Emissioni odirgene, ARPA indaga sulla fonte

 

Anche oggi forti odori di gas nella zona Ilva. AMI scrive ad ARPA ed ISPRA sostenendo di non esserne la responsabile
pubblicato il 26 Febbraio 2020, 22:04
2 mins

Bisognerà attendere per conoscere con esattezza la fonte che ha generato le emissioni odorigene che tra il 20 e il 22 febbraio, muovendosi dalla zona industriale, ha invaso il quartiere Tamburi e il Borgo di Taranto.

Abbiamo contattato direttamente la direzione scientifica di ARPA Puglia, che ci ha confermato come siano in corso gli accertamenti da parte dell’Agenzia per individuare le cause di tali eventi e di come l’Agenzia sia in stretto contatto con l’ISPRA, organo di vigilanza in materia di AIA nazionali, per vagliare approfondimenti specifici su tali accadimenti.

Tra l’altro, sia il 20 che il 22 febbraio sono stati due giorni di wind day, il che a detta dell’Agenzia potrebbe aver comportato, seppur in parte, il perchè si siano registrati valori così alti nelle centraline Meteo Parchi e di via Macchiavelli.

Ciò detto, nonostante le fughe in avanti di molti, anche da parte del Comune, al momento non vi è alcuna certezza scientifica che la fonte emissiva siano gli impianti dell’ex Ilva.

Anzi. Sappiamo con certezza che oggi ArcelorMittal Italia ha scritto ad ARPA Puglia e ad ISPRA, per segnalare come molti dipendenti abbiano segnalato la presenza di forti emissioni odorigene, presumibilmente gas, esterne allo stabilimento ed in corrispondenza del parcheggio di Direzione e di quello della Portineria A. L’azienda nella missiva sostiene di non essere la responsabile di tali emissioni, ed ha segnalato che le centraline di monitoraggio interne al siderurgico, per quando riguarda l’H2S ha evidenziato valori più alti nelle postazioni denominate “Direzione” e “Portineria C”, ovvero zone distanti dagli impianti produttivi più impattanti dal punto di vista ambientale, con direzione del vento da quadranti meridionali.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/24/22emissioni-odorigne-arpa-non-chiarisce-dubbi-sulla-raffineria/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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