Taranto: ufficializzata la rescissione con l’ex capitano D’Agostino

 

Appena tre mesi fa il fantasista ligure aveva giurato fedeltà ai colori rossoblù in una lunga intervista rilasciataci di cui riproponiamo alcuni punti salienti
pubblicato il 29 Gennaio 2020, 22:05
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Dopo la parole del direttore sportivo De Santis nella conferenza stampa di ieri nella quale ha spiegato perché Stefano D’Agostino – capitano, miglior goleador e giocatore più rappresentativo del Taranto – era stato messo fuori rosa (molta tecnica ma poco agonismo per la serie D, tatticamente anarchico, questo in sintesi), è giunto nelle scorse ore il comunicato ufficiale di rescissione contrattuale, con il giocatore, quindi, destinato verso altri lidi.

Noi del corriereditaranto.it continuiamo a restare perplessi di fronte a questa clamorosa rinuncia da parte del Taranto anche perché in una intervista rilasciataci quasi tre mesi fa, di cui riproponiamo gli stralci più significativi, il fantasista ligure aveva giurato amore e fedeltà ai colori rossoblù, era il pupillo sia del presidente Giove – che anche per lui, che giocava poco ed era impiegato male, aveva esonerato Ragno-  che del tecnico Panarelli, il quale aveva reimpostato tatticamente la squadra per  utilizzarlo al meglio.

“Taranto è una piazza che se non hai le spalle larghe ti toglie lucidità .Se trovi la chiave giusta per affrontare tutta la pressione che ti arriva dall’esterno allora puoi reggere a livello mentale quanto ti può capitare nel corso della stagione sia nel bene che nel male. Io credo di aver trovato la chiave giusta e qui sto veramente bene; in questo momento sono nel posto in cui vorrei essere, mi sento gratificato.”

“So che ci sono stati giocatori, in passato, ben più importanti di me a Taranto ed è un orgoglio essere in questo momento un riferimento per i miei tifosi. Mai però paragonarsi a tutto quello che è stato vissuto in questa grande piazza; certo se posso rappresentare un granello di sabbia nella storia di questa grande società per me, ripeto, può essere soltanto un onore. Però mi preme che i tifosi mi prendano ad esempio oltre che per i tanti gol messi segno, anche per il modo in cui rappresento questo club, in cui rispetto questa maglia, per i valori positivi che posso trasmettere alle nuove generazioni con il mio comportamento”.

 “Io e la mia famiglia stiamo benissimo a Taranto, userò tutte le mie forze per raggiungere queste benedetta serie C.  Mi farebbe piacere restare qui a lungo. Diventare una bandiera? Lo si diventa partita dopo partita, onorando la maglia che si indossa e dando sempre il massimo ogni giorno.  Ho avuto in questi anni tante offerte allettanti da società che hanno fatto la serie A per anni (il Palermo?, ndc) ma quando sei in un posto dove vuoi esser, dove sei stimato e ben voluto, credo che non devi cercare altro altrove, non è per niente un sacrificio rifiutare tali proposte.  Non è importante la categoria in cui giochi è importante l’obiettivo. Il mio sogno è dare alla gente che ci segue una grande gioia perché se la merita”.

A lui dedichiamo questa photogallery:

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