Scoppia il caso su trasferimento Grupaer da Grottaglie a Foggia

 

L'ammiraglio Binelli Mantelli, già capo di stato maggiore della Marina e della Difesa stigmatizza decisione sul Gruppo aerei imbarcati della Marina militare
pubblicato il 19 Febbraio 2020, 17:34
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Il messaggio è chiaro: “No al trasferimento del Gruppo aerei imbarcati (Grupaer) della Marina militare dalla base di Grottaglie (Taranto) a quella dell’Aeronautica di Amendola (Foggia)“. Perché in questo modo “si penalizza l’addestramento dei piloti di Marina e si mortifica ulteriormente l’indotto tarantino, già duramente colpito dalla crisi dell’ex Ilva“. A dirlo è l’ammiraglio Lugi Binelli Mantelli, già capo di stato maggiore della Marina e della Difesa, il quale spera “che le comunità locali facciano sentire la loro voce” ed auspica un “responsabile approfondimento su queste scelte”.

Al centro della vicenda, come emerse da una lettera inviata ad inizio febbrario dallo stesso Mantelli al ministro , c’è la questione legata all’utilizzo dei nuovi F35A (a decollo e atterraggio convenzionali) e già in dotazione all’Aeronautica ed F35B (la versione a decollo corto e atterraggio verticale del supercaccia, appositamente progettato per imbarcare su piccole portaerei), che andranno a sostituire gli AV8B plus, aerei che volano da più di 25 anni ed ormai al termine della loro vita operativa.

La ‘Stazione aeronavale di Grottaglie‘ fa parte del polo sud della Forza armata che accorpa Taranto, la principale base navale italiana e Brindisi, sede della Brigata marina San Marco. E proprio a Grottaglie ci sono due gruppi elicotteri e, appunto, il Grupaer, il reparto di élite che utilizza gli AV8B plus.

L’ammiraglio Binelli Mantelli, che a suo tempo seguì da vicino tutto il dossier, sottolinea come l’Aeronautica abbia “dimostrato con grande efficacia – onore al merito – di aver acquisito una capacità operativa iniziale con gli F35A tradizionali grazie anche ad una costante alimentazione di nuove macchine, mentre la Marina ha ricevuto – e a fatica – i primi due F35B, troppo pochi per una capacità credibile“. “Senza preavviso – prosegue – il programma di distribuzione è stato modificato assegnando il terzo F35B all’Aeronautica e questo comporta un grave ritardo sul conseguimento della iniziale capacità operativa per la portaerei Cavour (cui l’F35B è destinato), per la Marina e, in definitiva, per la nostra Difesa“. L’ex capo di Stato maggiore ritiene “inutile e costoso dotare anche l’Aeronautica di F35B e, comunque, questo sarebbe dovuto avvenire, più correttamente, dopo l’assegnazione di una sufficiente aliquota di aerei per la Marina. Si tratta di una coesistenza, destinata ad avere effetti negativi, perché alimenterà il contenzioso tra le due Forze armate con conseguenti danni di immagine e di cooperazione e porterà ad una inutile duplicazione di risorse logistiche e addestrative“.

Ma soprattutto, aggiunge, “in nome di una malintesa integrazione interforze e per un’inesistente economia di risorse, i due gruppi di volo dovranno concentrarsi sulla base aerea di Amendola e Grupaer verrebbe in un prossimo futuro sfrattato da Grottaglie“. Così facendo, “ogni missione di volo che preveda l’imbarco su Nave Cavour da Amendola costerebbe circa il 30% in più (basta guardare una cartina geografica), penalizzando ancora di più l’Esercizio, quella voce di bilancio da cui dipende la vita stessa di ogni Forza armata“.

Certo, “per adeguare la base di Grottaglie ai nuovi mezzi servirebbe un investimento di circa 60 milioni di euro, una spesa non trascurabile ma nemmeno eccessiva, se si considerano i risparmi di gestione già nel breve e medio periodo e che buona parte di questo denaro andrebbe all’indotto tarantino in un momento di grave crisi locale. La collettività in quest’area ha bisogno di sostegno: anche il più piccolo segnale negativo è un ulteriore colpo che si aggiunge ai già devastanti effetti della vicenda ex-Ilva. Il tessuto economico locale necessita di una boccata d’ossigeno – conclude l’ammiraglio – e non di una ulteriore pugnalata alla schiena“.

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