ArcelorMittal, denuncia CGIL e CISL: “Limitato il diritto di sciopero”

 

Le accuse riguardano un turno di comandata allargato previsto in concomitanza dello sciopero del 10 febbraio scorso.
pubblicato il 14 Febbraio 2020, 17:08
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«A seguito della proclamazione dello sciopero del 10/12/2019, indetto da Fim, Fiom e Uilm, l’azienda ha operato unilateralmente predisponendo 1 turno di comandata allargata e vietando, di fatto, ai lavoratori la possibilità di scioperare e manifestare».

Questa la durissima accusa formulata da CGIL e CISL in una nota congiunta.

«Tale situazione ha determinato l’impossibilità da parte dei lavoratori interessati dalle comandate allargate di poter partecipare allo sciopero indetto da Fim, Fiom e Uilm e che potrà ripetersi in futuro in occasione di altre iniziative di sciopero».

«Arcelor Mittal ha, pertanto, introdotto delle nuove comandate per i lavoratori del reparto Acciaieria, in barba agli accordi sottoscritti in sede ministeriale lo scorso 6 settembre 2018, senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali che in più occasioni hanno ritenuto lo stesso provvedimento una forzatura da parte dell’azienda. Infatti, prima Ilva in As e successivamente Arcelor Mittal non sono mai intervenute per modificare gli accordi che risalgono al 1989 rispetto alla salvaguardia impiantistica».

«Inoltre – accusano ancora le organizzazioni sindacali – l’azienda è inadempiente sul versante della sicurezza, della salvaguardia ambientale e impiantistica dello stabilimento per le seguenti ragioni:

  • Numero di carri siluri inferiore rispetto al numero necessario a garantire quanto sopra riportato;
  • Mancanza della macchina a colare necessaria alla granulazione della ghisa in presenza di fermo acciaieria, che potrebbe avvenire anche per cause diverse dallo sciopero. A tal proposito, nonostante l’ordinanza sindacale che ne vietava l’utilizzo, non vi è stato nessun intervento di ripristino.

«Chiediamo pertanto – concludono i sindacati – un immediato intervento affinché sia rispettato quanto previsto dalla normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per la tutela dell’ambiente, per la salvaguardia impiantistica».

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