Taranto molle, il mestierante Foggia ne approfitta

 

I rossoblù di Panarelli evanescenti per gran parte del match, mancano il pari nei minuti di recupero colpendo il palo con Oggiano. Il Bitonto è a più 15. A che serve guardare ancora la classifica?
pubblicato il 09 Febbraio 2020, 18:35
7 mins

“Con questi presupposti, disertiamo i nostri posti”. Come non dare ragione a questo civile striscione esposto in gradinata? Il Taranto perde la sua sesta partita stagionale in casa, mostrandosi molle agonisticamente e caratterialmente. Il Foggia passa allo Iacovone grazie ad un gol dell’ex El Ouazni (una meteora della stagione 2012-2013) al minuto 12 del primo tempo. Ha vinto la squadra più calata nella mentalità del campionato. I dauni hanno mostrato un’organizzazione di gioco collaudata, un agonismo sempre molto alto che si è tradotto in una quasi costante aggressività sui portatori di palla avversari ed una grande efficacia sulle cosiddette seconde palle, una condizione fisica ottimale ed infine una buona dose di mestiere che a volte in questa categoria fa la differenza.

Al contrario il Taranto è apparso arruffone e confusionario, poco aggressivo, incapace di coprire tutte le zone del campo anche in superiorità numerica, senza una idea di gioco precisa e quasi sempre agganciato all’iniziativa del singolo. Eppure se avesse pareggiato, lo avrebbe anche meritato perché un paio di clamorose occasioni le ha avute, buon ultima il palo colpito da Oggiano allo scadere del tempo di recupero.

PRIMO TEMPO

Gli esperimenti tattici futuribili di Panarelli sono proseguiti anche nel match con il Foggia. Il Taranto si è schierato con un 3-5-2 speculare a quello degli avversari, nel quale hanno rivisto il campo dal primo minuto il centrocampista Matute e l’attaccante Olcese più la novità assoluta dell’under Avantaggiato, esterno sinistro nella linea di centrocampo. L’idea strategica sulla carta era buona, perché evidentemente si è studiato bene l’avversario durante la settimana ma nella pratica sono emersi tutti i limiti tattici e fisici di un Taranto che alla prima azione pericolosa subita, si è ritrovato in svantaggio (minuto 12, stop e tiro al volo dell’indisturbato attaccante El Ouazni con palla alle spalle del portiere rossoblù Sposito).

Il Foggia è padrone del campo anche se magari non sembra. Corre, morde sulle caviglie i portatori di palla avversari costringendoli a una manovra improvvisata, copre bene ogni zona di campo e dà l’impressione di poter affondare bene in qualsiasi momento ed in effetti ciò accade in un paio di circostanze (al minuto 35 e al minuto 37).

L’unica occasione degna di nota, invece, per il Taranto capita al minuto 33 quando Guaita si libera bene sulla fascia destra e lascia partire un bel cross che incoccia la testa di Olcese con la sfera che però termina non molto altra sopra la traversa.

SECONDO TEMPO

La ripresa comincia subito con un cambio nel Taranto: fuori l’agonista Matute (perché sempre lui?) e dentro l’esterno offensivo Oggiano, con il Taranto che si dispone con il più rodato 3-4-1-2. I rossoblù sembrano entrati con maggiore determinazione e cercano di comprimere il Foggia nella sua metà campo esponendosi però alle ripartenze. In una di queste al minuto 50 gli ospiti falliscono il raddoppio con Campagna che lanciato tutto solo nelle praterie della corsia di sinistra, arriva davanti al portiere di casa e gli tira praticamente addosso.

Il Taranto, pur senza mostrare quella foga agonistica di chi vuole strappare a tutti i costi almeno il pareggio, colleziona due occasioni da rete con Olcese : la prima al minuto 15 con un diagonale che termina di poco a lato,alla destra del portiere ospite e la seconda, clamorosa, al minuto 17 quando dopo essersi liberato di un paio di difensori, con grande tecnica, arrivato davanti alla porta praticamente solo, anziché piazzare la palla, tira di potenza alto sopra la traversa. Mugugni e fischi dei circa 1000 tifosi presenti sugli spalti.

Poco dopo arriva un altro cambio: dentro Goretta per l’evanescente Genchi. Al minuto 69 il Foggia resta in dieci uomini per una ingenua scorrettezza a gioco fermo di Di Masi nei confronti di Ferrara. La superiorità numerica del Taranto non lo rende pericoloso, anzi non ci si accorge proprio che il Foggia gioca con l’uomo in meno. La partita continua ad essere nervosa e confusa nonchè continuamente interrotta, ora dalle sostituzioni, ora dai tanti falli a metà campo. Gli ospiti fanno i furbi e ad ogni minimo contatto fisico si gettano a terra per perdere tempo (la serie D è anche questa….) tanto che l’arbitro concede ben sei minuti di recupero. Solo nei minuti finali il Taranto sfiora il pareggio: al minuto 90 con una conclusione di Cuccurullo e al minuto 96 con Oggiano che pescato, tutto solo sul vertice sinistro dell’area di rigore del Foggia, da un lancio con il contagiri di Guaita, di testa sceglie il palo più lontano colpendolo in pieno…..

CONCLUSIONI

La società, che ha le sue belle responsabilità in questa annata orribile, cosa può fare di fronte ad una prova senza attributi di gran parte dei suoi giocatori? C’è gente che ormai sicura della titolarità, in campo gioca con sufficienza. Uno su tutti: Genchi, che di questa squadra è anche capitano e che ha giocato troppo lontano dalla porta.

Allora a questo punto meglio pensare a valorizzare qualche giovane, a fargli acquisire minutaggio ed esperienza in vista della prossima stagione. La classifica? A che serve guardarla ora? Il Bitonto vola (+15), le altre che sono davanti, a giornate alterne, idem. Il Taranto è stato agganciato dal Casarano al quinto posto.

NOTA A MARGINE

Il Taranto ha scelto di disertare l’appuntamento con la stampa nel post –gara con il Foggia. A molti operatori della comunicazione può sembrare un torto, noi andiamo controcorrente: meglio così. Meglio il silenzio che sentire le solite frasi fatte: quelle sulla matematica che ancora non condanna o sull’onorare la maglia o sulla sfortuna.

Chissà che il presidente Giove ed il diesse De Santis non prendano nelle prossime ore qualche provvedimento disciplinare nei confronti di staff tecnico e giocatori, che dopo il successo con il Sorrento avevano ricevuto anche un premio partita.

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