Fumi del 6 dicembre, l’ARPA: nessun limite superato

 

Pubblicata la relazione della Direzione Scientifica in merito agli eventi emissivi ed atmosferici che caratterizzarono la serata del dicembre scorso
pubblicato il 11 Febbraio 2020, 21:28
11 mins

Quella sera i social e il web furono letteralmente inondati da video e foto. Ancora una volta, visto lo scenario molto confortante, lo sdegno e la rabbia la fecero da padrone. Ma se un atteggiamento del genere è assolutamente comprensibile da parte di cittadini allarmati per quel che vedono e di cui poco o nulla conoscono, altrettanto non lo è per chi ricopre ruoli importanti in una società: da alcuni  giornalisti, ai politici per finire a chi pratica il sindacato. Certo, ci sono casi e casi ed è gusto sottolinerarlo, ma è innegabile che negli anni questo atteggiamento sia oramai nettamente maggioritario anche in chi, della conoscenza, della razionalità e della saggezza dovrebbe farne ogni giorno buon uso per ricoprire al meglio il ruolo a cui è chiamato. Ma tant’è: da tantissimi anni non ci stupiamo più di nulla.

Questa breve premessa ci porta alla lettura e alla pubblicazione della relazione redatta da ARPA Puglia sulle “Segnalazioni fumi visibili il 6 dicembre 2019 a Taranto e valutazione dei dati di qualità dell’aria“.  

In relazione all’evento di fumosità visibile osservato dalla zona industriale di Taranto in data 06/12, si legge che “per quanto attiene i limiti normativi degli inquinanti monitorati nella rete regionale di QA a Taranto, si riferisce che non si segnalano superamenti delle concentrazioni limite nel giorno dell’evento segnalato, ovvero il 6 dicembre“. 

In relazione alla rete regionale di qualità dell’aria, ARPA Puglia ricorda che si applicano i limiti di concentrazione previsti dal D.Lgs. 155/2010, i dati di concentrazione orari/giornalieri degli inquinanti sono resi pubblici giornalmente e possono scaricati sul portale aria della Agenzia collegandosi al seguente link: https://www.arpa.puglia.it/web/guest/qariainq.

Per quanto riguarda la rete di monitoraggio della qualità dell’aria di AMI (gestita da ARPA), i report mensili e le tabelle giornaliere sono disponibili e consultabili alla seguente pagina https://www.arpa.puglia.it/web/guest/rete_aria_ILVA. 

Inoltre, i dati di qualità dell’aria della RRQA, in tempo quasi reale sono inviati da ARPA all’EEA e sono disponibili all’indirizzo https://aqportal.discomap.eea.europa.eu/products/data-viewers/utd-viewer/, in applicazione di una Decisione Comunitaria. “E’ doveroso precisare che si tratta di dati non validati e per alcuni inquinanti come il PM10 e PM2.5 che non vengono acquisiti con cadenza oraria ma giornaliera, pertanto questa informazione non è disponibile in tempo reale, ma il giorno successivo“. 

I livelli misurati vengono confrontati con i valori limite orari, giornalieri e annuali così come prescritto dalla normativa di riferimento per la qualità dell’aria e successivamente pubblicati sul sito internet dell’Agenzia. 

In relazione all’evento del 6 dicembre, ARPA Puglia “ha esaminato, per quanto riguarda le ore pomeridiane e serali del 06/12/19 e le prime ore del mattino seguente, controllando i dati validati ed elaborati che pervengono dagli analizzatori installati nelle reti di monitoraggio della qualità dell’aria pubbliche e private presenti sul territorio“. 

E’ stato effettuato, quindi, dal Centro Regionale Aria della Direzione Scientifica di Arpa Puglia – Struttura Qualità dell’aria BR-LE-TA, un approfondimento sia dei dati orari di monitoraggio della qualità dell’aria (benzene, PM10, PM2.5, IPA tot., H2S, ozono, NO2 e CO) e idrogeno solforato (H2S), che di quelli meteorologici registrati nelle ore in cui si è verificato l’evento emissivo, sia all’esterno che all’interno del perimetro dello stabilimento, a confronto con il giorno precedente e il successivo, dalle reti fisse presenti nell’area del Comune di Taranto che pervengono al Centro di Elaborazione Dati di Taranto.

Gli inquinanti monitorati non hanno mostrato superamenti dei limiti previsti dalla normativa D.Lgs. 155/2010, sia per PM10 e PM2.5 che per inquinanti gassosi, né un significativo o apprezzabile peggioramento della qualità dell’aria a seguito dell’evento in oggetto o particolari criticità” si legge nella relazione.

Dai dati meteo rilevati dai sensori della centralina denominata “San Vito”, si è registrata pioggia nelle prime ore pomeridiane (fino alle 17) con rasserenamento nelle ore serali e notturne, in cui si sono registrati venti deboli con direzione variabile (nelle ore notturne prevalentemente dal settore orientale) ed elevata umidità relativa con valori prossimi alla saturazione (valori tra il 95% e il 98%). 

