Amat, rottura con i sindacati: sarà sciopero

 

La trattativa con Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisa Cisal e Sinai sugli orari di guida non va a buon fine
pubblicato il 20 Febbraio 2020, 17:56
4 mins

E’ rottura tra l’Amat e i sindacati di categoria Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Faisa Cisal e Sinai, nella trattativa con l’azienda in ordine agli orari di guida: per questo sarà proclamato uno sciopero di otto ore del personale la cui data sarà comunicata in un secondo momento.

In una nota delle sigle sindacali si legge che “nel precedente incontro svoltosi a Palazzo di città il 6 febbraio, abbiamo preso atto dell’impossibilità di modificare l’attuale assetto organizzativo per quanto attiene ai turni di guida degli operatori di esercizio, stante la loro carenza in numero ed alla luce della carenza di bus correttamente in esercizio quotidianamente: e alla luce di questa situazione abbiamo sottoposto all’Amat una proposta scritta basata sulla stipula di un accordo ponte della durata non superiore a 12 mesi che appunto consentisse all’azienda di continuare a derogare il CCNL per quanto attiene ai turni di guida ed al limite delle prestazioni straordinarie, previo riconoscimento di quanto previsto ed indicato in termini di indennità”.

Il tutto era “condizionato e vincolato alla contemporanea partenza di una serie di incontri serrati e programmati tra rappresentanti sindacali ed aziendali tesi alla redazione congiunta di un PDR (Premio di risultato, ndr) adeguato alla nuova impostazione contrattuale, rispondente ai fabbisogni di ogni settore aziendale e comprendente tutti gli istituti previsti, rimarcando ancora come l’accordo del 2019 non da tutti condiviso non poteva rappresentare una base di partenza da cui iniziare per ovvie ragioni”.

La risposta dell’azienda è arrivata lo scorso 14 febbraio. “Quanto da noi proposto – si legge nella nota congiunta – è stato, in termini di impostazione delle relazioni industriali e di merito, totalmente ignorato. Restiamo stupiti dal leggere una controproposta aziendale che parte appunto da un accordo, quello del 2019, parzialmente condiviso e che aveva già prodotto mesi di trattative con tensioni sempre crescenti tra rappresentanze sindacali e aziendali. Alla proposta sindacale di un accordo ponte che servisse a traghettare tutti verso un’azienda migliore, ci viene risposto con un accordo ponte con durata pluriennale che invece di guardare al nuovo, mira a consolidare lo status quo oltre che renderne più agevole la gestione ove possibile”.

In parziale accoglimento della proposta formulata dal Direttore Generale in conclusione dell’incontro del 6 febbraio il quale sosteneva con forza la piena capacità aziendale a far data dal 1 marzo a far fronte al servizio senza il superamento degli orari individuali di guida e delle prestazioni straordinarie anche alla luce delle 20 assunzioni di autisti in via di definizione“, Filt Cgil, Fit Cisl, UilTrasporti, Ugl, Faisa Cisal e Sinai, chiedono “l’immediato ritorno ad una organizzazione del lavoro pienamente rispettosa del dettame contrattuale. SI resta disponibili all’apertura delle trattative per il rinnovo del PDR da tempo scaduto, ma nel pieno rispetto dell’impostazione data dal CCNL e partendo da un’analisi fatta per aree aziendali, individuando per ognuno di questi i giusti obbiettivi, i parametri di produttività, i relativi ed oggettivi criteri di valutazione del raggiungimento di questi obbiettivi con le relative premialità. Alla luce di quanto sopra esposto sarà fissata la prossima data di sciopero di 8 (otto) ore per la prima data utile. Confidando che le istanze che giungono dai lavoratori siano per una volta tenute con la dovuta considerazione”.

Condividi:
Share
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)