Vertenza Auchan, lontana l’intesa tra sindacati e Conad

 

Su 189 dipendenti l'azienda prospetta esuberi per almeno 70 unità. Oggi si è chiusa l'era Auchan, dal 26 marzo partirà quella di Conad
pubblicato il 27 Febbraio 2020, 21:01
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Due incontri di ben sei ore ciascuno sulla vertenza Auchan, svoltosi presso l’hotel Delfino, non sono bastati a raggiungere un’intesa tra i rappresenanti di Margherita distribuzione ((la prima è la società creata da Conad e da Wrm del finanziere Raffaele Mincione e che ha rilevato Auchan Italia) ed Ermes (società del network Conad) ed i rappresentanti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil, Ugl terziario e le rappresentanze sindacali aziendali.

Sul tavolo il futuro dei 189 lavoratori dell’ipermercato di Taranto, per 90 dei quali ad inizio febbraio la nuova società aveva prospettato esuberi. Dopo i due incontri, il numero sarebbe sceso a 70, ma siamo ancora a numeri ufficiosi. Per proseguire il confronto ci si rivedrà venerdì prossimo, quando forse la situaizone risulterà più chiara, visto che il giorno precedente si terrà a Roma un incontro tra Conad e sindacati sulla vertenza nazionale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/03/auchan-taranto-conad-annuncia-90-esuberi/)

Tanti i nodi irrisolti. Il primo riguarda la ricollocazione lavorativa di coloro i quali saranno posti in esubero. Che saranno individuati tra le unità lavorative addetti alle vendite: di cui 156 inquadrati col quarto livello del contratto collettivo nazionale, 11 col terzo, 1 col secondo e 1 amministrativo. Esuberi dovuti anche al minor costo del lavoro che in Conad è pari al 12% mentre in Auchan era del 18%.

Chi sarà escluso dalla procedura saranno i capireparto, caposettore, direttore e addetti di parafarmacia. In particolar modo la catena di comando non sarà toccata da esuberi o collocazione in cassa integrazione per crisi aziendale, anche se per loro l’azienda ha posto come unica condizione lo sposare in toto la mission aziendale di Conad, ovvero i nuovi criteri aziendali.

Sicuramente sarà aperta una procedura di incentivo all’esodo (si parla di un calcolo su 15 mensilità), sino a raggiungere un accordo che dovrebbe essere firmato con le aziende che andranno ad occupare gli spazi lasciati da Conad, con la possiblità di corsie preferenziali per gli ex lavoratori Auchan. Ricordiamo infatti che per quanto riguarda la volumetria delle superfici su cui sorgono gli ipermercati, Conad ha strutture pari a 6mila metri quadrati: questo comporterà ad esempio che il sito di Taranto subirà una riduzione dagli attuali 8,4mila metri quadrati a 6,4mila.

Ciò detto, si è chiusa oramai un’epoca: da oggi l’ipermercato è chiuso per inventario. Da lunedì riapertura al pubblico, anche se breve: l’avvio dell’era Conad partirà da giovedì 26 marzo.

(leggi tutti gli articoli sulla vertenza Auchan https://www.corriereditaranto.it/?s=auchan)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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