Parco del Mar Piccolo, percorso non da tutti condiviso

 

Incontro in Regione all'ufficio Parchi con i Comuni che condividono l'attuale progetto. Prese di posizione critiche di Confindustria e Confagricoltura
pubblicato il 24 Gennaio 2020, 20:42
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Il progetto di fare del Mar Piccolo un parco regionale, quindi un’area protetta, piace a ai Comuni di San Giorgio Jonico, Carosino, Grottaglie, Fragagnano e Statte. Ma, allo stesso tempo, sta suscitando dubbi e perplessità in alcuni. Non sarà sfuggito, infatti, che nei giorni scorsi tra i primi a sollevare qualche critica è stata l’Amministrazione comunale di Taranto, attraverso una nota stampa dell’assessore allo Sviluppo economico, Gianni Cataldino. Critica che aveva provocato la piccata reazione di Gianni Liviano, il consigliere regionale che per primo si è dato un gran da fare affinchè l’Ente Parco diventasse – anzi, diventerà entro questa legislatura – una realtà, tra l’altro facendolo approvare in Consiglio regionale e lanciando una petizione popolare affinchè poi il tutto diventi legge.
Intanto, come fa sapere oggi una nota stampa di Liviano, l’istituzione del Parco regionale del Mar Piccolo registra passi in avanti. Ieri mattina, infatti, nel corso di un incontro organizzato dal consigliere regionale, i rappresentanti dei Comuni di San Giorgio Jonico (era presente il sindaco Mino Fabbiano accompagnato dall’ing. Fanigliulo dirigente l’area tecnica Lavori pubblici), Carosino (rappresentato dall’assessore Mario La Pesa), Fragagnano (c’era l’assessore Massimiliano Cannarile) e Grottaglie (presente l’assessore Giovanni Blasi) sono stati ricevuti dal dirigente l’ufficio Parchi, ing. Barbara Loconsole.

