Teatro: quattro spettacoli al TaTÀ, a Massafra, Crispiano e San Giorgio

 

pubblicato il 27 Febbraio 2020, 17:39
10 mins

Per la decima stagione di Periferie, sabato 29 febbraio, alle ore 21 al TaTÀ, va in scena “De revolutionibus – sulla miseria del genere umano”, dalle Operette morali di Giacomo Leopardi, di e con Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi, scene e costumi Cinzia Muscolino, scenotecnica Pierino Botto, disegno luci Roberto Bonaventura, assistente alla regia Veronica Zito, produzione Carullo-Minasi / Federgat, spettacolo vincitore Teatri del Sacro 2015.

Durata 60 minuti. Biglietto 15 euro, ridotto 12 euro. Info e prenotazioni a 099.4725780 – 366.3473430.

Due attori comici con un carro di Tespi, in una partitura raffinata di gesti e parole, giocano i personaggi di due Operette morali di Leopardi – “Il Copernico” e “Galantuomo e Mondo” – per giungere ad amare e ironiche riflessioni sulla nullità del genere umano. Uno spettacolo sulla “miseria” intesa come valore e insieme condanna. Se ne “Il Copernico” l’uomo, ricollocato ai margini dell’universo, può sperare nell’arte poetica, dunque nel rivoluzionario mirare alla profondità della propria miseria, in “Galantuomo e Mondo” la rivoluzione procede al contrario e diventa involuzione, disegnando gli estremi d’un freddo quadro di miseria. La prima “Operetta infelice e per questo morale” si ribalta lasciando il posto ad una “Operetta immorale e per questo felice”.

Lo spettacolo è il trionfo del gioco teatrale povero, quello del saltimbanco il cui fine è sempre la “meraviglia”. Ma spenti i lumini e staccata la musica, emerge l’assassinio ormai universalmente compiuto della dignità umana, teatrino per i giochi di una natura “mondana”. Carullo e Minasi giocano con i mezzi del teatro e con lo spettatore, al quale si rivolgono apertamente. Qualsivoglia pretesa illusionistica è abolita: gli attori interagiscono con il pubblico e dialogano con le musiche. Infatti, il loro teatro è un artigianale teatro in azione. La compagnia siciliana supera ogni aspettativa con un apologo filosofico in un lavoro di grande semplicità formale nonostante un testo arcaico, straniero al teatro, come le Operette morali di Leopardi.

Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi sono attori, autori e registi, in una parola teatranti nel senso pieno del termine. Il loro lavoro è come la fionda di Davide, piccolo ma capace di colpire, portando l’ironia e l’intelligenza, il cuore e la cultura all’assalto di un mondo-Golia, ormai incapace di guardare dentro se stesso. La levità dei toni dei loro dialoghi non nasconde mai la durezza di una realtà difficile da vivere. Dagli aspetti personali di “Due passi sono”, con cui nel 2011 è partito il loro pluripremiato cammino, a “Delirio bizzarro”, esempio di emarginazione e di autoemarginazione, passando attraverso Platone e Leopardi, hanno saputo sempre cogliere la poesia dell’esistenza, testimoni vittoriosi di un cambiamento sempre possibile. Per questo Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi – in connubio teatrale dal 2009 – ricevono il premio Adolfo Celi 2018, a distanza di un anno dal premio dell’ANCT (Associazione Nazionale Critici di Teatro).

parliamone | nel foyer, dopo lo spettacolo, la Compagnia incontra il pubblico.

Il cartellone Periferie è realizzato con il sostegno dell’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia.

Foto: Gianmarco Vetrano

 

 

Chi discrimina, chi parte come foreign fighter, chi cerca di integrare/integrarsi, chi sfrutta, chi viene sfruttato, chi cerca di approfittare della situazione e chi sceglie la violenza. L’integrazione delle seconde generazioni di immigrati in Europa è al centro di un racconto della realtà, teso ad aprire squarci di riflessione sulle dinamiche sociali del multiculturalismo nell’Europa contemporanea.

Questo il senso dello spettacolo teatrale ‘Assocerò sempre la tua faccia alle cose che esplodono” della compagnia ChronoS3.

L’appuntamento è per sabato 29 febbraio – ore 21.00 – al Teatro Comunale di Massafra, di Emanuele Aldrovandi / grafica, Camilla Zanini / con il sostegno di Kilowatt Festival.
Con Valerio Ameli, Marzia Gallo, Enrico Pittaluga, Riccardo Vicardi, regia di Vittorio Borsari.

