CIS, Tavolo disertato. Ma c’è un documento strategico

 

I Sindaci dell'area di crisi industriale complessa, i presidente di Provincia e Camera di Commercio elaborano le richieste
pubblicato il 05 Marzo 2020, 18:53
3 mins

I Sindaci dell’area di crisi industriale complessa, il Presidente della Provincia e il Presidente della Camera di Commercio hanno rimesso un documento strategico unitario al Tavolo Istituzionale Permanente per l’area di Taranto che si è ricostituito oggi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi del DPCM 3 febbraio 2020.
In pratica, non hanno preso parte al Tavolo, confermando così la linea seguita nel corso dei vertici dei giorni scorsi, e cioè quella di chiedere al Governo una inversione di rotta sulla vicenda ex Ilva, tra l’altro all’indomani dell’accordo sottoscritto tra i Commissari e ArcelorMittal, un accordo che non piace non solo ai sindacati ma anche, appunto, alla maggior parte delle Istituzioni territoriali.
Questo il documento sottoscritto dai sindaci di Taranto, Rinaldo Melucci, di Crispiano, Luca Lopomo, di Massafra, Fabrizio Quarto, di Montemesola, Vito Punzi, di Statte, Franco Andrioli, dal presidente della Provincia, Giovanni Gugliotti, e dal presidente della Camera di commercio, Luigi Sportelli:

 

M5S: “Disertiamo tavolo, ora momento di rispettare Taranto”

 

Apprezziamo da parte del Governo il tentativo di coinvolgerci come auditori al tavolo CIS per Taranto convocato oggi a Roma, ma abbiamo deciso di non partecipare. Ci uniamo infatti alla posizione espressa dai Sindaci dell’area di crisi complessa e dagli Enti locali che diserteranno insieme a noi l’incontro. Crediamo infatti che sia arrivato il momento di aprire una discussione pubblica sul futuro di Taranto, pianificando la riconversione economica con un accordo di programma che preveda la chiusura delle fonti inquinanti, con fondi certi e che inoltre sulle proposte si apra un ampio dibattito pubblico. Non abbiamo gradito negli ultimi mesi il tempo perso sul CIS, che sicuramente è stato più costruttivo quando a Taranto lo presiedeva Luigi Di Maio: ora c’è una misteriosa mancanza di notizie che va di pari passo con l’imbarazzante assenza di confronto sul Cantiere Taranto. A questo si aggiunge la miope visione su Ilva, basata su una continuità produttiva velenosa che la città e il territorio non vogliono. Inoltre siamo molto delusi dall’ennesimo affronto di Mittal che, a nemmeno 24 ore dalla firma dell’accordo con lo Stato, ha aperto la procedura di cassa integrazione per 130 addetti dello stabilimento di Cornigliano. Per noi questo atteggiamento rivela una spregiudicatezza non accettabile”. Lo fanno sapere i deputati tarantini del M5S Cassese, Ermellino e Vianello.

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