Amianto killer: al via appello processo “Marina Due”

 

L'associazione Contramianto continua a seguire da vicino le vicende giudiziarie legate all'esposizione all'amianto nei decenni da parte di civili e militari
pubblicato il 04 Febbraio 2020, 18:17
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Va in Appello il processo Penale “Marina Due”: il Tribunale di Venezia dovrà decidere sulla possibile colpevolezza di dieci Ufficiali della Marina Militare in merito ai reati formulati e relativi a morti e patologie amianto correlate in Marina Militare. Un percorso di giustizia e verità che CONTRAMIANTO ritiene doveroso sostenere al fianco delle vittime dell’amianto e dei loro famigliari. Dopo il processo di primo grado e l’assoluzione degli imputati si ritorna in aula con l’Appello per il secondo grado di giudizio.

L’accusa formulata agli alti vertici della Marina Italiana, che dovrà essere accertata nel procedimento penale di appello, “evidenzia quali motivazioni di aver contribuito a cagionare o, comunque, non impedito – quali responsabili della Marina militare, in tempi diversi, con condotte e/o omissioni, per colpa generica e specifica, in violazione di norme cautelari a tutela della salute dei lavoratori – la morte per mesotelioma o per altre neoplasie asbesto-correlate di numerosi dipendenti, ovvero la malattia asbestosi di altri dipendenti, i quali erano stati a contatto con manufatti o dotazioni contenenti amianto in ragione delle mansioni svolte a bordo delle navi o negli ambienti degli arsenali” affermano da Contramianto.

Quindi non solo amianto e navi ma anche amianto e Arsenali MM, lavorazioni svolte con mansioni che hanno esposto il personale Marina militare alle letali polveri killer di asbesto – si legge nella nota dell’associazione -. Agli Ufficiali Marina militare vengono contestati nel capo d’imputazione: Il non aver reso edotto il personale appartenente alla Marina militare, sia imbarcato sia in servizio a terra, dei rischi per la salute insiti negli ambienti di vita e di lavoro a causa della presenza di amianto, oltre che dei rischi prodotti dalle lavorazioni cui erano adibiti, dalle polveri che respiravano e dallo stesso uso di dotazioni di bordo contenenti amianto (quali guanti, tute, coperte ignifughe); la mancata sottoposizione dei dipendenti, con regolarità, ai controlli sanitari relativi agli specifici rischi esistenti in ambienti di lavoro caratterizzati dalla notevole presenza di materiali amiantiferi; la mancata fornitura di idonei mezzi di protezione individuale, l’omessa imposizione del loro uso e il mancato controllo circa l’effettivo impiego; la mancato adozione di misure adeguate ad impedire o, comunque, ridurre il diffondersi di polveri di amianto prodotto dalle lavorazioni e/o dall’uso di dotazioni contenenti tale sostanza“.

Il processo penale di appello dovrà approfondire le responsabilità degli Ammiragli per quei decessi e malattie causate dall’amianto lavorando a bordo del naviglio militare e negli Arsenali MM. “Un processo che potrebbe non dire la parola fine all’intera vicenda amianto e Marina Militare essendo ancora centinaia i casi presenti presso la Procura di Padova, che ha centralità nell’inchiesta nazionale per amianto e Marina Militare, casi per i quali potrebbe essere avviato un nuovo procedimento penale “MARINA TRE”.

CONTRAMIANTO ha acquisito ad oggi “366 casi riferiti a patologie asbesto correlate, operai diretti, indotto e Militari Marina, di questi 141 sono le vittime che Contramianto ha già portato all’attenzione della Procura di Padova. Nella casistica Contramianto sono riportati in archivio per Marina Militare 202 tumori provocati dall’amianto, di questi 96 sono mesotelioma, gli altri 106 cancro al polmone, alla laringe, al rene e in altre sedi e chiede zero amianto e giustizia per le vittime“.

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