Internalizzazione servizi ASL, è scontro Regione-sindacati

 

Borraccino: «Momento storico». Ma la CGIL replica: «La ASL non faccia pagare ai lavoratori il peso delle sue scelte».
pubblicato il 07 Febbraio 2020, 16:47
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«Si sta aprendo una fase storica per la Puglia con l’avvio di questo procedimento fortemente voluto dal Presidente Emiliano, in controtendenza rispetto alle altre regioni, dopo 10 anni rispetto a quello portato avanti da Vendola e Fiore». Così si apre il commento dell’assessore regionale Mino Borraccino sull’avvio del processo di internalizzazione dei servizi della ASL di Taranto.

«Una riorganizzazione dei servizi importante per molteplici aspetti: garantisce condizioni occupazionali stabili a lavoratori di lunga data, assicura standard di qualità e di sicurezza dei servizi offerti, anche superiori rispetto a quelli attuali, significativi risparmi per la spesa pubblica». Rivendicazioni che, però, non trovano riscontro nei pareri delle organizzazioni sindacali.

La Regione: «Obiettivo internalizzare servizi 118, logistica e distribuzione farmaci»

«Nell’immediato si partirà con la stabilizzazione dei lavoratori del CUP e dei servizi informatici, circa 220 unità lavorative. Ma l’obiettivo della Regione è internalizzare altresì i servizi del 118, della logistica e della distribuzione del farmaco. Grazie al contributo dei rappresentanti sindacali dei lavoratori c’è stato un costruttivo confronto sulle modalità di assunzione. E’stato  proposto dai sindacati, tutti, il contratto AIOP per tutti i lavoratori da internalizzare. E’ emersa l’esigenza di conoscere un cronoprogramma e dunque i vari  step della procedura di internalizzazzione».

«Al momento – scrive ancora Borraccino – la  Asl di Taranto fa da apripista e ciò rappresenta un fatto importante, soprattutto in questo delicato momento storico per la città jonica. Ora stiamo tracciando una  strada che  grazie ai presupposti normativi, giuridici e amministrativi, potrà portare quel miglioramento ai servizi resi alla collettività dal nostro Sistema Sanitario regionale oltre ad un notevole risparmio di bilancio».

Peluso (CGIL): «Mancato il confronto Regione-sindacati»

Per la CGIL la riunione si è conclusa in un nulla di fatto. La delegazione del sindacato, infatti ha abbandonato i lavori in dissenso con l’impostazione del tavolo di trattative.

«La riunione per noi doveva essere un momento di confronto e costruzione di una soluzione possibile per questi 220 dipendenti vicini ad una fase di stabilizzazione della loro posizione lavorativa, ma a rischio di frammentazione contrattuale – dice Paolo Peluso, segretario generale della CGIL di Taranto – Per loro da tempo rivendichiamo l’attuazione del contratto unico di settore perché a quelle esigenze sanitarie quel personale assolve. La riunione, invece, è sembrata essere un passaggio meramente informativo e svuotata dall’indispensabile esigenza di aprire un confronto vero in vista del futuro professionale e retributivo di questi lavoratori».

«Eppure – spiega ancora Peluso –  c’è in gioco il futuro lavorativo di oltre 200 lavoratori  che oggi lavorano in appalto sui rispettivi Servizi e che, a seguito dell’emanazione delle Linee Guida regionali dovrebbero presto diventare forza lavoro stabile nella società in house dell’ASL. C’è, inoltre, un evidente nodo da sciogliere anche rispetto alle ipotesi di soluzione del problema proposte dal direttore generale e dallo stesso assessore Borracino – sottolinea Peluso – il primo indisponibile ad una soluzione che valuti il lavoro come variabile di qualità indispensabile  e quindi fermo sulle posizioni di contratti diversi (metalmeccanico, multi servizi), il secondo più possibilista».

«È’ evidente che a fronte di un vantaggio economico da parte dell’azienda ospedaliera, se si dovesse confermare la linea dei contratti differenti, si consumerebbe sotto i nostri occhi una disparità di trattamento tra lavoratori spesso impegnati in mansioni simili o parallele – scrive il segretario della CGIL. Ma se al direttore si certifica il compito di guardare ai conti dell’ASL al sindacato – continua Peluso – si ascrive il ruolo di guardare agli interessi e alla dignità dei lavoratori, specie quando gli stessi non sono solo la forza lavoro di una azienda, ma la stessa onorabilità, il servizio e l’efficienza di una impresa che si occupa di salute e benessere della propria collettività. Insomma l’ASL non può comportarsi come la peggiore impresa a maggior ribasso facendo cadere sulle spalle dei lavoratori tutto il peso delle sue diseconomie».

«La CGIL di Taranto ritiene che l’internalizzazione dei Servizi e il passaggio dei lavoratori in Sanità Service si possa fare in tempi brevissimi, comprendendo tutti i servizi stessi (informatico, CUP e logistica) e a condizioni che, pur non aggravando i costi dell’Amministrazione, possano garantire a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici interessate parità di trattamento e condizioni di favore. L’abbandono della riunione da parte della CGIL – termina la nota –  non fa venir meno l’impegno di tutta l’Organizzazione di raggiungere questo risultato, mettendo in atto tutte le iniziative anche nei confronti dell’Amministrazione Sanitarie a della politica regionale».

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