Taranto: solo un pari e tanti sbadigli con il Gladiator (0-0)

 

Pareggio esterno a reti bianche per la squadra rossoblù allenata da Panarelli che ha chiuso il match con ben otto under su undici giocatori in campo
pubblicato il 01 Marzo 2020, 16:54
4 mins

Poco più di un mese senza vittorie, quattro partite senza segnare una rete, secondo zero a zero consecutivo: questo è il Taranto attuale. A Santa Maria Capua Vetere, contro il Gladiator, arriva un pareggio a reti bianche, utile soprattutto ai padroni di casa in chiave salvezza.

PRIMO TEMPO

Panarelli – che deve fare a meno di Manzo e Benvenga infortunati – schiera il Taranto con il 4-4-2, lasciando per la seconda volta consecutiva in panchina l’acciaccato Genchi confermando il tandem d’attacco tutto argentino formato da Olcese e Goretta (una rete in due). Difesa con tre under (Marino-Ferrara e Pelliccia), centrocampo over (Cuccurullo si accomoda in panchina) con da sinistra a destra Oggiano – Matute – Van Ransbeeck e Guaita).

Il primo tempo è stato di una noia letale. Il tifoso rossoblù – quello che non si perde una gara del suo Taranto anche quando sono prive di significato per la classifica –quello che magari, satollo dopo il pranzo domenicale, si fosse appoggiato per i classici cinque minuti sul divano di casa per poi risvegliarsi dopo quarantacinque minuti, non si è perso davvero nulla.

Zero occasioni pericolose, zero conclusioni verso la porta avversaria degne di annotazione in una prima parte di gara nel corso della quale il Taranto ha mostrato soltanto una buona verve agonistica (unico segnale positivo, questo) e tanta densità, come amano dire i cronisti sportivi moderni per descrivere una squadra che ha prodotto molto fumo e poco arrosto.

SECONDO TEMPO

Il Taranto ritrova un pizzico di vivacità nella seconda parte della partita. I primi due tiri degni di nota arrivano tra il minuto 47 ed il minuto 49 rispettivamente con Van Ransbeeck (calcio di punizione) e Oggiano (girata al volo da fuori area) che trovano in entrambe le occasioni la respinta del portiere di casa. Poco dopo il tecnico rossoblù, Panarelli, toglie dal campo i due emblemi di un mercato invernale inconsistente: fuori prima l’impalpabile Olcese (sulle orme di un certo Cerminara…. altra cariatide che allietò, si fa per dire, i tifosi jonici nella stagione 1997/98) per Genchi e poi Van Ransbeeck (il piede in questa partita lo ha raddrizzato, almeno) per Cuccucullo.

Al minuto 67 il Taranto colleziona l’occasione più importante  sugli sviluppi di una ripartenza che vede Goretta involarsi sulla fascia sinistra d’attacco e servire un assist non precisissimo per Genchi che, solo in area di rigore ma defilato sul secondo palo, conclude fuori in maniera piuttosto goffa.

Tra il minuto 74 e  il minuto 85 entrano altri tre under (per un totale di otto su undici): prima Masi per Oggiano, poi Avantaggiato per Goretta ed infine Serafino per Guaita.

Tra questi cambi, il Gladiator, assolutamente inconsistente per oltre ottanta minuti, si procura l’occasione da rete più ghiotta della partita colpendo il palo esterno, grazie ad un colpo di testa del difensore Sall, sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

La cronaca si chiude indecorosamente con uno sparuto lancio di bottigliette dal settore dei tifosi del Taranto che potrebbe far rischiare la squalifica dello Iacovone, dopo la diffida ricevuta per lo stesso motivo dopo la trasferta di Altamura, due settimane fa

CONCLUSIONI

Entrambe le squadre sono in silenzio stampa. Linea alla regia. Meglio così!

 

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