I dati sul PM10, il PM2,5, il benzene, l’idrogeno solforato

Di seguito riportiamo le medie giornaliere di PM10 registrate il 06/12/19 (il valore limite D. Lgs. 155/2010 è pari a 50 μg/m3), che sono risultate tutte inferiori a 20 μg/m3; le concentrazioni medie giornaliere del PM10 il 06/12 a Taranto sono risultate inferiori rispetto a quelle del giorno precedente, in tutti i siti tranne che in Via Adige (sito classificato da traffico). 

Via Orsini-Tamburi: 17 μg/m3, valore massimo della giornata di 28 μg/m3 alle ore 24; PaoloVI Cisi: 17 μg/m3; Via Archimede-Tamburi: 14 μg/m3; San Vito (fondo): 15 μg/m3; Talsano (fondo suburbano): 16 μg/m3; Tamburi-Machiavelli: 18 μg/m3, valore massimo della giornata di 31 μg/m3 alle ore 19; Via Alto Adige (Traffico): 19 μg/m3; SS7 Wind: 10 μg/m3; Statte Sorgenti: 16 μg/m3 con picco massimo di 32 μg/m3 alle ore 22.

Da un confronto dei dati di tutte le centraline di Taranto esterne ad ArcelorMittal Italia, presso la cabina denominata Statte-Sorgenti si rileva il valore massimo di PM10 (32 μg/m3) come anche il massimo di concentrazione di SO2, seppure non elevato e pari a 17 ug/m3 alle ore 21 del 06/12/19 (a fronte di un valore limite come massimo su base oraria di 350 μg/m3).

Per il PM2.5, le medie giornaliere di concentrazione sono risultate tutte inferiori al limite annuale di 25 μg/m3, e non hanno superato in nessun sito i 14 μg/m3. Inoltre, le concentrazioni medie giornaliere del PM2.5 in Via MACHIAVELLI e ORSINI il 06/12/19 risultano inferiori rispetto a quelle del giorno precedente.

Per il benzene, le concentrazioni medie giornaliere registrate dalla RRQA il 6/12 risultano invariate rispetto a quelle del giorno precedente. I valori medi giornalieri registrati presso le centraline sono risultati inferiori al valore limite previsto dalla legge (5 μg/m3), che comunque è riferito alla media annuale.

Per quanto riguarda i dati registrati per l’idrogeno solforato (H2S) sia dagli analizzatori presenti nella RRQA che nella rete ArcelorMittal Italia, si riportano di seguito si indicano le medie giornaliere del 06/12 e i massimi orari, rispetto alla soglia olfattiva di 7 μg/m3, che non risulta superata: 

Via Orsini-Tamburi: 1,3 μg/m3, con valore massimo di 3,5 μg/m3alle ore 1 del 07/12/19; Piazza Garibaldi: 2,3 μg/m3con valore massimo 4,9 μg/m3alle ore 22; Via Archimede-Tamburi: 1,4 μg/m3, con valore massimo della giornata di 5,5 μg/m3alle ore 24.

In conclusione quindi, per quanto attiene i limiti normativi degli inquinanti monitorati nella rete regionale di QA a Taranto, ARPA Puglia riferisce che “non si segnalano superamenti delle concentrazioni limite, come previsto dalla normativa italiana (il citato D.Lgs. 155/2010)”.

Le raccomandazioni di ARPA e il ruolo dell’ISPRA

Va detto, comunque, – ricorda ARPA Puglia – che il contenuto degli inquinanti presenti nel particolato proveniente dall’area industriale conferisce verosimilmente al PM10 caratteristiche di maggiore pericolosità rispetto a quello presente in aree non soggette a tale genere di impatto“.

Si fa presente, infine, che il rispetto dei limiti di qualità dell’aria previsti (il citato D.Lgs 155/2010), recepimento di analoga normativa europea, sia per quanto riguarda il limite giornaliero del PM10 che annuale, è riferito esclusivamente alla valutazione di aspetti di carattere ambientale e che la presente relazione non contiene elementi di valutazioni di carattere sanitario, che restano di esclusiva competenza delle Aziende Sanitarie Locali” ricorda come in ogni relazione l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

Infine, ARPA Puglia ricorda “per gli impianti di competenza statale, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) è l’Ente competente individuato dall’art. 29-decies comma 3 del D. Lgs. n. 152/06 e smi a cui, lo stesso articolo demanda: il controllo del rispetto delle condizioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale; la regolarità dei controlli a carico del gestore, con particolare riferimento alla regolarità delle misure e dei dispositivi di prevenzione dell’inquinamento nonché al rispetto dei valori limite di emissione; che il gestore abbia ottemperato ai propri obblighi di comunicazione e in particolare che abbia informato l’autorità competente regolarmente e, in caso di inconvenienti o incidenti che influiscano in modo significativo sull’ambiente, tempestivamente dei risultati della sorveglianza delle emissioni del proprio impianto“. 

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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