Il Taranto degli under blocca il capolista Bitonto

 

Grazie ad una prestazione attenta ed ordinata il Taranto riesce a fermare un Bitonto apparso non meritevole del primo posto in classifica. Ottima prestazione degli under Ferrara e Pelliccia che in settimana erano stati aggrediti da alcuni pseudo-tifosi
pubblicato il 23 Febbraio 2020, 18:18
4 mins

Diciamo la verità: non era facile, dopo l’ennesima settimana turbolenta, per il Taranto riuscire a disputare una gara concentrata, attenta e piena di belle intenzioni al cospetto del capolista Bitonto, in uno stadio tra l’altro deserto (circa 700 gli spettatori). Invece ci è riuscito e probabilmente il pareggio a reti bianche gli sta stretto considerando che ha avuto le occasioni da rete più ghiotte. Un plauso agli under (5 all’inizio del match, 7 alla fine) che hanno donato freschezza atletica e determinazione mentale alla squadra rossoblù. Su tutti Ferrara e Pelliccia, che dopo l’aggressione subita in settimana, hanno giocato con personalità e senza timore. Subito dopo, in ordine di bontà della prestazione fornita, Cuccurullo, Marino e Sposito.

CRONACA

Costretto dalle assenze contemporanee di ben tre difensori over (Allegrini e Manzo per squalifica, Benvenga per infortunio) il tecnico del Taranto Panarelli si è schierato con una difesa a tre inedita (Ferrara-Matute-Pelliccia), un centrocampo a cinque in cui ha trovato il posto da titolare Marino (confermati Manzo e Cuccurullo in mediana, Oggiano e Guaita sulle fasce), ed in avanti con l’inedita coppia di attaccanti argentini Goretta (buona la sua prova)- Olcese (tanto lavoro sporco nessun tiro in porta come al solito).

Povero di episodi il primo tempo nel quale si è giochicchiato con il Taranto che ha rischiato qualcosa soltanto nei primi dieci minuti (al minuto 2, un’ottima chiusura difensiva di Pelliccia sventava un contropiede del Bitonto che aveva messo il bomber Patierno nelle condizioni di trovarsi quasi da solo in area di rigore del Taranto, ed al minuto 10 con un’azione personale sulla destra dell’attaccante Lattanzio che con un tiro diagonale andava a sfiorare il palo alla destra del portiere di casa) e che ha mantenuto il consueto sterile possesso di palla.

Nella ripresa, invece, il Taranto ha colpito due legni : un incrocio dei pali con Goretta al minuto 58 ed un palo con Van Reinsbeeck su calcio di punizione. In mezzo a queste due occasioni una girata in area di rigore di Genchi (subentrato ad Olcese) con bella parata del portiere del Bitonto.

Il Taranto terminava la partita con ben sette under in campo (ai cinque già nell’undici titolare nel secondo tempo vanno aggiunti gli ingressi di Vantaggiato e Serafino, quest’ultimo unico frutto del vivaio rossoblù) ed i circa 700 spettatori presenti in uno Iacovone, deserto e disertato nel quale si sono sentiti nel corso della gara solo i cori dei circa 70 tifosi del Bitonto, hanno tributato un applauso sincero a questi ragazzi che almeno hanno onorato con grande umiltà e determinazione la maglia (oggi bianca) del club rossoblù. Tra gli over una menzione la merita Matute, giocatore che ha sempre mostrato grande professionalità, partendo in questa stagione spesso dalla panchina, ma che nell’occasione si è sacrificato con buoni esiti nel ruolo di difensore centrale, lui che è un centrocampista tuttofare.

CONCLUSIONI

La buona partita con il Bitonto bisogna estrapolarla dal contesto della stagione sin qui condotta dal Taranto. Potremmo considerarla un timido raggio di sole in una stagione grigia. Restano i gravi problemi societari e non. Restano le tante incognite sul futuro. Resta un presente che sa già di passato. In tribuna, intanto, oggi avvistati gli ex diesse Galigani e Montervino (dislocati in zone differenti….). Domani, pare, il presidente Giove incontrerà l’avvocato Tillia, rappresentante di una cordata romana che già si fece avanti nell’ottobre del 2017 per rilevare il club.

 

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