori a tutte le latitudini e che inoltre, sappia bene come funziona, in sede di costruzione dell’organico, il mercato. Condizione essenziale insomma è che debba essere uno del mestiere, uno che lo fa di professione. Astenersi perditempo, dopolavoristi, appassionati di football manager, gente che si fa fare le squadre dai procuratori.

SEGRETARIO: persona competente che conosce a menadito carte federali, norme e regolamenti; così bene da riuscire ad imporre, quando è necessario, il suo sapere anche sulla volontà dei diretti superiori.

TEAM MANAGER: figura spesso sottovaluta ma che nell’economia di una stagione assume una fondamentale importanza per quanto riguarda il dietro le quinte. Una figura che deve essere un punto di riferimento quasi h 24 sia per la società che per i giocatori, uno che risolve soprattutto i problemi logistici, una persona operativa in grado anche di sporcarsi le mani. Se i giocatori non hanno problemi esterni a cui pensare, si concentrano di più sul loro fantastico “lavoro”, che è quello di tirare calci ad un pallone, possibilmente bene.

UFFICIO STAMPA: la comunicazione è diventata essenziale ed a tratti determinante per una società sportiva. L’ufficio stampa deve essere messo in grado di svolgere con continuità il lavoro di raccordo con l’opinione pubblica, in primis con i giornalisti e lo deve fare con grande disponibilità e spirito di collaborazione verso tutti senza preferenze od esclusive. Il responsabile dell’ufficio stampa deve essere una presenza discreta e non ingombrante e soprattutto l’unica figura riconosciuta ufficialmente dal club come depositaria delle strategie di comunicazione e quindi in grado di essere sempre al corrente di tutto ciò che accade all’interno della società per la quale cura l’immagine e la comunicazione esterna.

Qualcuno osserverà che potremmo essere sembrati troppo didascalici con questo articolo. In realtà sono solo delle critiche costruttive rivestite da umili consigli……

Ci siamo resi conto, in queste “maledette” sette ultime stagioni di calcio a Taranto, che organizzarsi seguendo degli standard riconosciuti è più complicato che fare di testa propria…. Perché in questi sette anni di serie D mai il Taranto ha avuto un organigramma con ogni tassello al suo posto.

 

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