Salute e ambiente: serve comunicazione veriteria

 

Riunione dell’Osservatorio Permanente della Salute per l’Area di Crisi Complessa di Taranto. Al centro il ruolo della comunicazione sui dati sanitari e ambientali
pubblicato il 19 Febbraio 2020, 21:30
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E’ tornato a riunirsi ieri l’Osservatorio Permanente della Salute (OPS) per l’Area di Crisi Complessa di Taranto alla quale partecipano i Sindaci dei Comuni di Taranto, Massafra, Crispiano, Monteiasi e Statte unitamente alla Provincia, alla ASL di Taranto, all’ARPA Puglia e all’AReSS (Agenzia Strategica Regionale per la Salute e il Sociale).

Nell’ambito dell’OPS, lo ricordiamo, si discutono i temi legati all’evolversi delle vicende ambientali dal punto di vista strettamente sanitario, comuni ai territori come individuati nell’ambito dell’Area di Crisi Complessa e rientranti nelle specifiche competenze dei Sindaci quali massime autorità sanitarie.

Al centro della riunione, il ruolo che una comunicazione corretta in materia di dati sanitari e ambientali su Taranto dovrebbe avere e che ancora non ha. Come segnalamo e denunciamo inascoltati da anni.

Ad evidenziare tale problematica è stato l’ufficio di Prevenzione della Asl di Taranto, evidenziando come negli ultimi anni troppo spesso soggetti non appartenenti al mondo scientifico (giornalisti, politici, sindacalisti, semplici cittadini), si siano lanciati in interpretazioni di dati sul monitoraggio ambientale e delle evidenze epidemiologiche sin qui disponibili, oltre all’interpretazione di presunti incidenti ed eventi metereologici, creando in alcuni casi grossolani fenomeni distorsivi e di disinformazione di massa.

Citato ad esempio durante la riunione, il caos mediatico che si creò lo scorso 6 dicembre, durante il fenomeno emissivo dei camini dell’Ilva in una giornata in cui fenomeni metereologici crearono uno scenario ‘apocalittico’, generando molta tensione in città. Il tutto senza avere un riscontro scientifico, arrivato tempo dopo da ARPA Puglia, in una relazione in cui veniva evidenziato come non vi fu alcuno sforamento dei limiti emissivi previsti per gli inquinanti monitorari.

(leggi l’articolo sulla relazione dell’ARPA su quanto accadde il 6 dicembre https://www.corriereditaranto.it/2020/02/11/fumi-del-6-dicembre-larpa-nessun-limite-superatow/)

Il tutto, ahinoi, coadiuvato da mezzi di informazioni locali e nazionali che non fanno altro che alimentare questi fenomeni, soltanto per ottenere visibilità e restituirla al contrario, ottenendo come unico risultato l’aumento di un disagio sociale già di per sè profondamente elevato a Taranto, vista la situazione sanitaria profondamente critica che si vive da decenni. E fornendo una percezione della realtà alterata che non aiuta i cittadini ad avere reale contezza della situazione attuale, mischiando passato, presente e futuro in un mix devastante.

Per questo durante la riunione è stato ribadito come sia centrale il Gruppo di Lavoro Comunicazione nell’ambito del tavolo tecnico coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ad oggi purtroppo latita, al quale è stato chiesto di prendere in carico il delicato compito di delineare un’inteerpretazione chiara, trasparente, equilibrata, univoca e autorevole dal punto di vista scientifico, della situazione ambientale e sanitaria a Taranto.

Inoltre, dalla riunione sono emerse altre informazioni importanti: entro un mese dovrebbe essere pronto un aggiornamento dello studio sull’incidenza della mortalità aggiornato al 2017, mentre l’AReSS dovrebbe fornire in tempi non troppo dilatati un aggiornamento dello studio di coorte del dott. Forastiere.

Infine, sempre in ambito di informazioni chiare e puntutali, si sta lavorando ad un focus sul trend temporale delle patologie che colpiscono la fascia d’età più critica, la 0-14, la più terribile e drammatica anche per il dolore infinito che provoca, per confrontare i dati di Taranto con quelli delle aree più prossime al capoluogo.

Nella speranza che scienza e comunicazione procedano di pari passo, mettendo fine ad una narrazione falsata della realtà che da troppi anni tutto comporta, tranne il rispetto che si dovrebbe a tematiche così delicate ed all’altrove sofferenza dei malati o al dolore di chi ha perso un proprrio caro. E meno che mai aiuta a sostenere le istanze di un territorio che vorrebbe uscire dalla monocultura dell’industria pesante, per traguardare ad un futuro economico e sociale dove salute, ambiente e lavoro siano realmente diritti rispettati da tutti ogni giorno, e non soltanto una splendida, malinconica utopia.

(leggi tutti gli articoli sull’Ossservatorio Salute https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+salute)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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