C’è Taranto – Bitonto: a chi interessa?

 

pubblicato il 22 Febbraio 2020, 15:44
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Doveva essere la partita clou della giornata se non dell’intero girone di ritorno ed invece Taranto-Bitonto (ore 15, domani) avrà significato soltanto per la compagine barese, prima in classifica, alla quale i tre punti servono come il pane per allontanare il fiato sul collo che le sta mettendo il Foggia, secondo in graduatoria.

Inutile fare tanti giri di parole: in molti a Taranto, tra gli sportivi, vorrebbero che la stagione fosse già terminata. A chi interessa questa partita? I tifosi, quelli veri e civili, vogliono conoscere quello che sarò il futuro del club perchè il presente appartiene già al passato. Quella che si sta vivendo in questo momento è una lenta agonia, il sol pensiero che manchino ancora dieci giornate al termine del campionato deprime un ambiente che vorrebbe voltare pagina e mettersi alle spalle una stagione cominciata con proclami bellicosi e condotta con il freno a mano tirato. Il resto lo sta fecendo il clima di acida contestazione che regna attorno ad una squadra che in una settimana ha dovuto assorbire tanta negatività: dalla consegna delle maglie ai gruppi organizzati presenti ad Altamura domenica scorsa, agli striscioni contro la società apparsi in giro per la città nei giorni scorsi sino all’aggressione (fisica?verbale? entrambe?) nei confronti dei calciatori Ferrara e Pelliccia all’uscita di un ristorante mercoledì sera.

Si preannuncia uno Iacovone disertato quello che ospiterà il match con il capolista Bitonto, una gara che all’andata segnò il destino dell’allenatore del Taranto, Ragno, e che un girone dopo, potrebbe segnare il destino anche del sostituto Panarelli, il quale avrebbe ricevuto i classici sette giorni dalla società per evitare il defenestramento.

Le assenze contemporanee degli squalificati difensori Allegrini e Manzo e le ancora non ottimali condizioni fisiche di Benvenga, impongono al Taranto lo schieramento di una linea difensiva inedita e di emergenza. Si parla del centrocampista Matute schierato al centro della difesa (con ai lati gli under Ferrara, a sinistra, e Pelliccia, a destra) così come avvenne nel girone di andata a Foggia. Si parla di un utilizzo massiccio di under nelle altre zone del campo così come aveva preannunciato il direttore sportivo De Santis un paio di settimane fa. Si saranno allineati sulla stessa linea di pensiero lui ed il suo allenatore?

Si parla, si parla, forse si parla troppo, noi della stampa compresa e molto spesso a vanvera. Forse sarebbe meglio lasciare questa società o questa squadra al suo destino (quello che sia, purchè il più dignitoso possibile) senza aggiungere altro a una stagione che ricorda per molti versi quella la 2016/2017, quella dell’ignobile retrocessione dalla Lega Pro alla serie D.

 

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