Gianni Liviano

“L’obiettivo dell’incontro – spiega il consigliere Liviano – è stato quello di far conoscere ai rappresentanti dei Comuni che, direttamente o marginalmente, rientrerebbero in quella che sarà la perimetrazione del costituendo parco, lo schema delle linee guida per la redazione del documento di indirizzo”.
L’incontro di ieri mattina in Regione, infatti, è servito “a fornire indicazioni utili – aggiunge Liviano – in vista della convocazione della seconda riunione della Conferenza dei servizi (la prima si è tenuta lo scorso 13 dicembre, ndc) prevista per la fine del mese di gennaio”.
Ai rappresentanti dei quattro Comuni (assente giustificato il sindaco di Statte Franco Andrioli) l’ing. Loconsole ha illustrato lo schema del documento di indirizzo, specificando, fa presente Liviano, “quelle che sono le misure di salvaguardia sia per quanto riguarda le aree contigue che quelle ricadenti all’interno della perimetrazione del parco che la porzione marina, le finalità dell’area protetta, gli obiettivi che questa si prefigge di raggiungere, le regole per la pianificazione”.
Un incontro altamente produttivo che ha ricevuto il plauso dei sindaci e degli assessori presenti tutti concordi sull’importanza e l’utilità, soprattutto per la città di Taranto e, a cascata, per i Comuni interessati, di istituire il Parco regionale del Mar Piccolo.
Di lodevole iniziativa parla, infatti, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Grottaglie, Giovanni Blasi, che sottolinea come Taranto in questo momento “ha necessità di vedere valorizzate le aree limitrofe al centro urbano ricche di biodiversità e di grandi peculiarità naturalistiche e paesaggistiche, oltre che importantissime per le attività produttive legate alla mitilicoltura. La cosa più importante – conclude – è che il progetto del parco non rimanga fermo alla sua istituzione e alle norme di salvaguardia che ne conseguono ma che, fin dall’inizio, porti con sé un chiaro progetto di gestione che individui i soggetti della governance e le risorse, anche economiche, utili a portare avanti vincenti politiche di protezione e promozione territoriale”.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche l’assessore alle Attività produttive del Comune di Carosino, Mario La Pesa. “Il comune di Carosino – sottolinea La Pesa – esprime convintamente la propria partecipazione ed adesione al progetto fortemente voluto dal consigliere regionale Gianni Liviano, considerandone il preminente interesse naturalistico, ambientale e paesaggistico. L’Ente comunale auspica che i tempi di approvazione anche in sede di Conferenza di servizi siano celeri e procedano senza intoppi, in modo da poter approvare l’istituzione del Parco Naturale e procedere, quindi, con gli atti consequenziali”.
Pronti a partecipare attivamente anche i sindaci di Statte, Andrioli, e San Giorgio Jonico, Fabbiano. Quest’ultimo, in particolare, nel sottolineare la valenza del progetto aggiunge che anche l’Amministrazione comunale di San Giorgio Ionico guarda con estremo favore l’iniziativa della istituzione del Parco del Mar Piccolo. “Auspichiamo – afferma il sindaco Fabbiano – che l’iter amministrativo già avviato dalla Regione Puglia si concluda positivamente nel più breve tempo possibile. A questo proposito ringrazio quanti, ad iniziare dal consigliere Liviano e l’assessore Pisicchio, si adoperano affinché questa importante opportunità per la città di Taranto e degli altri territori coinvolti possa presto diventare una realtà”.
“Come comune di Fragagnano – aggiunge il sindaco della cittadina, Giuseppe Fischetti – siamo d’accordo e favorevoli per quanto concerne l’iter di approvazione del Parco naturale regionale Mar Piccolo, che vede interessato anche il nostro Comune. La consideriamo – conclude – una grande opportunità per la salvaguardia, la tutela e la promozione del paesaggio naturalistico e paesaggistico della nostra provincia”.
Fin qui gli amministratori locali che hanno aderito all’idea, ritenuta positiva – ma non potrebbe essere diversamente – per l’intero territorio ionico. Ci sono, però, e come già detto, delle perplessità da registrare. Per esempio, quello di Confindustria Taranto che, per certi versi, si allinea sul pensiero espresso dal Comune di Taranto. Ecco cosa scrive l’organizzazione di via Dario Lupo: “L’obiettivo del Comune di Taranto di rendere la città a misura d’uomo, meno energivora e meno inquinante, ecosostenibile e smart , funzionale ai bisogni dei cittadini e urbanisticamente riorganizzata, trova sicuramente una tangibile conferma nei programmi illustrati nei primi giorni dell’anno appena avviato. Il progetto Ecosistema Taranto, presentato qualche giorno fa quale nuovo modello operativo di governo, declinato in base a logiche di flessibilità, trasformazione urbana ed economia circolare, non può che trovarci favorevoli e fiduciosi rispetto alla piena attuazione delle progettualità che la locale amministrazione ha messo in campo, in quell’ottica di ampio respiro che il territorio auspicava da tempo e che è l’unica in grado di poter fornire risposte strutturate alle istanze della comunità. La premessa è d’obbligo sia per tributare al governo della città il giusto merito rispetto alla messa in campo di politiche di sviluppo sostenibile, sia per tentare di fare chiarezza rispetto a questioni che, al pari di molte altre, attengono gli scenari e quindi le sorti presenti e future del territorio cittadino. Fra queste, una particolare attenzione va posta sul Mar Piccolo, e sulla proposta, di cui si discute oramai da tempo, di farne un Parco Regionale. Un progetto – portato avanti dal consigliere regionale Gianni Liviano – del quale abbiamo, come Confindustria, seguito le varie fasi, dai suoi albori e fino a poco tempo fa, e che ci ha trovato favorevoli in ordine agli obiettivi generali di valorizzazione e ottimizzazione di questa incommensurabile risorsa che insiste sul nostro territorio. Allo stesso tempo, tuttavia, abbiamo avanzato sul progetto, già poco meno di un anno fa e poi in successive occasioni, perplessità in ordine alle rigidità dei vincoli insiti nella stessa progettualità e quindi alla necessità di orientare prioritariamente l’iniziativa verso la piena valorizzazione delle attività economiche (altrimenti inficiate dagli stessi vincoli) e quindi attraverso l’adozione di un quadro regolatorio più flessibile. Oggi, senza entrare nel merito di tale nostra istanza – e quindi in quanta parte sia stata recepita e quali siano stati i riscontri, o le controproposte – abbiamo contezza di analoghe (e ulteriori) perplessità espresse sulla questione anche da parte del Comune di Taranto, che del Parco dovrebbe essere il soggetto gestore e responsabile. E’ pertanto lecito chiedersi, senza nulla togliere alla bontà di iniziative come questa che – lo ripetiamo – sposano pienamente l’esigenza di valorizzare le nostre risorse, quali aspettative animino l’azione messa in campo dal consigliere Liviano in considerazione dell’assenza, fra i soggetti promotori, proprio del principale attore, ovvero il Comune di Taranto, nonché quali siano le prospettive reali di fattibilità dello stesso progetto. La valutazione nasce non già per inasprire una discussione di fatto ancora in corso fra le parti bensì al fine di poter fare chiarezza su una questione che come imprenditori, ma ancor prima come cittadini, avvertiamo come importantissima per un futuro del nostro territorio che si possa realmente definire ecosostenibile. Mar Piccolo, peraltro diventato nei mesi scorsi anche Ecomuseo di interesse regionale, è da anni attenzionato da vari soggetti tuttora sul campo per le opere di bonifica, all’interno del redigendo Piano delle Coste, per la creazione di un osservatorio e per tutta una serie di iniziative che se realizzate ne farebbero probabilmente un gioiello sia sul piano della valorizzazione sia dal punto di vista politico-amministrativo: una risorsa che non solo viene recuperata, ma esaltata e ottimizzata a 360°. Di fatto, tutto questo è ancora parzialmente in corso, e siamo sicuri che, sia per la complessa operazione di bonifica, sia nell’ambito di tutti gli strumenti di pianificazione messi a sistema dal Sindaco di Taranto, saranno compiuti passi in avanti importanti. Fino a quel momento, però, sarà altrettanto necessario finalizzare tutte le azioni messe in campo evitando dispersioni e inutili fughe in avanti, favorendo l’adozione di scelte condivise nel quadro di una regia unica in capo all’Amministrazione comunale di Taranto”.

