Question time, si torna a parlare del mercatino

 

Si discute anche (senza esito) del destino del muraglione. In aula la Giunta è assente.
pubblicato il 30 Gennaio 2020, 16:51
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Prima seduta del 2020 per il Consiglio Comunale di Taranto, riunito in modalità “Question Time” per discutere mozioni dei consiglieri e per la presentazione delle interrogazioni degli stessi consiglieri all’Amministrazione. Seduta, invero, non particolarmente ricca di spunti a causa, soprattutto, della decisione della maggioranza di disertare quasi in blocco la seduta (presenti quasi costantemente in aula solo i consiglieri Stellato e Lupo e, ad intermittenza, Blé, Casula, Cotugno, De Martino, Galluzzo, Pulpo). Delle dodici mozioni presentate, solo una è stata approvata, tre non approvate per il mancato raggiungimento del quorum di undici consiglieri e tutte le altre rinviate al prossimo Question Time per evitare un destino analogo.

Mercatino, una mozione ne chiede la riapertura

L’unico esito concreto di questo Question Time, dicevamo, è l’approvazione di una mozione che riguarda la vicenda del cosiddetto “Mercatino delle Pulci”. Coloro che ne seguono gli sviluppi ricorderanno che a marzo lo stesso Consiglio Comunale deliberò un nuovo regolamento che prevedeva, tra l’altro, lo spostamento del mercatino dal pattinodromo del quartiere Salinella alla centralissima Piazza Garibaldi (ne parlammo qui). Il trasferimento, in un primo momento definito immediato, fu poi annunciato per la fine di aprile (leggi qui). Il mercatino, però, restò alla salinella sino alla fine di settembre, quando (non senza polemiche) il sindaco ne decretò la totale chiusura a partire dal 6 ottobre (leggi qui). All’epoca, l’assessore Gianni Cataldino, dopo aver affermato che «quello che era nato come un mercatino del baratto si è trasformato pian piano in una cloaca a cielo aperto», aveva dichiarato che «L’amministrazione […] potrebbe in futuro riservarsi di valutare una differente sistemazione, ma solo dopo aver accertato modalità differenti che contemperino criteri di legalità, igiene e decoro urbano». La mozione delle opposizioni, presentata in aula dal consigliere Battista, chiede che questa eventualità divenga concreta.

Muraglione, le opposizioni chiedono l’abbattimento

Come anticipato nei giorni scorsi (leggi qui), i consiglieri di opposizione Battista, De Gennaro, Fornaro, Corvace e Cannone hanno presentato una mozione per chiedere l’abbattimento del muraglione che cinge l’Arsenale Militare o, quantomeno, l’apertura di varchi che consentano la fruibilità del panorama. La questione ritorna periodicamente al centro del dibattito cittadino e divide l’opinione pubblica in due schieramenti: coloro che lo vorrebbero abbattere in nome del recupero di un affaccio al mare “per troppo tempo sottratto alla città” e quelli che invece ne chiedono il mantenimento quale testimonianza di un lungo periodo della storia di Taranto. La mozione, come detto, non è stata approvata causa mancato raggiungimento del quorum. I consiglieri di maggioranza, infatti, non hanno preso parte al voto.

Rendering del salto di quota (Google Earth)

Prima di lasciare l’aula, però, il consigliere De Martino ha dichiarato che la maggioranza è disponibile ad un confronto sul tema, ma ha fatto alcune importanti precisazioni, in primo luogo ricordando che il muraglione non è nelle disponibilità del Comune, essendo bene demaniale, e che anche se venisse totalmente abbattuto la costa non sarebbe comunque visibile in molti punti a causa di un importante salto di quota (in foto).

Giunta assente

Come già accaduto più volte nel recente passato (leggi qui), non erano presenti in aula rappresentanti dell’esecutivo cittadino. Non un assessore, non un dirigente, non il sindaco. Fatto che, quando si è verificato, ha destato più di qualche perplessità in seduta ordinaria, ma che appare ancor più singolare (e, francamente, difficile da giustificare) nelle sedute di Question Time il cui scopo principale è, per l’appunto, quello di raccogliere le interrogazioni dei Consiglieri a chi ha il compito di amministrare la città. È vero, le risposte possono pervenire anche in forma scritta (e questo è avvenuto nella maggior parte dei casi), ma ci sentiamo di dire che esigenze di trasparenza del percorso amministrativo, nonché il sacro rispetto che dovrebbe riguardare i luoghi istituzionali del dibattito politico richiederebbero che, in futuro, quantomeno un rappresentante dell’amministrazione (meglio se il sindaco) fosse presente a rispondere in aula. Anche perché, a dirla tutta, le immagini dei banchi della giunta vuoti sono una potentissima propaganda negativa di cui un’amministrazione impegnata su dossier importantissimi, dalla città vecchia ai Giochi del Mediterraneo, alla questione ambientale, non ha certamente bisogno.

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