 

 

 

 

 

Sabato 29 febbraio ottavo appuntamento nell’ambito della 6^ ed. del Premio Nazionale “Rosanna Murgolo”, organizzato dalla Compagnia del Belvedere. L’appuntamento è all’Auditorium Comunale “Crisigiovanni” a San Giorgio Jonico.

Sul palco la compagnia dei Teatranti di Bisceglie con la commedia brillante di Tonio Logoluso “Tre preti per una besciamella” regia di Enzo Matichecchia.

Costo del biglietto posto unico numerato €5,00. Info al 351.9157550.

La trama: la sagrestia di una chiesa di un paese di una qualsiasi provincia italiana. E’ in questo ambiente che si svolge l’intera vicenda. Tutto ruota attorno a sei incredibili confessioni che risulteranno essere terribilmente vere nel loro paradosso. Una famiglia, che di normale ha ben poco, causa un esaurimento nervoso senza precedenti a Don Remigio e Don Cosimino, due preti che hanno la sventura di confessare in sequenza: la madre,i due fratelli gemelli, la suocera ed il coro delle Sempiterne. Non meno colpiti dalla aliena famiglia sono Gabriele, il sagrestano mezzo scemo, e soprattutto Assunta, la perpetua, zitella acida e scaltra, protagonista sia di una paradossale confessione col padre della famiglia che di un piano ingegnoso architettato con l’aiuto di Don Emilio (il terzo prete) per mettere fine a quella che è diventata una vera e propria persecuzione ma di cui ne farà le spese un’innocente danna che si trova coinvolta in una confessione ai limiti della realtà. Tre preti per una besciamella è una girandola di situazioni di estrema comicità che prendono il via da questa fantomatica besciamella messa nel piatto sin dalla prima confessione e che si ritrova puntualmente nei sei quadri che compongono l’opera. Una “ricetta” di spettacolo per tutte le età e per tutti i gusti. Raffinata, saporita e soprattutto divertente.

 

 

 

Sabato 29 febbraio al teatro comunale di Crispiano l’associazione culturale Sirio, con il patrocinio del Comune di Crispiano, porterà in scena lo spettacolo “Alla moda del varietà”, scritto e interpretato da Antonella Carone, Loris Leoci e Tony Marzolla.

In scena i tre attori conducono un viaggio nel secolo scorso, nell’universo luccicante e spensierato del varietà, ovvero quel genere di spettacolo teatrale di carattere leggero nato alla fine del XIX secolo a Napoli come imitazione del Cafè chantant francese, spettacolo nel quale si eseguivano piccole rappresentazioni teatrali e numeri di arte varia.

Sarà un amarcord eccentrico, fatto di poesia e risate d’altri tempi, nel quale la Carone e i suoi compagni di viaggio non saranno solo attori ma anche abili trasformisti, versatili musicisti, duettisti, ballerini e persino fini dicitori.

“Questo spettacolo – ha affermato Antonella Carone – è un carosello che ripropone, reinterpretando e in parte riscrivendo, alcuni cavalli di battaglia del varietà e dell’avanspettacolo italiani, da Petrolini a Gaber. Lo spettatore è accompagnato in un viaggio lungo circa settant’anni, dai primi cafe-chantant alle trasmissioni del sabato sera. Sul palco si alternerà una comicità tutt’altro che passata”.

Oltre ai personaggi che si avvicenderanno sul palco, questo spettacolo è realizzato grazie alla supervisione artistica di Marinella Anaclerio e ai costumi di Rosa Lorusso. Una parte importante ce l’ha sicuramente la musica. Infatti durante lo show saranno proposte canzoni suonate e cantate dal vivo. “In un vecchio palco della scala” del Quartetto Cetra, “Il Pinguino Innamorato” del Trio Lescano e “Parlami d’Amore Mariú” di Tino Rossi, sono solo alcune dei brani che faranno da colonna sonora dello spettacolo, caratterizzata dagli arrangiamenti musicali di Loris Leoci e dalla collaborazione della cocal coach Isabella Minafra.

“Quello che più apprezzo di questo spettacolo è il divertimento che si prova a ogni replica. Perché non si tratta mai di ripetere uno spettacolo ma essere sempre aperti al gioco e all’improvvisazione che ogni sera nasce con i miei compagni di scena. Ogni volta c’è sempre qualcosa che si aggiunge, una battuta, un lazzo, un’espressione divertente. Questo spettacolo è una sorpresa continua non solo per gli spettatori, ma soprattutto per noi interpreti”.

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