Incidente parchi ArcelorMittal, USB: “Più vicino il punto di non ritorno”

 

Rizzo: “L’azienda, che continua ad operare ignorando totalmente il dialogo con i sindacati, evita anche di comunicare quanto avvenuto"
pubblicato il 18 Febbraio 2020, 10:32
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“Veniamo a conoscenza di questo incidente fortunatamente, senza conseguenze per i lavoratori, non di certo attraverso una comunicazione aziendale. Mittal ignora totalmente l’importanza della comunicazione”: ad affermarlo è Franco Rizzo, coordinatore provinciale USB, subito dopo quanto accaduto ieri nel parco minerali di ArcelorMittal.
“Come USB, per l’ennesima volta, denunciamo lo stato di precarietà in cui versa lo stabilimento ArcelorMittal e non soltanto per ciò che riguarda gli impianti di produzione – aggiunge Rizzo in una nota -. Ormai le condizioni sono critiche specialmente per i lavoratori, costretti a consumare il proprio tempo nella lotteria quotidiana della sopravvivenza, in cambio di veleni e cassa integrazione. L’ennesimo incidente, verificatosi nelle ultime ore, fa trasparire in maniera chiara il clima in cui versa la gestione del colosso indiano, che si rispecchia in ciò che resta degli strumenti e nei mezzi utilizzati per produrre acciaio, competitivo soltanto perché frutto dei rischi e dei sacrifici di chi è costretto a barattare orgoglio e dignità con la speranza. Non soltanto la famiglia Mittal specula sul mercato italiano, ma spreme senza vergogna ciò che resta dello stabilimento fino a renderlo inutilizzabile, conducendolo alla paralisi totale, lasciando alla deriva ogni strumento necessario, perfino, come in questo caso, i mezzi di trasporto privi di ogni minimo controllo e manutenzione, e mettendo costantemente a dura prova la credibilità offertagli da un Governo troppo distratto. Si avvicina – conclude Rizzo – inesorabilmente il punto di non ritorno”.

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