Preziosi-Van Gogh: “nasce tutto dagli occhi”

 

Al teatro Fusco Alessandro Preziosi interpreta Vincent Van Gogh per la Stagione del Comune di Taranto: un successo annunciato.
pubblicato il 15 Febbraio 2020, 11:18
4 mins

Le allucinazioni e la capacità di percepirle come tali segnano gli ultimi mesi prima del suicidio, sono quelli che Vincent Van Gogh visse nell’ospedale psichiatrico di Saint Paul-de-Mausole a Saint-Rémy-de-Provence. Ed è li, tra le pareti bianche che lo pone Stefano Massini, autore del testo teatrale messo in scena dal regista

Alessandro Maggi. “Vincent Van Gogh. L’odore assordante del bianco“ è l’antitesi del colore, della vita, del mondo dell’artista, nel quale si insinueranno i dubbi della realtà percepita tra gli incubi che lo annebbiano. In questa scenografia manicomiale si affastellano le manie persecutorie che distruggevano la psiche del pittore olandese.

Affiorano i ricordi che già riecheggiano grazie alla voce infantile (fuori scena) che apre lo spettacolo, associata alla figura a lui più familiare e vicina, il fratello Theo, colui che rappresenta il filo della speranza, al quale si spera di poter dare fiducia e che sia il grimaldello per evadere dalla cella bianca. Quando si disintegra l’illusione si affaccia una nuova speranza che veste i panni del direttore del manicomio. Una sorta di Freud che illude la mente, scacciando le ombre malefiche degli infermieri e del medico aguzzino. Ma le nebbie non si diraderanno.

Sul palco Alessandro Preziosi assorbe le ansie e i fantasmi che gravano quasi fisicamente sulla pelle, nella testa e negli occhi dell’artista del ‘Campo di grano con volo di corvi’, dipinto che è proprio lì in scena, ma appiattito nel bianco totale.

Il castigo è proprio negli occhi dai quali escono i colori ed i quadri, sono loro stessi ferite e dolore e comprenderlo non è facile, lo stesso Preziosi afferma: “Non è facile far entrare lo spettatore nella testa di Van Gogh ed è stata la cosa più interessante.’

Arte e follie vanno a braccetto nella vita di Van Gogh: quanta arte e quanta follia c’è nello spettacolo?

“Arte e follia secondo me non dialogano così direttamente come si vuole credere. La follia è un pretesto attraverso il quale noi releghiamo l’artista lontano dalla geniale creatività. E’ facile definirlo folle, così recintiamo l’artista all’interno di una dimensione di alterazione della realtà.Sicuramente l’arte è un’alterazione della realtà e sicuramente Van Gogh ha diffuso nella sua vita biograficamente notizie sulla sua consistente alterazione della realtà e quindi infermità mentale. Ma questa credo che sia uno dei tanti presupposti attraverso i quali si può ricostruire l’arte. Tra i tanti tra i quali si ricostruisce la pittura di Van Gogh ci sono: il senso morale della pittura, i grandi infiniti viaggi fatti per riuscire a trovare la luce giusta, il grande confronto con gli artisti e colleghi dell’epoca Seurat, Gauguin, Monet, Tolouse Lautrec. E’ quindi abbastanza strano immaginare come un pittore così dedito alla follia fosse così dedito al suo lavoro.”

Lo spettacolo non si regge unicamente sul protagonista, lo specchio dei suoi pensieri allucinati trovano forze nelle figure che la stessa mente materializza, con ottime capacità attoriali che spingono nel vortice della faticosa comprensione dei pensieri dell’artista, quasi seguendo gli indizi di un giallo.

In scena anche Francesco Biscione, Roberto Manzi, Leonardo Sbragia, Antonio Bandiera; scene e costumi Marta Crisolini Malatesta; disegno luci Valerio Tiberi e Andrea Burgaretta; musiche Giacomo Vezzani; supervisione artistica Alessandro Preziosi.

L’evento è rientrato nella Stagione Teatrale comunale del teatro Fusco, che continua a inanellare un sold out dietro l’altro.

Foto: Emilio CATTOLICO/TEATRO FUSCO

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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