Sprofondo Taranto: ad Altamura è caposotto

 

Decima sconfitta stagionale per la squadra allenata da Panarelli, il quale solitario a fine gara ha affrontato gli ultras in contestazione
pubblicato il 16 Febbraio 2020, 18:17
4 mins

Il Taranto non c’è più. Il rischio che l’approccio mentale ai residui impegni ufficiali della stagione non fosse all’altezza della situazione era elevato, specie dopo l’ennesima settimana di tensioni. Ad Altamura la squadra rossoblù ha rimediato la decima sconfitta stagionale, la quarta esterna, la seconda consecutiva. Il clima di depressione che aleggia attorno a questa squadra è condizionante ma le responsabilità vanno cercate lontano da coloro che soffrono per i colori rossoblù sugli spalti e da casa.

CRONACA

L’attesa svolta degli under, più volte evocata in settimana anche facendo riferimento a delle dichiarazioni rilasciate dal diesse De Santis nella conferenza stampa seguita all’atto intimidatorio di cui è stato vittima, non trova riscontro nell’undici titolare schierato dal tecnico jonico Panarelli che mette la sua squadra con un 4-4-2 nel quale ritrovano la maglia da titolare il difensore Pelliccia e l’esterno offensivo Oggiano ossia due suoi fedelissimi.

La gara del Taranto comincia subito in salita perché al minuto 4 del primo tempo il difensore Allegrini, uno dei flop della stagione, affossa in area di rigore il giocatore di casa Pollidori e l’arbitro concede il penalty che viene trasformato dall’ex Siclari. Dopo appena cinque minuti si viene, dunque, assaliti dalla sensazione, poi confermata, che si tratterà di un’altra gara da dimenticare.

Al minuto 14 è il portiere rossoblù Sposito a sfoderare un grande intervento andando a deviare una punizione a due in area di rigore battuta da Guadalupi. Il Taranto prova a reagire ma è impreciso e sciupone come al minuto 18 quando Oggiano e Genchi in ripartenza, due contro uno, non riescono a capitalizzare l’occasione di presentarsi davanti al portiere da soli. Un minuto dopo Stefano Manzo sugli sviluppi di un calcio d’angolo impatta bene la sfera di testa ma il pallone termina di poco a lato. Il Taranto mostra una spocchiosa padronanza di palleggio che non porta a nulla di concreto. Emergono, inoltre, amnesie difensive come quelle che portano al raddoppio l’Altamura che sugli sviluppi di un calcio da fermo riesce a far segnare indisturbato Gambuzza. Al minuto 40 la giornataccia di Allegrini si conclude anzitempo: fallo ai limiti dell’area di rigore, doppia ammonizione e conseguente espulsione. Qualche minuto dopo Genchi fallisce il pari con un pallonetto terminato di poco a lato. Squadre negli spogliatoi e poi spazio ad un secondo tempo da fine stagione con l’Altamura che non infierisce ed il Taranto che mostra un pizzico di inutile mordente in più che lo porta a rendersi pericoloso in un paio di circostanze.

CONCLUSIONI

L’immagine di Panarelli, che solitario si porta sotto la zona dello stadio riservata ai circa cento tifosi rossoblù  in  contestazione, è emblematica del baratro in cui il Taranto è piombato. Apprezzabile il coraggio e la volontà di metterci la faccia da parte dell’allenatore tarantino che ha dialogato, scortato dalle Forze dell’Ordine, a pochi centimetri di distanza con gli ultras jonici in aperta contestazione, i quali a più riprese e con ampi gesti gli hanno chiesto con veemenza di andarsene, lui ed i suoi “senatori”.

NOTA A MARGINE

Così come è ora questa squadra, dal punto di vista psico-fisico, è impresentabile. Per terminare in maniera dignitosa la stagione serve una iniezione di beata gioventù, di gente che corra, che abbia voglia di mettersi in mostra. A tal proposito quando si vedrà in campo la sfilza di under acquistati nel mercato cosiddetto di riparazione che stando a quanto, invece, visto sul campo sinora è parso tutt’altro che di riparazione? Le prestazioni fornite ad oggi dai vari Olcese, Goretta e Van Ransbeeck sono sotto gli occhi di tutti…….

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