L’art.32 della Costituzione vale per Taranto?

 

Il ministro Speranza e il coronavirus: “L'economia è importante, ma il diritto alla salute lo è di più”
pubblicato il 09 Febbraio 2020, 17:09
5 mins

Beh, stavolta non riusciamo a star zitti. E non già per una ventata di populismo che ci ha irrimediabilmente contagiato. No, perchè mai ne abbiamo sofferto e ne soffriremo. Specie in questo momento davvero molto particolare. Per il Paese e per la nostra città.
Però, non possiamo fare a meno di vergare un commento, per quanto breve e semplice, alle dichiarazioni del ministro della Salute Roberto Speranza rilasciate al ‘Corriere della Sera‘ (intervista a firma di Monica Guerzoni). Parole che qui, nella nostra città, sembrano davvero un pugno allo stomaco.
Il titolo: “Coronavirus, Speranza: «Sullo stop ai voli vado avanti. La salute vale più dell’economia»”. E già fa capire il senso di questa nostra umilissima ma convinta riflessione.
Oddio, qui si parla di un problema che riguarda l’intero pianeta, di un’epidemia che potrebbe davvero espandersi incontrollata e aggredire – purtroppo con esiti nefasti – tutti i popoli. Dunque, va affrontato in tale contesto globale. Quindi, lungi da noi la voglia di sottostimare la portata del problema stesso.
Però, come non fermarci a riflettere sulle affermazioni del ministro Speranza? Ecco cosa scrive il ‘Corriere della Sera’: “Giovedì Roberto Speranza volerà a Bruxelles per la riunione dei ministri europei della salute e per il segretario di Leu, che l’ha richiesta «con forza», è una buona notizia: «Questa partita si vince lavorando tutti insieme. La priorità per me è la difesa del diritto alla salute». E ancora, dopo aver confermato la chiusura dei voli per e dalla Cina, risponde alla domanda sui tempi dello stop agli stessi: “Fino a quando? «Dipende dall’evoluzione del contagio. L’articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute, viene prima di tutto. Sono numeri significativi, parliamo di 60 voli a settimana e almeno 200 persone a bordo di ogni aereo. La nostra misura ha ridotto in modo importante gli scambi. E i cargo che trasportano merci continuano a volare». E ancora: “Sugli aerei che restano a terra è tensione tra Cina e Italia, primo e unico Paese europeo ad aver adottato una misura così restrittiva. «È vero, siamo stati i primi in Europa. Ma l’ultimo rapporto Oms segnala 72 Paesi che hanno adottato restrizioni di viaggio. Le relazioni diplomatiche sono rilevanti e le questioni economiche fondamentali, ma il diritto alla salute è più importante ancora». E il Pil della Cina, che frena del 55%? E Confindustria che preme? E la preoccupazione del Quirinale? «Il modo migliore per aiutare un Paese amico è contribuire a contenere questo virus. Indubbiamente l’ipotesi di riduzione del Pil della Cina ha un peso rilevante rispetto al Pil del mondo. Noi abbiamo costruito una task force di ministri competenti, voluta da Conte, che si riunisce lunedì a Palazzo Chigi per ragionare su come ridurre i problemi sul lato economico». Un ripensamento sarebbe una sconfitta politica? «Chissenefrega della politica, chi lo pensa è uno sciocco. Parliamo di un fatto di natura globale che riguarda la salute delle persone. La politica deve fare un passo indietro. A orientare le scelte del governo è un tavolo permanente, composto da tecnici e scienziati di comprovata validità».
Quindi, al ministro Speranza – e crediamo al Governo tutto – il rapporto economico con la Cina e il Pil che ne deriva (l’Italia è uno dei Paesi commercialmente più legato alla Cina e i possibili rischi al ribasso per i nostri conti sono stati denunciati anche dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco) importa molto poco o relativamente, perchè «l’articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute, viene prima di tutto».
Ecco, appunto… se ciò valesse anche per Taranto, il Pil prodotto dall’ex Ilva (quante volte ne hanno sbandierato l’importanza… economicamente strategica?) conterebbe poco o nulla di fronte alla salute di questa terra devastata per oltre cinquant’anni. O l’articolo 32 della nostra Costituzione non ci riguarda?

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

Un Commento a: L’art.32 della Costituzione vale per Taranto?

  1. Pierp

    Febbraio 10th, 2020

    Ma quanto avete rotto i maroni. Esistono decine di città in Italia (specialmente al nord ) con situazioni ben poeggiori di Taranto. Ma evidentemente il vittimismo piagnone, credendo di essere chissa’ quali eroi di quale nobile causa, attira molto di piu’ del lavoro. Ricordate che senza economia si muore molto di più e molto più in fretta

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