Montervino smentisce di essere intermediario di una cordata di Avellino

 

L'attuale direttore generale del Nola ed ex diesse del Taranto non ha niente a che fare con eventuali cordate interessate ad acquisire il club del presidente Giove
pubblicato il 27 Febbraio 2020, 14:33
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“So che la mia presenza allo Iacovone domenica scorsa non è passata inosservata ma smentisco categoricamente di essere l’intermediario di una cordata facente capo ad esponenti legati all’ambiente calcistico di Avellino cosi come ho letto stamani. Sono voci fuori da ogni logica, sarà, purtroppo, l’aria malsana che si respira a Taranto”, esordisce così, al telefono, senza lasciare spazio a dubbi, , Francesco Montervino, tarantino doc ed attuale direttore generale del Nola, club del girone I del campionato dilettanti.

“Sono di Taranto ed ho Taranto nel cuore ma io voglio fare il direttore sportivo e spero di fare carriera in questo ambito, anzi ne sono certo. Ho visto Taranto-Bitonto che era la partita di cartello del girone H , sono un addetto ai lavori e sono regolarmente in giro a visionare calciatori. Nello scorso fine settimana ho visto almeno sette partite tra campionati giovanili e gare di Lega Pro come, ad esempio, Francavilla –Catanzaro” – prosegue

l’ex capitano del Napoli che ha deciso definitivamente di scegliere la carriera dirigenziale nonostante sia molto appetito come opinionista delle tv campane: “Sono sempre in giro a cercare calciatori emergenti ed in questo momento, tra l’altro, sono soddisfatto del lavoro che sto svolgendo a Nola dove con una squadra costata appena 128 mila euro mi sto togliendo molte soddisfazioni. Nelle ultime dieci partite abbiamo fatto 22 punti e domenica andiamo a giocare a Palermo contro un’altra squadra in forma che di punti ne ha fatti 23 nelle ultime dieci giornate”.

Francesco Montervino va fiero del suo lavoro, anche di quello svolto a Taranto con  due secondi posti (stagioni 2014-2015 e 2015/2016) che forse oggi possono anche essere rivalutati e ricorda di aver tentato di portare in riva allo jonio circa un lustro fa un certo Di Lorenzo, difensore che ha giocato da titolare mercoledì scorso Napoli-Barcellona o di aver scoperto l’attaccante francese Nzola, ora allo Spezia.

Il discorso non può che scendere nel dettaglio sul attuale momento buio vissuto dal calcio a Taranto: “Il presidente Giove in due anni ha speso tantissimo, ma come ho sempre detto serve una programmazione pluriennale per poter raccogliere risultati; non si può cambiare ogni anno, non si può mandare all’aria un progetto e stravolgerlo ogni anno ripartendo da zero. Se a Taranto negli ultimi 15 anni non si è riusciti a fare calcio in maniera seria la colpa non può essere soltanto di presidenti, allenatori e calciatori. Ognuno per la sua parte ha le sue responsabilità”.

Riguardo la diserzione da parte dei tifosi e sportivi rossoblù, Montervino ha un suo pensiero che può essere condivisibile:”Il Taranto come ce lo ricordiamo noi, quelli dai 35 anni in su, non esiste più; bisogna prendere coscienza di quello che è ora il calcio a Taranto, ossia un calcio dilettantistico. Dimentichiamo i lontani tempi della serie B e della serie C, caliamoci con umiltà nell’attuale dimensione. Dire che noi siamo il Taranto ormai non significa più nulla. Nel contempo comprendo lo stato d’animo del tifoso. Immagino che stia disertando lo stadio con la morte nel cuore, come se stesse facendo un dispetto a sé stesso, perché lui vive per quella maglia; perché i giocatori, gli allenatori e le società passano ma resta l’amore per quei colori. E’ una questione di fede. La diserzione è una forma di protesta civile rispettabile, le altre cose che sono successe non hanno nulla a che vedere con la fede calcistica”.

 

 

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