Lucia Cavallo e Luca Lazzaro

Perplessità le esprime anche Confagricoltura Taranto, secondo cui il “parco Mar Piccolo di Taranto, vincoli opprimenti sono incompatibili con sviluppo sano di aziende agroalimentari e turismo”. “La nostra organizzazione di categoria – sottolinea Lucia Cavallo, vicepresidente Confagricoltura Taranto – è stata la prima a proporre un’alternativa alle industrie pesanti che hanno forti ricadute sull’ambiente e sulla salute. Adesso dobbiamo costruire, passo dopo passo, questa nuova economia alternativa. Ma non possiamo certo supportare questa idea di sviluppo, basata sull’agroalimentare e sul turismo, se si applicano i vincoli opprimenti del Parco Naturale Regionale del Mar Piccolo alle attività produttive sane ed ecocompatibili”.

“Noi siamo per lo sviluppo dell’impresa agroalimentare e del lavoro ad essa connesso e, ovviamente, siamo sostenitori e primi fautori della tutela dell’ambiente, ma senza concertazione con chi nell’area del Mar Piccolo vi abita e vi lavora, il progetto del Parco non potrà rappresentare uno strumento di valorizzazione del territorio tarantino», sottolinea Lucia Cavallo.
Confagricoltura, è da rilevare, è stata la prima voce fuori dal coro a giugno scorso durante la riunione della V commissione consiliare, incontro nel quale fu affrontata la proposta del Parco del Mar Piccolo.
Luca Lazzàro, presidente Confagricoltura Puglia e Confagricoltura Taranto, durante la seduta mostrò per primo perplessità sulla perimetrazione delle aree e preoccupazione per l’inserimento di ulteriori restrizioni che penalizzerebbero le attività di agricoltura intensiva.
Le questioni sollevate dall’associazione degli agricoltori sono anche di natura tecnica.
“L’organizzazione – spiega il direttore di Confagricoltura Taranto Carmine Palma – non è pregiudizialmente contraria all’istituzione di strumenti utili a tutelare e valorizzare il territorio, ritiene però indispensabili alcune puntualizzazioni affinché le attività agricole e zootecniche presenti nella zona non ne siano definitivamente compromesse”.
Tra i problemi caldi che l’organizzazione non intende sottovalutare ve ne sono di strettamente legati al mondo del lavoro e dell’ambiente. Secondo un’analisi tecnica di Confagricoltura Taranto, il Parco del Mar Piccolo così come presentato dalla Regione, danneggerebbe il normale svolgimento dell’attività delle aziende agricole e zootecniche; limiterebbe fortemente la capacità di espansione e di crescita delle attività imprenditoriali; non apporterebbe significativi benefici alla salvaguardia dell’ambiente; metterebbe a rischio la sopravvivenza delle aziende.
Invece, Confagricoltura Taranto guarda a un progetto condiviso, preventivamente discusso con le attività interessate, e propone che la gestione dell’area sia affidata a chi nell’area ci vive e ci lavora.
Su questi principi base, quindi, avanza le proposte tecniche.
“L’organizzazione – dice il direttore di Confagricoltura Taranto – chiede, in ogni caso, che la perimetrazione del Parco Naturale Regionale del Mar Piccolo sia limitata effettivamente ad aree circoscritte del Mar Piccolo e che vengano escluse, quindi, tutte le aree intensamente coltivate e boschive nelle quali operano attività produttive”.

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