Ex Ilva, sarà accordo tra il governo e ArcelorMittal?

 

Entro domani sera possibile, ma non sicura, un'intesa di massima su una nuova bozza di accordo. Con conseguente ritiro atto di recesso e ricorso commissari
pubblicato il 30 Gennaio 2020, 21:16
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Un’intesa di massima da raggiungere tra le parti entro domani sera. Una bozza di accordo con più contenuti rispetto a quella sottoscritta lo scorso dicembre, da implementare in un secondo momento all’interno di una trattativa che non dovrebbe avere più sopra la testa la spada di Damocle della causa ciivle presso il tribunale di Milano. Perché l’eventuale bozza di accordo servirà anche e soprattutto a questo: da un lato a ritirare l’atto di recesso dal contratto di affitto dei rami d’azienda del gruppo ex Ilva da parte di ArcelorMittal, e dall’altro il ritiro del ricorso d’urgenza ex art. 700 da parte dei Commissari straordinari di Ilva in AS. Del resto, come abbiamo già riportato nei giorni scorsi, un ulteriore richiesta di rinvio il prossimo 7 febbraio in occasione della nuova udienza in programma a Milano, farebbe decare il senso dell’urgenza del ricorso dei commissari appoggiato dal governo che soltanto due mesi fa annunciava l’inizio di quella che sarebbe dovuta essere la ‘causa del secolo‘.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/29/ex-ilva-patuanelli-accordo-o-il-7-in-tribunale-ma-sara-vero/)

Parliamo di nuova bozza e di un’intesa di massima perché come abbiamo già avuto modo di spiegare, i nodi da sciogliere in questa lunga trattativa tra governo e ArcelorMittal sono tanti e di varia natura. “Ci stiamo aggiornando. C’è un progetto di accordo, ci sono dei dettagli da definire” ha dichiarato oggi il premier Giuseppe Conte nel punto stampa da Sofia in merito al negoziato con la multinazionale sull’ex Ilva. “Se ci vedremo? Non è da escludere nei prossimi giorni, Mittal ha dato disponibilità“.

Il 31 gennaio è alle porte. Doamani sera si saprà se la trattativa proseguirà o se si andrà a sentenza. Con le lungaggini della giustizia italiana e il sicuro addio della multinazionale all’Italia. Staremo a vedere.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/26/ex-ilva-un-rebus-di-difficile-soluzione/)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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