Migliaia i tarantini in visita alla rassegna “Facies Passionis”, al Carmine

 

pubblicato il 14 Febbraio 2020, 08:05
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Sono ormai diverse migliaia i tarantini che in questi giorni stanno ammirando nella chiesa del Carmine i simulacri dell’Addolorata provenienti da alcuni comuni pugliesi, nell’ambito della terza edizione della rassegna “Facies Passionis” che ha appunto come titolo “Lacrime Mariane”.

Appena entrati in chiesa, sulla sinistra, spicca la statua della Desolata di Canosa di Puglia, in cui la Vergine appare consolata da un Angelo, davanti al Sepolcro del Figlio, su cui svetta la Croce con la Sindone; il simulacro proviene dalla chiesa dei Santi Francesco e Biagio; è portata in processione la mattina del Sabato Santo da 50 devoti. La statua, per la cronaca, fu realizzata dal napoletano Catello: lo stesso cui si deve il San Cataldo rubato in cattedrale nella notte tra il primo e il 2 dicembre 1983.

Invece La Pietà di Carbonara-Bari, immediatamente a destra, vede la Madonna ritratta mentre regge fra le braccia la salma di Gesù, con la croce alle spalle; ne è proprietaria la famiglia Guerra-Palella; fu costruita in cartapesta da Salvatore Bruno nel 1968 ed è presente nella processione dei Misteri il Venerdì Santo.

Va citata anche la Desolata di Ruvo di Puglia (la Vergine è ritratta mentre abbraccia una rozza croce di sughero); realizzata nel 1907, appartiene alla confraternita della Purificazione Addolorata ed è portata in processione da 38 persone il venerdì della quinta settimana di Quaresima.

Proviene da Carbonara anche l’Addolorata della confraternita di Maria SS. Addolorata; caratteristica la veste nera con ricchi ricami dorati; fu realizzata il 1861 da autore ignoto per volontà della famiglia De Angelis ed è portata in processione sia il Venerdì Santo sia il Venerdì di Passione.

Dietro l’altare, in un trionfo di ceri, svetta la maestosa Addolorata di Triggiano-Bari, della parrocchia di San Francesco d’Assisi, realizzata nel 1668 dell’artista Sebastiano De Caro; una ventina i devoti che la portano a spalla nella processione dei Misteri il Venerdì Santo.

Fra le statue proveniente dai comuni tarantini, evidenziamo quella della confraternita del Carmine, realizzata da autore ignoto nel XVIII secolo (la datazione è stata rilevata durante i restauri effettati nel 2016); la statua è portata in processione dalla confraternita del Carmine il Venerdì di Passione, nella processione dei Misteri che si tiene al primo mattino del Sabato Santo e nella festa di metà settembre

Infine non si può non citare l’Addolorata dell’arciconfraternita del Carmine di Taranto, che chiude la processione dei Misteri del Venerdì Santo. Ignoto l’esecutore, la data di realizzazione si colloca tra la metà e la fine del 1600; insieme a quella di Gesù Morto, la statua fu donata dalla famiglia Calò al sodalizio tarantino e di quell’evento nel 2015 fu celebrato il 250 anniversario.

Le visite a Facies Passionis saranno possibili ogni giorno fino a domenica 16 dalle ore 9 alle 22.

Questi i prossimi eventi collaterali in programma

Sabato 15: ore 17.30, nel salone di rappresentanza dell’arciconfraternita, conferenza su “La Desolata di Canosa di Puglia. Riti e tradizioni” con il sac. Carmine Catalano e il m. Valerio Jaccarino; ore 18.30, in chiesa concerto del coro polifonico “Ad una voce”; ore 19.30 in piazza Carmine concerto dell’ensemble bandistico del progetto “Note e tradizioni della Settimana Santa in Puglia” diretto dal m. Davide Abbinante.

Domenica 16: ore 11.30 in piazza Carmine, concerto della banda “Giuseppe Verdi” di Canosa di Puglia diretta dal m. Giuseppe Lentini; ore 17, al teatro Fusco, incontro conclusivo delle delegazioni; ore 18.30, nella cappella dell’istituto Maria Immacolata, santa messa di ringraziamento concelebrata dai padri spirituali dei sodalizi partecipanti; ore 20, concerto del coro “Alleluja” della chiesa di San Domenico diretto dal m. Michele Riondino.

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