Assistenti familiari, al via corso di formazione accreditato dalla Regione

 

pubblicato il 14 Febbraio 2020, 17:08
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Parte lunedì 17 febbraio il corso di formazione professionale per diciotto nuovi operatori per le attività di assistenza familiare, a cura dell’associazione Homines Novi di Taranto. L’ente di viale Virgilio, diretto da Gianluigi Palmisano, è partner, insieme ad altre organizzazioni e al Comune di Taranto, del progetto L.E.I.L.A., che sta per Legalità, Educazione, Integrazione, Lavoro, Associazionismo.

Ed è proprio questo l’intento dell’iniziativa, approvata e finanziata dalla Regione Puglia – sezione Inclusione sociale attiva e Innovazione per le reti sociali, nell’ambito del Po FSE, Puglia 2014-2020, come pubblicato sul Burp, il bollettino ufficiale della Regione, lo scorso 29 novembre 2018.

Il progetto L.E.I.L.A. ha una duplice valenza: da una parte quella di fornire le giuste competenze ed informazioni a sessantatré giovani del territorio; dall’altra quella di riutilizzare locali confiscati alla mafia.

Il progetto è nello specifico indirizzato a studenti in età scolastica, minori affidati in casa-famiglia, minori stranieri non accompagnati, detenuti, ex detenuti, ragazzi a rischio dispersione scolastica, cittadini dei tessuti e contesti urbani a rischio devianza e condizionamento dovuto alla presenza di criminalità comune ed organizzata, ed in particolare famiglie senza lavoro.

Il corso consterà di 240 ore e sarà completamente gratuito per i partecipanti. Al termine delle lezioni teoriche e pratiche di preparazione professionale da operatore per le attività di assistenza familiare, i partecipanti riceveranno un attestato con qualifica professionale spendibile nel mondo del lavoro.

«In un società dinamica ed in continua evoluzione – spiega il direttore Palmisano – quello dell’assistente famigliare diventa un profilo sempre più richiesto. Per fronteggiare a questo tipo di domanda, abbiamo quindi voluto proporre un’offerta adeguata mettendo in campo tutti gli strumenti utili allo svolgimento di tale attività. Inoltre, intercettando un certo tipo di utenza, riusciamo a contribuire anche al recupero sociale di alcune fasce particolarmente delicate che, se seguite con la dovuta attenzione, riescono a conseguire risultati più che interessanti».

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