E a mezzanotte, la processione penitenziale della “Foròre”

 

pubblicato il 25 Febbraio 2020, 11:42
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Alla mezzanotte tra martedì grasso e mercoledì delle Ceneri uscirà da San Domenico la processione della croce penitenziale (l’antica “Foròre”) che percorrerà i vicoli della città vecchia. Vi parteciperanno i confratelli dell’Addolorata in abito di rito ma tutti i fedeli sono invitati a prendere parte a questo intenso momento di preghiera che si svolgerà alla luce delle fiaccole. Questo l’itinerario: via Duomo, piazza San Costantino, postierla Vianuova (con breve momento di meditazione nella chiesa di San Giuseppe), via Garibaldi, piazza Fontana, pendio San Domenico. Il primo atto della Quaresima così anche quest’anno vedrà la riedizione di un’antica usanza pregna di significato che si teneva fino ai primi decenni del secolo scorso quando, c conclusione del martedì grasso, ai rintocchi della campana (“A forore”, cioè fuori orario), a mezzanotte, dall’arcivescovado usciva in breve processione il Capitolo Metropolitano. Il rito si concludeva in piazza arcivescovado con il falò delle palme benedette l’anno passato, da cui ricavare le sacre ceneri per l’indomani. E il suono della campana “foròre” (però quella di San Domenico) riecheggerà anche questa volta all’uscita della croce penitenziale segnando la fine delle baldorie del carnevale e richiamando l’attenzione dei fedeli sull’arrivo del periodo quaresimale. Durante la breve processione l’orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto” diretta dal maestro Giuseppe Gregucci, accompagnerà i canti penitenziali (voce guida, quella del soprano Daniela Abbà) ed eseguirà al rientro in chiesa un brano caro ai tradizionalisti: il “Mottetto alla Desolata” di padre Serafino Marinosci.

 

foto Peppe Leva

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