Ex Ilva, trattativa prosegue: udienza rinviata al 6 marzo

 

Tutto come previsto: le parti continueranno a trattare almeno sino al prossimo 28 febbraio per provare a trovare un'intesa sul futuro del siderurgico
pubblicato il 07 Febbraio 2020, 11:48
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I legali della multinazionale ArcelorMittal e quelli dei Commissari Straordinari dell’ex Ilva in AS, hanno raggiunto un accordo per proseguire la negoziazione, motivo per il quale udienza della causa civile in corso presso il tribunale di Milano è stata rinviata al 6 marzo prossimo, per decisione del giudice Claudio Marangoni.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/06/2trattativa-ex-ilva-domani-sara-chiesto-nuovo-rinvio/)

Le parti dunque continueranno a trattare almeno sino al prossimo 28 febbraio per trovare un accordo sull’addendum di modifica del contratto del settembre 2018. Che dovrebbe prevedere un nuovo piano industriale e la conseguente modifica di quello ambientale. Se troveranno un accordo, il procedimento potrebbe venire chiuso alla luce della cessata materia del contendere, con il relativo ritiro dell’atto di citazione e di recesso presentato da ArcelorMittal e il ricorso d’urgenza ex art. 700 avanzato dalla struttura commissariale.

L’avvocato Ferdinando Emanuele, uno dei legali di ArcelorMittal, avrebbe risposto con un interlocutorio “non mi risulta” a chi gli ha chiesto, prima dell’udienza in Tribunale a Milano, se il gruppo sia intenzionato a lasciare l’Ilva, come è trapelato in questi giorni anche durante la fase di trattative e rilanciato da alcuni quotidiani, che parlano della possibilità che la multinazionale lasci l’Italia il prossimo mese di novembre, pagando 400 milioni di euro per l’affitto e altri 100 milioni per l’utilizzo del magazzino delle materie prime del siderurgico di Taranto. Al momento ipotesi non confermate.

Nella negoziazione coi commissari, anzi, ha aggiunto l’avv. Emanuele, “sono stati fatti significativi passi avanti rispetto all’altra volta e la soluzione negoziale resta la migliore“.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/02/06/ex-ilva-la-fiom-governo-conte-faccia-chiarezza/)

Ci sono le basi per arrivare ad un accordo. ArcelorMittal resterà a Taranto. In aula abbiamo dichiarato che manterremo l’impegno di continuare la produzione. Il lavoro fatto è un bene e ci permette di passare alla fase legale per la messa a punto della fase contrattuale“. Queste invece le parole di un altro dei legali di ArcelorMittal, Roberto Bonsignore al termine dell’udienza al tribunale di Milano sul ricorso dei commissari Ilva in amministrazione straordinaria. Il legale ha rilasciato la dichiarazione al fianco di Lucia Morselli, amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, che ha fatto rispondere l’avvocato alle domande dei giornalisti.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/26/ex-ilva-un-rebus-di-difficile-soluzione/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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