Vianello (M5S): “Mittal ritiri contestazione a operaio sospeso”

 

E annuncia interrogazione al MiSE sulla vicenda. Intanto l'USB: «Non fu lui a diffondere il video»
pubblicato il 04 Marzo 2020, 15:36
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«La vicenda dell’operaio Graziano Zingarello, dipendente Mittal che nelle precedenti ore ha ricevuto dall’azienda una contestazione disciplinare con sospensione dell’attività lavorativa, ha davvero dell’incredibile, sia per ciò che riguarda le modalità che le motivazioni addotte, le quali – a quanto si apprende –  non sarebbero corredate di prove confermative. Pertanto credo sia doveroso da parte di Mittal procedere celermente al ritiro del procedimento disciplinare, garantendo a Zingarello la sua continuità lavorativa». Lo dichiara il deputato tarantino del M5S, Giovanni Vianello, commentando la notizia dell’operaio Mittal sospeso perchè accusato di aver filmato con il suo cellulare il video diffuso sui social sul dipendente Lemisa rimasto bloccato a 80 metri di altezza in area parco fossile 4.

«L’azione di Mittal -prosegue Vianello – non è unicamente rivolta all’operaio ma è l’ennesimo gesto cinico e disumano, di affronto e di minaccia contro un intero territorio, i cittadini e i lavoratori. A breve presenterò all’attenzione del MiSE una interrogazione parlamentare per chiedere che anche Roma faccia luce sul caso. Non c’è posto per questa multinazionale a Taranto, vadano via. Anche se fosse vero che Zingarello abbia prodotto e diffuso quel video – circostanza su cui ho dubbi in base alle dichiarazioni riportate dallo stesso – Mittal avrebbe dovuto solo cercare di porre rimedio alle condizioni di insicurezza lavorativa in cui operano i lavoratori nelle aree di sua competenza.  Ora peró non c’è più tempo, in quanto il video del dipendente Lemisa bloccato a 80 metri d’altezza è solo uno degli ultimi reportage di una situazione arrivata al limite della dignità lavorativa, periodicamente assistiamo a incidenti e contingenze di pericolo a cui Mittal avrebbe già dovuto mettere un argine. Non vorrei – conclude Vianello – che per Mittal questa contestazione disciplinare sia solo un escamotage per colpire una rappresentanza sindacale che ormai da tempo, all’interno della fabbrica, sta portando avanti una campagna ribellistica, corredata peró da fatti, contro il gestore».

Intanto anche l’USB, che per prima ieri aveva denunciato il fatto, per bocca del coordinatore provinciale Franco Rizzo mette in dubbio che sia stato effettivamente Zingariello a diffondere il filmato: «Parliamo di un dipendente con figlio disabile, che in questo momento teme serie ripercussioni sul piano lavorativo per qualcosa che non ha fatto. Io stesso, ripeto, posso dire di non aver ricevuto quel video da Zingarello, che peraltro non lo ha né condiviso sul social, né diffuso».

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