Parco eolico off shore, i lavori procedono

 

Richiesta concessione demaniale per Torre Anemometrica. Ok dal ministero dell'Ambiente per attuazione prescrizione materassi sul fondale
pubblicato il 27 Gennaio 2020, 19:51
8 mins

Un altro tassello è stato aggiunto nell’iter burocratico per la realizzazione del famoso progetto del parco eolico off shore nella rada di mar Grande.

Lo scorso 19 dicembre la BELEOLICO SRL – che ha spostato la sua sede legaleChieti, Viale Abruzzo 410 – ha chiesto il rinnovo della licenza di concessione demaniale marittima n.18/17, per l’occupazione di una zona demaniale marittima di mq. 20,25 – situata nel Comune di Taranto e precisamente in località Porto Mercantile, sulla Diga foranea prospiciente il Molo Polìsettoriale – allo scopo di mantenere una Torre Anemometrica, nell’ambito di uno “Studio di fattibilità per la realizzazione di un parco eolico nell’area porîuale di Taranto“. La richiesta è per la durata di trentuno mesi.

L’ok alla prescrizione sui ‘materassi’ sui fondali

Nel frattempo nelle scorse settimane è arrivato l’ok dal ministero dell’Ambiente, in merito all’ottemperanza della prescrizone A.6. che prevede la “compensazione della sottrazione di suolo marino: le fondazioni all’esterno dovranno essere integrate con materiale di riempimenlo e consolidamento anti-erosione per una superficie pari ad almeno 200 mg. Tali materiali dovranno essere inerli e dovranno avere caratteristiche tali da offrire rifugio ad invertebrati (fauna ittica)”.

Al fine di ottemperare alla citata prescrizione A6, è stato previsto l’utilizzo di materassi articolati in cubicoli di calcestruzzo aventi un’altezza compresa tra i 15 ed i 30cm, collegati fra loro da funi in polipropilene aventi diametro minimo idoneo ad assicurare un coefficiente di sicurezza non inferiore a 7 durante le operazioni di sollevamento, in accordo alle norme ISO (International Organization for Standardization); la larghezza non supera i 130cm e la lunghezza è essere prossima ai 5 metri.

Il materasso avrà una flessibilità tale da adattarsi alla forma e dimensioni del cavidotto e adagiarsi sul fondale per garantire l’ancoraggio e la protezione dalle erosioni localizzate; i materiali saranno insolubili nell’acqua di mare e dovranno rimanere chimicamente stabili per tutta la vita utile del manufatto, di modo che non si verifichino significative riduzioni di resistenza a compressione.

Dal punto di vista tecnico, i materassi avranno una vita utile pari a 30 anni, in accordo alla normativa europea. Una resistenza del calcestruzzo minima XS2; e funi in polipropilene min. D18.

Relativamente alla posa dei materassi, si prevede che il sollevamento avverrà per mezzo di un telaio dotato di sistemi di aggancio, tali da adattarsi al tipo di materasso, ottemperanza alle normative vigenti; le operazioni di posa dovranno essere eseguite con il supporto di un mezzo navale dotato di idonea gru; i mezzi adibiti all’ìnstallazione e al trasporto delle fomiture dovranno essere rispondenti a tutte le normative nazionali applicabili allo specifico settore; l’equipaggio dovrà essere adeguatamente formato all‘esecuzione di attività Offshore e dovrà possedere valide certificazioni che lo attestino; i mezzi navali, le gru e gli equipaggiamenti tutti dovranno essere dotati di tutti i cerîificati necessari (in corso di valìdità); il pescaggio delle imbarcazioni non dovrà superare la minima profondità disponibile nelle strutture portuale e in tutti i percorsi necessari all’esecuzioni delle operazioni in progetto; i limiti di portata del mezzo navale dovranno essere compatibili con le masse delle forniture e degli equipaggiamenti necessari a movimentarle. Le imbarcazioni dovranno essere capaci di posizionarsi, al1e coordinate di progetto, autonomamente o con l’ausilio di rimorchiatori; i materassi dovranno essere posizionati in maniera tale da avere il proprio asse di simmetria longitudinale coincidente, per quanto possibile, con l’asse del cavo; i materassi dovranno essere posizionati entro le aree demaniali marittime richieste in concessione.

Infine ricordiamo che lo scorso aprile è avvenuta la consegna formale alla società Beleolico della concessione demaniale marittima trentennale, delle aree demaniali marittime e specchi d’acqua dove sorgerà l’intera struttura. Passaggio avvenuto tramite il Comandante dalla Guardia Costiera di Taranto, Capitano di Vascello Giorgio Castronuovo. L’atto formale di concessione predisposto dalla Capitaneria di porto di Taranto ed approvato dal Ministero dei Trasporti con specifico decreto, arrivò nel 2016 dopo la registrazione della Corte dei Conti, con la quale veniva rilasciata alla società Beleolico la concessione demaniale della superficie di specchio acqueo e area demaniale marittima per la realizzazione del suddetto parco eolico. Dunque, niente di nuovo sotto il sole.

E’ bene ricordare, per i più smemorati, che la Società Beleolico, con provvedimento n.1 del 27 giugno 2013, è stata autorizzata dal Ministero dei Trasporti, ai sensi dell’art.12 del D.Lgs 387/2003, come modificato dall’art. 2, comma 158, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, “a costruire ed esercire un impianto di produzione di energia alimentato da fonte eolica nella rada esterna del porto di Taranto“. Con la suddetta autorizzazione venne dichiarata anche la famosa e presunta “pubblica utilità dell’opera“.

Per chi volesse rileggersi la storia di questo progetto che abbiamo seguito sin dall’inizio sulle colonne del TarantoOggi prima e sul corriereditaranto.it poi, basta cliccare a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/

Le ultime vere novità le abbiamo riportate lo scorso febbraio, con la conferma del finanziamento del progetto (che sembra tanto un gioco di scatole cinesi) da parte di una banca francese lo scorso febbraio (leggi qui https://www.corriereditaranto.it/2019/02/25/parco-eolico-off-shore-tra-ambiente-e-multinazionali2/)

Sull’utilità del progetto e non solo

Come detto l’opera è stata definita di “pubblica utilità” anche dal ministero dei Trasporti anni addietro. Sarà. Servirà soprattutto a fornire di energia pulita tutta l’area portuale. E forse la zona di Lido Azzurro. Sulla realizzazione di quest’opera abbiamo negli anni espresso tutti i nostri dubbi e le nostre perplessità (che trovate sempre a questo link https://www.corriereditaranto.it/2016/06/26/parco-eolico3/).

Stendiamo invece un velo sul totale disinteresse della politica (che tentò un goffo tentativo di fermare l’opera a giochi oramai fatti) e della società civile. Che continua, secondo la nostra opinione sbagliando, a ritenere che l’unico vero problema di Taranto sia soltanto il siderurgico. Ma siamo certi che quando all’orizzonte si vedranno le torri del parco, più di qualuno inscenerà proteste dai toni drammatici. Un film visto e rivisto centinaia di volte sotto il cielo di Taranto negli ultimi decenni.

(leggi tutti gli articoli sul parco eolico https://www.corriereditaranto.it/?s=parco+eolico&submit=Go)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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