Contestazioni ed intimidazioni: chi vuole il Taranto? Parla il diesse

 

"Dietro gesti del genere vedo premeditazione. Qualcuno muove i fili e prima o poi verrà allo scoperto" - ha dichiarato Vincenzo De Santis
pubblicato il 11 Febbraio 2020, 16:25
3 mins

Volutamente il corriereditaranto.it non ha pubblicato nulla riguardo il nuovo atto intimidatorio da parte di qualche sciacallo, che evidentemente vuole speculare sull’attuale situazione del calcio a Taranto, questa volta rivolto nei confronti del direttore sportivo  Vincenzo De Santis, da appena due mesi in riva allo jonio, reo – oltretutto – di essere di origini baresi, giusto per esasperare una forma di campanilismo ormai retrò.

Non vogliamo dar spazio a questa gente che nulla a che vedere con i veri tifosi del club rossoblù. Le contestazioni della tifoseria ci possono stare tutte, purchè civili. Le intimidazioni, da parte di qualche fuori di testa no! Stanno diventando una costante quando si vuole costringere il proprietario di turno della squadra di calcio a mollare tutto ed a cedere le quote. C’è qualcuno dietro questi beceri atti?

Il direttore sportivo Vincenzo De Santis ha parlato per ben cinquanta minuti in una conferenza stampa convocata ad hoc nel corso della quale ha espresso queste considerazioni: “Non credo che si tratti di una bravata o di una ragazzata, ma questo episodio ha delle fondamenta che arrivano da lontano. Posso aver sbagliato tanto in questi due mesi ma non credo di meritare tutto questo astio e questo odio. Ma se qualcuno pensa di fermarmi in questo modo, si sbaglia di grosso. Io sono per la legalità.Sono qui da due mesi, non da due anni e sono subentrato in corsa trovando delle lacune. Salvo la parte buona del tifo tarantino, chi fa questi gesti non è sano di mente, non ha nessuna logica. Questa è gente abituata e fare questi gesti vigliacchi e infami, io con le persone ci parlo guardandolo in faccia. Per me sono attacchi mirati, studiati, fatti fino a quando Giove non andrà via. Nel tritacarne adesso ci sono finito io perchè sono quello che è al suo fianco. Altrimenti non si spiegherebbe un gesto così forte verso una persona che sta qui da due mesi. Qualcuno muove i fili, ma sono sicuro che le forze dell’ordine faranno il loro lavoro per trovare i responsabili. Da cittadino per bene, spero che vengano assicurati alla giustizia. Chi muove i fili? Non ho sospetti fondati ma la premeditazione credo che ci sia”.

Si è cominciato poco più di due anni fa (proprietà Zelatore-Bongiovanni) con gli adesivi sconci o i fantocci impiccati, si è proseguito qualche mese fa sempre con un fantoccio con la corda al collo e terminato ieri con una testa di agnello, tutti verso destinatari ben individuabili ma mittenti ancora non individuati.

Se queste sono le premesse per poter invogliare qualcuno a prendere la squadra di calcio, la strada intrapresa non è quella giusta. In questo clima da terra di nessuno, è meglio scomparire che restare.

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Un Commento a: Contestazioni ed intimidazioni: chi vuole il Taranto? Parla il diesse

  1. Reb

    11 Febbraio, 2020

    Evidentemente c’è già qualcuno che pensa in prospettiva giochi del mediterraneo ed impossessarsi dello iacovone ristrutturato.
    Riusciranno fdo e magistratura a fare chiarezza prima del solito processo che avverrà tra 10 anni dopo che i danni saranno già stati fatti? Nel passato non è mai successo. Speriamo…

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