Da Odisseo a Leonida. Tra passato e il Novecento

 

Dopo l'evento a Palazzo Galeota, ecco l'appuntamento con 'Il ritorno del poeta'
pubblicato il 14 Febbraio 2020, 09:16
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Un successo. Senza enfasi alcuna. Questo è ciò che è stato ‘Odisseo dopo l’Odissea‘, teatralizzazione e reading sulla figura di Odisseo vista da Dante, Pascoli e Pavese. Tutto nella cornice di Palazzo Galeota, in Città vecchia, nell’ambito del progetto “Polysemi – rotte mediterranee tra autori ed eroi“, messo in piedi con l’ormai consueta armonia organizzativa dall’associazione ‘Nobilissima Taranto‘ e del suo presidente, l’instancabile Nello De Gregorio, assieme alla coop.Museion.
C’era tantissima gente, un paio di centinaio almeno, a seguire l’evoluzione dell’evento. A partire dalla perfomance di Santi Spanna, nell’atrio del palazzo, divisa fra Dante e Kazantzakis. Applaudita, non c’è dubbio. Poi, al primo piano, i passi poetici dei reading sono stati presentati dalla prof.ssa Francesca Poretti, dal prof. Mario Lazzarini e dallo scrittore e critico letterario Pierfranco Bruni. Francesca Poretti ha tratteggiato la differenza tra l’Odisseo dei racconti di tradizione omerica e l’Ulisse dantesco che per amore di conoscenza si lancia oltre i limiti dell’umano e va incontro alla morte. Mario Lazzarini si è soffermato sull’angoscia esistenziale di Odisseo in Pascoli de “L’ultimo viaggio” che interpreta il mito con amara sensibilità moderna. Pierfranco Bruni ha affrontato il tema del contrasto morte-immortalità nel dialogo fra Calipso e Odisseo di Cesare Pavese nei “Dialoghi con Leucò”. Da non dimenticare affatto l’omaggio di Giovanni Guarino, l’anima di Città Vecchia, nel reading de “L’ultimo viaggio ” di Giovanni Pascoli. Infine un omaggio al genio di Nikos Kazantzakis, l’indimenticato autore di Zorba il Greco, con la declamazione de “La morte sogna la vita”. Così come assolutamente all’altezza, con prove di grande livello, le performances di Bruno Peluso (Odisseo), Adriana Capuano (Calipso) e della voce superba del soprano Valentina Colleoni.

E ora il prossimo appuntamento è per venerdì 21 febbraio, all’Auditorium Tarentum. Il secondo evento del progetto Polysemi organizzato da coop. Museion e ‘Nobilissima Taranto’ sarà davvero molto particolare. L’immensità della poetica di Leonida rivive in una rappresentazione nata da un testo inedito del prof. Nino Palma con adattamento e coordinamento registico di Giovanni Di Lonardo e scenografia di Gianluca De Robertis.
In un fantastico ritorno nella sua terra, Leonida appare in sogno a un professore il quale gli parla della sua fama giunta fino ai nostri giorni. Una fama arricchita dalla grandezza della sua lirica che ha investito e ispirato grandi poeti soprattutto, dopo Catullo, dell’ottocento e del novecento.
In scena Mario Calzolaro (il prof.), Giovanni Di Lonardo (Leonida), Bruno Peluso (Ugo Foscolo), Giuseppe Colamunci Manitta (Giacomo Leopardi), Antonello Conte (Salvatore Quasimodo), Lino Basile (Raffaele Carrieri), Santi Spanna (Edgar Lee Masters). Con l’accompagnamento musicale e la voce di Marika Esamini (arpista) e Valentina Colleoni (soprano). L’ingreso è libero ma occorre prenotarsi o inviare un msg a ‘Nobilissima Taranto’ o coop. Museion o tel. al cell. 3274557909.

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