Nel Piano Sud 2030 anche il ‘Cantiere Taranto’

 

Presentato oggi a Gioia Tauro dal premier Conte e dai ministri Provenzano e Azzolina. Ma su Taranto progetti ancora poco chiari
pubblicato il 14 Febbraio 2020, 19:51
6 mins

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e i Ministri Giuseppe Provenzano e Lucia Azzolina (nelle foto in basso) hanno presentato oggi il ‘Piano per il Sud‘ presso l’Auditorium dell’Istituto d’Istruzione Superiore ‘F. Severi’ di Gioia Tauro. 

(clicca qui per leggere il documento Piano per il Sud 2030)

Una parte del piano è dedicata a Taranto e viene citato l’oramai famoso “Cantiere Taranto“. Sul quale, si legge nel documento, il governo vuole “procedere speditamente con la fase attuativa del ‘Cantiere Taranto’ e vincere la battaglia per il rilancio in un’ottica green dell’ex Ilva“. È la “priorità assoluta” indicata dal Piano Sud 2030, messo a punto dal ministro per il Sud Giuseppe Provenzano.

Al momento però, siamo ancora alle parole. Meglio, alle intenzioni. Al momento la maggior parte degli interventi ipotizzati nella bozza del decreto legge ‘Cantiere Taranto’, sono privi di copertura economica. E sembrano andare in tante direzioni diverse senza avere alla base un costrutto logico e un disegno chiaro in prospettiva. Inoltre, rischia di essere un doppione del CIS e di accavallarsi ad esso. 

(leggi la bozza del decreto ‘Cantiere Taranto’)

Il territorio di Taranto simboleggia per il governo, lo si legge nel documento presentato oggi, il paradigma delle principali emergenze delle regioni del Sud: “l’emergenza produttiva, di cui la crisi ormai trentennale dell’ex ILVA e del suo indotto rappresenta solo la punta più evidente; l’emergenza ambientale, che impone di riparare i danni del passato e di ripensare, contemporaneamente, il modello produttivo, salvaguardando salute, occupazione e sviluppo; l’emergenza sociale e demografica, con una città che ha perso, dagli anni Settanta a oggi, quasi cinquantamila abitanti“. 

Il “Cantiere Taranto” “è al centro dell’attenzione della politica e delle istituzioni. Numerosi strumenti di intervento e svariate progettualità sono stati elaborati negli ultimi anni: occorre adesso procedere speditamente alla fase attuativa, recuperando, anche attraverso un rinnovato ruolo delle istituzioni centrali, la capacità di cambiamento che la città ha già manifestato più volte nel suo passato, evitando gli errori che sono stati commessi dalle precedenti generazioni e avviando una rivoluzione sociale e produttiva verde e sostenibile” si legge ancora nel riquadro dedicato a Taranto. 

La priorità assoluta è costituita inevitabilmente dalla soluzione definitiva della crisi dell’impianto siderurgico ex Ilva. Soluzione per la quale però viene citata solo la possibilità di utilizzare i fondi europei del “Just Transition Fund” per una ricoversione ambientale e industriale non meglio definita. “Taranto e l’Italia intera non possono rinunciare alla sfida di sottrarre la Città al ricatto sviluppo-salute pubblica. Se è vero che il Sud intero non è una causa persa, il rilancio dell’ex Ilva in un’ottica di sviluppo verde e sostenibile è la battaglia che deve essere combattuta e vinta. In quest’ottica, occorre in primo luogo portare a compimento il dialogo già avviato con le istituzioni comunitarie per l’utilizzo dei fondi europei per gli scopi della riconversione ambientale e industriale. Il riferimento è principalmente al “Just Transition Fund”, il cui impiego, da estendere anche all’ambito siderurgico, rappresenta un’occasione storica e probabilmente irripetibile”.

Occorre, poi, riprendere il “discorso interrotto” del CIS Taranto, “nell’ambito del quale sono già stati delineati i tratti fondamentali (urbanistici, culturali e produttivi) della Taranto del futuro: più di un miliardo di euro di interventi già finanziati e in larghissima parte ancora da realizzare nel Capoluogo e nel territorio provinciale, di cui circa 550 milioni di euro finanziati con il Fondo Sviluppo e Coesione“. 

Con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sono rafforzati i poteri del Responsabile Unico del Contratto di Sviluppo, al fine di garantire, in raccordo con il Soggetto attuatore Invitalia, il necessario coordinamento con le istituzioni locali e centrali, e con gli operatori economici e sociali, impegnati nell’attuazione degli interventi. 

Un valido supporto al “Cantiere Taranto”, “sempre al fine di garantire il migliore coordinamento degli interventi, potrà essere fornito dal Commissario Straordinario del Governo della neoistituita Zona Economica Speciale (ZES) Jonica e dal suo ufficio, la cui nomina è prevista nella Legge di Bilancio 2020“. 

Nell’ambito, poi, di un più ampio decreto-legge per Taranto, ulteriori risorse della coesione saranno utilizzate, tra l’altro, per i seguenti interventi: “il finanziamento con 55 milioni di FSC della Zona Franca Urbana di Taranto, finalizzata a garantire significativi incentivi fiscali ai professionisti e alle piccole e medie imprese, nuovi o già operanti nei quartieri di Taranto, che maggiormente subiscono gli effetti dell’attuale crisi economica e sociale del territorio; nell’ambito delle ZES, il completamento delle c.d. infrastrutture dell’“ultimo miglio”. Si tratta, cioè, di prevedere a livello normativo una sostanziale accelerazione (burocratica e finanziaria) degli interventi infrastrutturali in area ZES che siano stati attualmente realizzati in una percentuale intorno al 60%; la realizzazione, sempre in area ZES, di infrastrutture “verdi” finalizzate al turismo ed alla mobilità “dolce” non motorizzata (greenways) su linee ferroviarie dismesse”. 

(clicca qui per leggere le slide del ‘Piano per il Sud’)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

Un Commento a: Nel Piano Sud 2030 anche il ‘Cantiere Taranto’

  1. Aroldo Fieri

    Febbraio 15th, 2020

    Mi gioco qlq cosa è qls cifra che fra un anno, tra mancate coperture economiche e crisi di governo varie, saremo sempre allo stesso punto. Come d’altronde oggi siamo allo stesso punto di un anno fa … solite chiacchiere e distintivi … e qua intanto si muore … è l’Italia bellezza!!

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